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Donne in viaggio, da sole

 

Venticinque anni fa, durante un viaggio tra i castelli della Loira, lo confesso, rimasi sorpresa e affascinata da due mature, ma arzille, signore olandesi che avevano parcheggiato la loro auto proprio di fianco alla nostra e, armate di Lonely Planet, si apprestavano ad iniziare la visita al maniero di turno. Donne in viaggio da sole, non in un tour organizzato, ed avevano quell’aria serena come di chi è avvezzo da tempo a simili cose. La più stupita, lo ammetto, ero proprio io ma, pensando alle mie donne di casa, peraltro niente affatto retrograde o timorose del mondo, il paragone non reggeva.

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“Oggi, le donne in viaggio da sole circa due milioni” mi conferma Massimo Dallaglio, fondatore di Mollotutto e mio “nume tutelare” in questa inchiesta sul fenomeno migratorio nel terzo millennio. “Sono donne autonome, emancipate e curiose che scelgono di viaggiare con amiche, ma anche sole e, talvolta, il viaggio si trasforma in un cambio di vita vero e proprio”.
Spesso la motivazione scaturisce dopo una separazione, dal bisogno di fuggire lontano, in cerca di nuovi stimoli per ricominciare. Ma sono molte le donne che fanno del viaggio il loro stile di vita o decidono di trasferirsi all’estero perché nel nostro Paese non avrebbero le stesse opportunità di carriera o semplicemente vogliono dare una svolta.
Come Manuela, architetto romano, che ha “ritrovato la sua anima” in Polinesia, viaggia, scrive e al momento non ha nessuna intenzione di tornare. O Elisa che, dopo una laurea in Biologia e un Dottorato in Microbiologia Medica ad immunologia, si è imbarcata su un volo ed è partita alla volta di New York dove fa la ricercatrice presso un ospedale specializzato nella ricerca sul cancro. O ancora Stefania, modenese doc, che da tre anni vive e lavora a Bruxelles e pensa che un giorno tornerà in Italia, ma non ora, perché non vuole fare la precaria o la disoccupata.

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Per le donne oggi è più facile viaggiare” continua Massimo “anche grazie alla risposta del settore turistico, che fiutando l’affare, ha creato una rete di proposte e strutture a loro dedicate. Un esempio è il Grand City Hotel di Londra e il Lady’s First di Zurigo che sono off limits per gli uomini. In Italia invece, il circuito di alberghi per le donne è www.alberghidelledonne.com il quale offre servizi vari che vanno dal personal shopper all’estetista; dai corsi di cucina al bricolage. In internet inoltre si trovano siti dedicati che consentono di condividere informazioni e mete e ricercare compagne di viaggio”.
Ve ne segnalo alcuni: www.journeywoman.com, e www.womenwelcomewomen.org.uk per fare conoscenza fra donne di tutto il mondo e organizzare la vacanza.
In Italia si trovano consigli utili e contatti su www.permesola.com: una vera e propria guida dedicata al mondo femminile oppure su www.fuorirotta-donna.it dove le proposte di viaggio sono suddivise per aree tematiche e geografiche.

L’inchiesta nel mondo degli emigranti del terzo millennio si ferma qui, tutte queste storie mi hanno messo addosso un gran voglia di fare la valigia e andare e…chissà, magari la prossima volta vi racconto il mio di viaggio.

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