Home / Attualità / Se aspetti un bambino, l’alcool può attendere
Se aspetti un bambino, l'alcool può attendere

Se aspetti un bambino, l’alcool può attendere

Terza edizione della campagna “Se aspetti un bambino, l’alcool può attendere”, che si protrarrà fino al 9 agosto: la organizzano Assobirra e Societa’ italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), con il sostegno del Ministero della Salute, per una corretta cultura del bere. L’obiettivo è diffondere i comportamenti corretti da tenere in gravidanza, posto che esistono patologie del feto legate all’uso di alcoolici. Sono più di cinquecentomila le donne italiane che diventano madri ogni anno. Poiché intendono conciliare molte esigenze contemporaneamente, possono essere definite “multitasking”. Lo afferma la Doxa, che ha intervistato più di 800 donne tra i 18 e i 44 anni, tra le quali 412 erano in dolce attesa e/o avevano figli piccoli e 425 erano senza figli. L’intento era testare le conoscenze sull’azione dell’alcool in gravidanza. Negli ultimi anni l’attenzione all’argomento è cresciuta. Il 65% delle donne che hanno già avuto un figlio, per esempio, sa che nei nove mesi non bisogna bere. Una su tre non smette del tutto. Il 67%, non conoscendo l’entità dei rischio, posto che non è stato ancora individuato il livello di consumo di alcol al di sotto del quale si può bere senza rischi, afferma che un’assunzione saltuaria non sarebbe pericolosa.

La campagna di Assobirra e Sigo ha ottenuto il marchio “Guadagnare salute”. E’ stato attivato il sito www.seaspettiunbambino.it, con informazioni su “alcool e gravidanza”. C’è un videomessaggio di Francesca Cavallin, la neo-mamma protagonista di “Un medico in famiglia”.

www.alfemminile.it pubblicherà due post al giorno sull’argomento. Ma che cosa fanno le donne che si accorgono di essere in gravidanza? Nel 92% dei casi annunciano il lieto evento a compagni o mariti per primi, chiamando soltanto dopo i genitori (5%). Soltanto il 60% permette al futuro padre di entrare in sala parto. 7 su 10 sono preoccupate per la salute del nascituro, soltanto l’8% teme i dolore del parto. La gran parte è disposta a fare rinunce: sia di cibo, sia di alcool.

 

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.