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Per stare meglio basta premere il punto (Shenmen) giusto

L’agopuntura, una delle tecniche più usate da millenni dalla medicina tradizionale cinese, oggi viene praticata anche in Italia, da medici esperti, per curare un numero di patologie pressochè infinito. Dell’acupressione –o “agopressione”-, si sa veramente poco, anche se oggi qualcosa sta cambiando: sono sempre di più gli italiani che cercano soluzioni efficaci ma anche semplici da utilizzare e possibilmente prive di effetti collaterali. E l’acupressione risponde appieno a queste nuove richieste.

Quali solo le differenze tra agopuntura e acupressione?

Il principio su cui si basano, la cui radice risiede nella medicina tradizionale cinese, è il medesimo: il nostro corpo è attraversato da un flusso di energia – il Qi- che fluisce secondo specifiche direzioni –i Meridiani– e che in alcuni casi può “bloccarsi” in determinati punti – per esempio quando siamo stressati. Se l’energia smette di fluire in modo armonico ecco che lo squilibrio si manifesta sotto forma di disturbo organico o malattia. E’ solo andando a stimolare il flusso energetico del corpo che possiamo rafforzare le nostre endogene capacità di autoguarigione e di resistenza alle malattie.

Oltre 5000 anni fa, in Cina si iniziò a sperimentare la “pressione che cura” su alcuni punti del corpo: una pressione eseguita con le dita –o, appena sotto cute, con sottili aghi, dando concretezza a specifiche tecniche di agopuntura- e che sembrava alleggerire il dolore a livello locale, apportando al tempo stesso benefici ad altre zone del corpo, spesso distanti dal punto toccato. In questo modo, furono rilevati numerosi punti che, oltre ad agire sulla riduzione del dolore specifico, mostravano un’influenza positiva anche sul funzionamento di alcuni organi interni.

L’energia –il Qi- scorre attraverso 12 meridiani principali, dei veri e propri canali di comunicazione tra gli organi interni ed alcuni punti della superficie cutanea. Oggi gli esperti di agopuntura contano 365 punti situati sulla cute di tutto il corpo sui quali poter operare, alcuni dei quali vengono utilizzati con efficacia anche come punti di acupressione. Questa disciplina, che desta sempre maggior interesse nei paesi occidentali, è tuttora studiata principalmente in Asia orientale, e in particolare presso l’Università di Taiwan, dove ogni anno vengono effettuate nuove ricerche per validare l’efficacia della “pressione che cura”. Ed è inutile ricordare che l’acupressione resta, ad oggi, il principale metodo di auto-terapia a nostra disposizione che non comporti l’utilizzo di farmaci.

Per combattere la nausea bisogna premere il punto sotto il polpastrelli dell indice
Per combattere la nausea bisogna premere il punto sotto il polpastrello dell’ indice

Quali i disturbi sui quali possiamo agire con l’acupressione? Ormai ben conosciamo l’efficacia dell’acupressione per trattare la nausea dovuta ai più svariati fattori: dalla più comune “cinetosi” o nausea da viaggio fino alla nausea gravidica, a quella post-operatoria o da chemioterapia, la pressione sul punto di agopuntura P6 Neiguan, sesto punto del Meridiano di Pericardio, collocato sugli avambracci all’altezza di tre dita trasverse a partire dalla piega del polso, migliora notevolmente il sintomo. Il termine cinese “Neiguan”, la cui traduzione è “barriera interna” o “collegamento interno”, indica una via di accesso agli organi interni posta a loro difesa ma accessibile alla terapia agopunturale o alla pressione.

Viene da sempre impiegato dalla medicina tradizionale cinese per regolarizzare il funzionamento degli organi situati nella regione toracica, epigastrica ed ipocondriaca: il ripristino della corretta funzione peristaltica dell’esofago e dello stomaco e l’effetto ansiolitico-sedativo, entrambi esaurientemente documentati dalla letteratura medica dei nostri giorni, fanno sì che l’acupressione sia diventata una terapia d’elezione contro la nausea.

Uno dei sistemi di acupressione più utilizzati quando la nausea ci assale sono i bracciali elasticizzati che esercitano, grazie ad un bottone in materiale inerte, una pressione calibrata e continua, riproducendo così anche per ore gli effetti benefici dell’acupressione. La stimolazione bilaterale del punto ha un effetto non solo terapeutico ma anche preventivo nei confronti della nausea e del vomito. Come ha recentemente dimostrato uno studio tutto italiano pubblicato su Neurological Science, la pressione  sul punto P6 Neiguan va infine a migliorare anche la nausea “da emicrania”, sintomo secondario che spesso affligge chi soffre di attacchi ricorrenti.

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Ad ogni disturbo la sua terapia

Anche mal di schiena e lombalgie possono trarre giovamento dall’agopuntura e dall’acupressione. Una recente ricerca dell’Università di Taiwan (riportata anche dal prestigioso “British Medical Journal”) sottolinea come, osservando i 129 pazienti con lombalgia cronica reclutati per lo studio, in coloro che sono stati sottoposti a trattamenti di acupressione si è riscontrato un maggior e più durevole sollievo dal dolore –i benefici sono durati per 6 mesi dopo il trattamento- rispetto a quelli trattati con fisioterapia.

Una ricerca congiunta del Jaseng Hospital of Korean Medicine e del Korea Institute for Oriental Medicine, pubblicata nel 2013, testimonia come l’utilizzo di una particolare tecnica di agopuntura, la “Motion Style acupuncture”, sia addirittura più efficace dei farmaci anti-infiammatori non steroidei per trattare i pazienti con mal di schiena cronico.

Lo stesso effetto “antinfiammatorio” dell’acupressione e dell’agopuntura viene osservato anche in caso di pazienti con artrite e dolori osteoarticolari. In uno tra gli studi più recenti, fatto a Taiwan nel 2012 sulla degenza post operatoria di pazienti con osteoartrite operati al ginocchio e trattati con acupressione auricolare, è stata evidenziata una significativa riduzione del dolore postoperatorio, un minor ricorso a farmaci antidolorifici e una maggior mobilità del ginocchio.

Pare infatti che la “pressione che cura” liberi endorfine, provocando un benefico effetto “no-pain” che diminuisce la nostra sensibilità al dolore. Grazie quindi alle forti potenzialità rilassanti e ansiolitiche, che sembrano far effetto a prescindere dalla patologia per la quale il paziente si reca dal medico agopuntore, l’agopuntura e l’acupressione vengono considerate trattamenti elettivi anche in caso di insonnia.

E se il nostro problema fosse proprio l’insonnia, dovremmo agire con una specifica pressione sul punto “HT 7 Shenmen”, la “porta della mente”, un punto situato sulla parte interna del polso (vedi foto in alto). Come riconoscerlo per non sbagliare? Basterà osservare il lato interno del polso, individuare la prima piega e tracciare un linea immaginaria che scende dalla base del dito anulare fino ad incontrare perpendicolarmente la prima piega.

 

Dove si trova il punto Shenmen

Il punto di incontro tra le due linee è il punto Shenmen. Possiamo ricorrere anche in questo caso ad uno specifico cerotto di auto-terapia, in grado di applicare una pressione continua sul punto individuato: andrà utilizzato 30 minuti prima di coricarsi e mantenuto per tutta la notte. Inizialmente si dovrà applicare per 10 sere consecutive e poi a giorni alterni fino ad ottenere gli effetti desiderati. Sembra infatti che l’agopuntura produca un aumento della secrezione notturna di melatonina e che la stimolazione di alcuni agopunti, tra i quali HT 7 Shenmen, sia in grado di aumentare l’attività a livello del neocortex, della corteccia limbica e dei nuclei talamici, a differenza di altri, la cui stimolazione va invece a diminuirne le attività.

La secrezione naturale di melatonina, ormone che interviene fisiologicamente nel ciclo del sonno, è regolata dall’alternanza luce/buio: aumenta di sera e di notte per poi ridursi al minimo durante il giorno. Se per qualsiasi motivo il meccanismo si inceppa dovremo andarne a stimolarne la produzione, e un’alternativa naturale e del tutto priva di effetti collaterali quali l’acupressione del punto Shenmen, può essere una valida opzione rispetto all’utilizzo di farmaci di sintesi. Alcuni studi descrivono gli effetti dell’acupressione addirittura nei bambini ipercinetici, a conferma delle proprietà rilassanti del trattamento. Se l’auto-terapia non dovesse bastare ci si potrà rivolgere al medico agopuntore per un’azione più decisa, che prevede una o due sedute di agopuntura a settimana a seconda della gravità dell’insonnia, con l’applicazione di sottilissimi aghi su più punti della cute.

di Roberta Ceudek

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