Home / Attualità / Parkinson, stimolazione neurale senza fili
Parkinson, stimolazione neurale senza fili

Parkinson, stimolazione neurale senza fili

Ora è possibile, per il Parkinson e le altre patologie per le quali ha buoni risultati la stimolazione neurale, eseguirla wireless, cioè senza fili: evitando, dunque, la presenza di elettrodi connessi con il paziente e in maniera non invasiva. Il nuovo metodo, poi, elimina il rischio di tossicità e allergie, poiché vengono utilizzati materiali biologici. Ha lavorato a tale nuova tecnica un team a livello internazionale, coordinato da giovanissimi scienziati italiani, che lavorano per il Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto italiano di Tecnologia, sito a Pontedera, e per l’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna di Pisa. Ha collaborato il laboratorio “Wabios”, sede distaccata a Singapore della Waseda University di Tokyo.

Come si è svolta la ricerca

Sono stati individuati i canali della membrana cellulare coinvolti nella stimolazione neuronale. Si è visto che l’eccitazione neurale si ottiene con la piezoelettricità (proprietà che hanno alcuni materiali cristallini di polarizzarsi – con differenza di potenziale – se deformati meccanicamente e di deformarsi quando la corrente li attraversa, ndr) delle nano-particelle.

Ecco un possibile passo avanti per trattare le patologie che richiedono una stimolazione neuronale, ma anche per rendere agevole la stimolazione del nervo acustico in alcuni tipi di sordità. La tecnica non riguarda soltanto il sistema nervoso, ma anche altri tessuti biologici che possono essere eccitati, come quello cardiaco.

Farmaco antidiabete contro il Parkinson

Studiosi della della London school of hygiene and tropical medicine hanno scoperto che un farmaco antidiabetico potrebbe essere efficace per la prevenzione del Parkinson. Pubblica lo studio la rivista Plos Medicine. Si tratta del glitazone: coloro che li assumono si ammalano di Parkinson meno facilmente rispetto a coloro cui vengono somministrati altri farmaci contro il diabete. Per arrivare a questa conclusione sono state confrontate le cartelle cliniche di 44.597 individui a cui è stato somministrato il glitazone e quelle di 120.373 persone sottoposte ad altri trattamenti antidiabetici. Il minor numero di casi di Parkinson è stato riscontrato nel primo gruppo. Il beneficio, tuttavia, non si è dimostrato durevole nel tempo. Interrotta la terapia, infatti, il paziente non è più risultato protetto. Si suggerisce l’utilizzo della molecola nelle prime fasi della malattia, caratterizzate da danneggiamento ancora lieve dei nervi.

Lati negativi

Il glitazone, tuttavia, crea gravi problemi al cuore e alla vescica: per questa ragione, non se ne consiglia la prescrizione a individui sani. Si sollecitano ulteriori indagini.

 

 

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.