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Patrimonio culturale e naturale: risorsa vitale per lo sviluppo dei territori

Patrimonio culturale e naturale: risorsa vitale per lo sviluppo dei territori

Oggi la cultura, soprattutto nella sua accezione di “Patrimonio” naturale, culturale materiale e immateriale, è una risorsa fondamentale per realizzare lo sviluppo sostenibile dei territori.

Nell’epoca contemporanea, è necessario che essa svolga una funzione attiva nella vita collettiva e che i suoi valori e le sue bellezze naturali siano integrate in un’unica politica.

Perché è importante la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale?

Ne abbiamo parlato con Giovanna Menzaghi, Presidente dell’Associazione Smart Cities Italy e Co founder e operatore abilitante di ALFASSA.

I concetti base: valorizzazione e salvaguardia

Il rapporto tra uomo e arteuomo e natura e la stessa consapevolezza del valore del patrimonio culturale e naturale rappresentano i bisogni dell’uomo e della società.

Le basi da cui deve partire l’impegno per la conservazione del Patrimonio sono:

  • Valorizzazione: cioè l’impegno delle comunità a conferire valore al Patrimonio, ponendolo nella condizione di esprimere le proprie qualità e funzioni, riconoscendogli un ruolo adeguato.
  • Salvaguardia: che racchiude i tre concetti di “protezione”, “conservazione” e “valorizzazione”. La salvaguardia dei beni e del territorio è  relativa  non  solo  alla  loro integrità materiale, ma anche alla funzione e al significato che rivestono per le comunità che li vivono.

Inoltre, il Patrimonio è l’insieme del passato e di elementi culturali e naturali ai quali attribuiamo un valore perché ci aiuta a concepire meglio il presente e a conseguire un obiettivo nel futuro.

Oltre alla valorizzazione e alla salvaguardia c’è il fattore economico cioè le prospettive di lavoro.

Infatti il Patrimonio ha un valore economico e sociale che costituisce un aspetto importante da integrare come diritto da salvaguardare nella cura dei bisogni del nostro tempo.

Patrimonio culturale e naturale: Cultural Heritage

L’inclusione sociale, lo sviluppo dell’economia, l’energia e la mobilità sostenibile, la valorizzazione della filiera dei saperi, l’identità del territorio e del suo paesaggio, l’arte, la cultura e l’educazione sono temi molto difficili da affrontare senza il supporto di uno strumento capace di avviare iniziative in forma coesa e partecipata.

Il trasferimento delle conoscenze integrate avviene attraverso la condivisione di programmi di sviluppo di lungo periodo specializzati per settore produttivo basati sul nuovo paradigma della New Economy e della Digital Transformation.

“In questo senso, Smart Cities Italy opera al fine di far partecipare in modo attivo e propositivo allo sviluppo del programma Cultural Heritage.

Un programma per la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, per la rigenerazione urbana dei borghi e dei centri storici.

Per promuovere la creatività e favorire la resilienza delle comunità territoriali e per implementare una gestione innovativa e partecipata della risorsa strategica del turismo, per valorizzare l’arte, la cultura , la creatività.

Il programma Cultural Heritage nasce per favorire la produzione di idee e di soluzioni condivise attraverso procedure di brainstorming e di cooperative learning.

Al fine di definire degli obiettivi di breve, medio e lungo periodo, che saranno alla base del nostro rapporto di collaborazione”, dice Giovanna Menzaghi.

Infatti, il Cultural Heritage è l’aspetto dinamico dell’identità e dell’evoluzione di un territorio, ne rappresenta il carattere distintivo agli occhi della popolazione.

Ripartire dalle origini salvaguardando cultura, arte e tradizioni 

La Cultura e l’Identità se inserite in una visione strategica, oltre che avere un valore in sé, producono importanti ricadute sul versante dell’economia e più in generale a livello di coesione sociale, consolidando il legame tra beni culturali, sviluppo urbano e turismo.

Ma non solo, sostenere progetti culturali e creativi di natura multidisciplinare e di riqualificazione dei borghi e dei centri storici, significa sostenere un modello di sviluppo basato su processi collaborativi e di innovazione sociale. Contraddistinto da processi di interazione, coesistenza, quotidianità e resilienza.

“Per raggiungere gli obiettivi di crescita e di resilienza delle comunità territoriali, l’architettura creativa è sicuramente uno degli elementi trainanti.

All’interno di essa, scavando nei principi ideativi che la governano, l’arte, intesa nelle più varie espressioni e la natura, rivolta alla ricerca dei suoi valori dominanti, ne rappresentano il primo nutrimento.

Quindi non possono essere slegata dal più ampio processo dell’architettura che ambisce a esplorare il territorio, nel quale l’architettura stessa viene immaginata, in questa occasione, come pura espressione artistica.

Il nostro obiettivo è migliorare i servizi, la fruizione e le funzioni culturali, quindi incentivare l’attivazione di percorsi di partecipazione e autocostruzione.

Attraverso il coinvolgimento di istituzioni, professionisti, artisti, cittadini e soggetti attivi sul territorio.

Inoltre, promuovere un sistema di autorganizzazione dal basso che favorisca un processo di empowerment e di riappropriazione nelle comunità coinvolte”, dice Giovanna Menzaghi.

Patrimonio culturale e naturale: il piano di gestione

Il patrimonio non può essere valorizzato senza un’adeguata conservazione e, prima ancora, senza efficaci politiche di tutela dei beni culturali e naturali.

Il Piano di Gestione non vuole limitarsi a essere un semplice documento di analisi del territorio. Ma si propone come strumento strategico e operativo orientato a sviluppare sinergie conservative, capace di promuovere e realizzare progetti di tutela e valorizzazione.

E che siano condivisi dai vari soggetti operanti nel territorio per la salvaguardia dei beni e in grado di favorire l’ottimizzazione delle risorse e la razionalizzazione degli investimenti economici.

Se si riconosce la centralità del territorio nei processi di sviluppo, è necessario sostenere i percorsi progettuali e procedurali partendo da un’approfondita analisi dei bisogni.

Quindi interpretare e valorizzare la domanda di  sviluppo che proviene dagli attori territoriali e su questa domanda incanalare l’offerta di flussi finanziari derivanti da interventi pubblici o da investimenti.

“Si tratta di un processo circolare che attraversa le fasi della:

  • Conoscenza del Patrimonio (analisi).
  • Definizione degli obiettivi e strategie socio economiche (progettazione).
  • Realizzazione (azioni).
  • Valutazione (monitoraggio, che a sua volta rappresenta un’ulteriore forma di analisi a posteriori).

Per tornare a una nuova e successiva ridefinizione degli obiettivi e delle strategie”, dice Giovanna Menzaghi.

Patrimonio culturale e naturale: lo sviluppo della società

Lo sviluppo della società deve consentire di pari passo un rapporto più sano con i sistemi naturali da cui dipendiamo.

Quindi la promozione di un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista: ambientale, economico e sociale.

  • Sostenibilità economica: all’interno di un sistema territoriale si intende la capacità di produrre e mantenere all’interno del territorio il massimo del valore aggiunto combinando efficacemente le risorse, al fine di valorizzare la specificità dei prodotti e dei servizi territoriali.
  • Ambientale: all’interno di un sistema territoriale rappresenta la capacità di valorizzare l’ambiente come un “elemento distintivo” del  territorio, garantendo, nello stesso tempo, la tutela e il rinnovamento delle risorse naturali. La sostenibilità ambientale o ecologica richiede la consapevolezza delle risorse naturali, della fragilità dell’ambiente e dell’impatto che hanno su di esso le attività e le  decisioni  umane.
  • Sociale: all’interno di un sistema territoriale, si intende la capacità dei soggetti d’intervenire insieme efficacemente, in base a una stessa concezione del progetto, incoraggiata da un’organizzazione fra i vari livelli istituzionali.

Quindi, risulta indispensabile garantire uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi, operante quindi in un regime di equilibrio ambientale, nel rispetto della cosiddetta regola delle tre “E”: Ecologia, Equità, Economia.

Inoltre, queste dimensioni sono strettamente connesse tra loro e non  devono essere considerate come elementi indipendenti. Ma devono essere analizzate in una visione sistemica, quali elementi che insieme contribuiscono al raggiungimento di un fine comune.

Questo significa che ogni intervento di programmazione deve tenere conto delle reciproche interrelazioni.

La Multimedialità per diffondere la Cultura

Oggi è importante favorire una conoscenza del territorio che unisca realtàconcreta” alla realtà virtuale e aumentata attraverso l’uso efficace di tecnologie innovative e modalità multimediali di narrazione dell’esperienza “culturale”.

Infatti, musei, imprese creative, istituti culturali sono alcuni degli attori coinvolti nell’ambito delle attività progettuali finalizzate a perseguire importanti obiettivi, come la valorizzazione e la promozione delle risorse culturali del territorio.

Che consentono un’interazione che mira ad accrescere l’esperienza sensoriale in modo sia naturale che virtuale.

“Il progetto di Smart Cities Italy ha l’intento di creare un circuito culturale finalizzato alla valorizzazione condivisa del territorio e del patrimonio artistico culturale presente.

Aiutando in ogni modo possibile, quindi sia sul piano tecnologico sia sul piano creativo, gli enti territoriali che ne hanno bisogno.

Sono infatti i territori a rivalutare la propria dimensione culturale.

Fatta da asset tangibili come il patrimonio architettonico, storico artistico, archeologico e naturalistico. Quanto di asset intangibili, come le feste, le iniziative espositive e di spettacolo, i giacimenti enogastronomici, il revival di tradizioni, l’artigianato e le industrie culturali”, dice Giovanna Menzaghi.

Smart Cities Italy Operatore Abilitante di ALFASSA

È un’associazione senza scopo di lucro che aiuta le aree urbane e le zone di periferia a diventare città intelligenti, funzionali e green.

Infatti promuove progetti atti allo sviluppo delle comunità sui criteri della sostenibilità ambientale e benessere sociale.

“Siamo costantemente impegnati a diffondere il modello di Sviluppo in una grande sfida di coinvolgimento di tutti gli attori interessati a rispondere a un bisogno di resilienza delle comunità territoriali. E offrire loro un insieme di soluzioni per mettere in moto risposte strategiche e sostenibili.

Questo grazie all’attuazione di progetti personalizzati e a un approccio multidisciplinare.

Noi accompagniamo la realizzazione del progetto passo dopo passo: dalla sua definizione ai suoi obiettivi, dal suo finanziamento fino alla sua realizzazione, dalla sua transizione alla vita quotidiana in una città nuova e più intelligente.

Fra le nostre priorità ricordiamo:

  • Istruzione e Formazione.
  • Risparmio Energetico.
  • Energie Rinnovabili.
  • Recupero di una viabilità sicura, comoda puntale e green che valorizzi e incentivi i mezzi pubblici.
  • Creare nuovi posti di lavoro non solo inteso come volume di lavoro ma come recupero di antichi mestieri e di nuovi tipi di occupazione al passo con i tempi moderni.

Basandoci su dati reali raccolti attraverso lo studio sociologico ed economico della situazione del territorio nazionale e dei suoi abitanti, sviluppiamo strategie sinergiche.

Cerchiamo la soluzione a ogni problema valutando la situazione sotto tutti i punti di vista e andando ad agire di conseguenza con progetti che sono poi finanziati dall’UE”, dice Giovanna Menzaghi.

ALFASSA

Patrimonio culturale e naturale: risorsa vitale per lo sviluppo dei territoriÈ una piattaforma tecnologica che permette di essere un polo multifunzionale, multiaziendale e multidisciplinare che funge da incubatore produttivo virtuale per la gestione del cambiamento della società.

È un nuovo modello di sviluppo capace di vincolare la crescita economica alla sostenibilità ambientale e al benessere sociale.

Ovvero, un modello che considera questa variabileeconomicanon come un valore ma come un mezzo per creare valore all’uomo e all’ambiente.

“Sono 3 le variabili funzionali che ci permetteranno di superare l’attuale crisi ecosistemica:

  • Controllo dell’informazione. Fornire gli strumenti per tornare ad avere il controllo dell’informazione, quindi mobilitarsi con grande responsabilità sociale per la resilienza delle comunità territoriali.
  • Sviluppo economico. Fornire dei sistemi di regolamento lordo e di compensazione che siano legati alle origini e cultura dei territori, piattaforma che premiano le aziende che reinvestono gli utili nel proprio territorio.
  • Sviluppo sostenibile. Spingere le comunità a competere per l’economia del benessere e non nell’economia del denaro, cioè implementare programmi di sviluppo capaci di invertire il paradigma macroeconomico.

Questi macro-obiettivi possono essere realizzabili da un insieme di beni intangibili costituiti da capitale: umano, organizzativo e relazionale.

Grazie a conoscenze integrate e interlocutori affidabili che partecipano in maniera attiva e propositiva, riusciamo a generare valore attraverso un approccio quantistico delle reti di relazioni e conoscenze per tutelare e riqualificare il Patrimonio culturale e naturale”, conclude Giovanna Menzaghi.

About Emma Rota

Laureanda in Scienze della Comunicazione, da sempre curiosa e affamata di nuove esperienze. Viaggia ogni qual volta le sia possibile, legge, si documenta, osserva quanto la circonda arricchendo così il suo bagaglio personale di conoscenze. Grande appassionata di moda e di tutto ciò che riguarda il settore. Cresciuta in mezzo alla natura, è un’autentica amante degli animali, attenta e rispettosa nei confronti dell’ambiente.

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