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Lifestyle-Voglia di uscire…dalla crisi

Gli italiani hanno voglia di uscire. Nonostante la crisi. A fronte di una fisiologica flessione dei consumi dovuti alla crisi economica, frequentare bar, ristoranti e locali resta comunque una piacevole abitudine. La spesa delle famiglie italiane per la ristorazione vale infatti 73 miliardi di euro pari al 35% dell’intera spesa alimentare. Dopo Spagna e Gran Bretagna, l’Italia è il paese europeo con la maggiore incidenza dei consumi alimentari fuori casa sul totale della spesa alimentare (35% a fronte di una media europea del 32%). In termini di spesa pro-capite, gli italiani spendono in ristorazione circa 1.200 euro l’anno, il 32% in più dei francesi e il 53% più dei tedeschi.
È quanto emerge dall’ultima ricerca dell’Ufficio Studi della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, in occasione di Host 2013, in programma a fieramilano da oggi fino al 22 ottobre.

“Host 2013 è la fiera internazionale più importante dell’ospitalità e precede di due anni l’Expo2015, la manifestazione che avrà come tema il cibo e gli aspetti anche sociali ad esso collegato – dice Lino Stoppani, presidente Fipe -. Con la nostra presenza al Salone vogliamo dimostrare quanto è importante il contributo delle associazioni di categoria all’organizzazione e alla riuscita dell’Esposizione Universale sul quale l’Italia fa grande affidamento. Ci presentiamo con idee originali e innovative, per offrire un contributo molto atteso da tutta la filiera: un mondo complesso, che va dalle organizzazioni territoriali agli esercenti, senza dimenticare i fornitori agricoli e di attrezzature industriali per il settore”.

A creare tanta aspettativa sulla partecipazione di Fipe ad Host è il perdurare del momento di debolezza dell’economia italiana che si continua a riflettere anche sul settore dei consumi fuori casa. Tuttavia, nonostante una situazione non certo favorevole, i consumi del cosiddetto “fuoricasa” restano una voce di spesa estremamente significativa. Valori che pongono l’Italia al terzo posto nella classifica europea.

Più nel dettaglio, come risulta dalla fotografia scattata dal centro studi Fipe, il bar rimane il luogo preferito dagli italiani per fare colazione con un totale annuo di circa 1,5 miliardi di consumazioni. I prezzi sono infatti molto contenuti: 94 centesimi il prezzo medio dell’espresso e 1,26 euro quello del cappuccino.

A registrare una flessione maggiore è invece il consumo di cibo nella pausa pranzo. Tra il 2008 e il 2012 ben 204 mila persone non entrano più nel pubblico esercizio per il pasto di metà giornata. Per fortuna il calo è parzialmente compensato dagli 8 milioni di persone a cui capita ogni tanto di consumare un pranzo fuori casa nei giorni feriali.
Un cambiamento di tendenze si registra anche per la cena. Se nel 1993 rappresentava il pasto principale della giornata per il 17% della popolazione, oggi lo è per il 24%. E se a cenare fuori casa almeno una volta a settimana è il 28,3% dei cittadini, la metà predilige la pizzeria a fronte di un 25% che sceglie il ristorante, soprattutto in occasione di ricorrenze.

Tutto ciò dimostra che, a dispetto della crisi economica, gli italiani amano frequentare bar e ristoranti, nonostante una situazione non certo favorevole: secondo l’Ufficio Studi Fipe, nel 2012 la spesa delle famiglie si è ridotta di 1,6 miliardi di euro (-2,5%). Un dato negativo che si conferma anche per l’anno in corso in cui è prevista una diminuzione dell’1,3%. I dati registrano in pratica un calo cumulato del 4% circa in due anni.

“Nel 2012 il saldo tra aziende nuove e aziende scomparse è purtroppo negativo con -9.345 aziende – ha dichiarato il presidente di Fipe Stoppani -. La cosa straordinaria è che, nonostante i tempi difficili, questo settore sta dimostrando comunque una grande vitalità sul piano occupazionale costituendo uno sbocco importante per i giovani e per quanti vengono espulsi dal settore manifatturiero. Purtroppo la politica non sembra capire il valore anche strategico del comparto (valorizzazione del made in Italy, della vocazione turistica del Paese, delle specificità dei territori), e continua ad adottare provvedimenti penalizzanti”.

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Rossana Pessione, Direttore responsabile

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