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Cancro uguale morte? Non proprio

Cancro uguale morte? Non proprio

Decima giornata nazionale del malato oncologico

Da oggi al 17 maggio 2015 si protrae la decima giornata nazionale del malato oncologico.

Oggi abbiamo ben tre milioni di persone con esperienza di cancro, contro i due milioni e mezzo riscontrati cinque anni fa. Non bisogna commettere l’errore di confondere i loro bisogni con quelli legati ad altre malattie.

Parliamo di riabilitazione oncologica nella sua specificità, essa dovrebbe essere inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) per tutti. Le famiglie devono provvedere di tasca propria all’assistenza, poiché il Servizio sanitario nazionale non prevede adeguate forme di supporto socio-economico. Parla di questo il VII Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici, la cui presentazione è avvenuta oggi al Senato della Repubblica in glossa alla giornata nazionale. La Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo) coordina le associazioni dei pazienti: secondo loro, è di primaria importanza inserire la riabilitazione oncologica tra le prestazioni previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri: parliamo dei Livelli essenziali di assistenza, che devono essere approvati. Oggi il 4,9 degli italiani sono vivi dopo una diagnosi oncologica, contro il 4,4% del 2010. Un malato di cancro su quattro è, in tutto e per tutto, guarito.

Guarire o essere in via di guarigione: la qualità della vita

Sebbene i risultati siano incoraggianti, c’è da interrogarsi sulla qualità della vita di queste persone. Qualità della vita significa anche aver accesso a mutui, assicurazioni sanitarie e servizi finanziari. Il tumore è (2014) la principale causa che porta all’assegnazione dell’assegno ordinario di invalidità e della pensione di inabilità. La riabilitazione dovuta al tumore viene inclusa in un elenco che contiene anche patologie articolari, cardio-circolatorie, del linguaggio, dell’apparato digerente, urinarie, mentali e dell’autonomia comportamentale. Ma come possiamo considerare il cancro affine a questi disturbi? Poi nessuno pensa alle necessità di carattere psicologico che coloro che guariscono dal cancro, e che stanno guarendo, incontrano. In queste condizioni tornare a lavorare può essere difficile. La Favo ha realizzato con l’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) il libretto “La vita dopo il cancro”, presto a disposizione nelle Oncologie Mediche e nelle Associazioni di volontariato. Spiega anche che cosa avviene dopo la fine delle cure.

Un elemento da sottolineare: è all’attivo dell’intesa Stato-Regioni del 30 ottobre 2014 l’approvazione della ‘Guida per la costituzione di reti oncologiche regionali’. Tali reti sono state realizzate, per il momento, soltanto in Lombardia, Piemonte e Toscana. Aggiungete anche la vostra regione!

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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