relazione monogama

Il fardello sulla schiena finisce nella sessualità e nella relazione

Passeggiare nel web è sempre di grande ispirazione, in particolar modo nell’ambito della relazione di coppia. Mentre facevo una ricerca per un articolo ho trovato una vignetta il cui dialogo era il seguente:

Lei: “Aspettavo che tu cambiassi”
Lui: “Aspettavo che tu mi accettassi”

È interessante come e quanto utilizziamo le modalità di scarico sul partner quando le cose non funzionano e come questo scarico alla fine si riveli un boomerang.

L’attesa che l’altro cambi e diventi la persona che sogniamo cosi come l’attesa di essere accolti e accettati nella forma che idealizziamo sono due trappole molto diffuse.

L’autoconoscenza è decisiva per tenere in carreggiata la relazione di coppia.

Ciò che molte donne e uomini fanno, per esempio, è continuare a scrutare, giudicare, interpretare, controllare il partner. Quanta energia male indirizzata che potrebbe invece confluire verso l’osservazione della propria mente (credenze, modi di pensare, generalizzazioni), delle proprie emozioni (ciò che provo se non reprimo quello che sento), delle proprie reazioni (i modi che ho di reagire alle situazioni relazionali).

Familiarizzare e riconoscere i modi automatici di difendersi dal mondo diventa cruciale ai fini di un rapporto che possa assumere potenza e profondità.

Il nostro carattere ci protegge dai pericoli?

relazione tossicaAbbiamo detto mente, emozioni, carattere. Possiamo considerare il carattere come una protezione che creiamo da piccoli per difesa:
1) Dai pericoli reali
2) Dai pericoli immaginari
3) Per adattamento alle richieste dell’ambiente

Il carattere è come un avviso automatico che sussurra, talvolta dice, talaltra urla “stai attento, sei in pericolo”.

Lo psichiatra e psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung chiamava i tratti del carattere gli ‘aspetti Ombradel nostro Essere perché:
– Sono aspetti che neghiamo
– Più li nascondiamo e tanto più diventano evidenti all’esterno e agli altri
– Quando sono evidenti e li neghiamo creano sfiducia negli altri e nelle relazioni.

E sempre di Jung è la frase: “Tutte le persone incontrate nella vita che hanno un potere di fascinazione su di noi sono in realtà parti scisse di noi stessi che abbiamo rimosso e che ci sono state riportate indietro”.

Questa affermazione di Jung suggerisce che non esisterebbero incontri buoni o cattivi e che ogni persona verso la quale proviamo attrazione ci mostra aspetti che sono anche nostri pur se non visibili e giacenti nelle retrovie della psiche.

In sostanza ogni persona che entra nel circuito importante della nostra vita è una emanazione psichica di parti di noi stessi. Qualcosa che da dentro si proietta fuori per essere visto.

Intimità sessuale nella relazione

I conflitti che derivano dalle reazioni del carattere ricadono inevitabilmente nella sessualità e questo solitamente fa pensare e credere che il problema sorga da quella.

Che nella coppia il sesso sparisca nel conflitto o diventi più intenso grazie al conflitto non fa molta differenza dato che il terreno dove il conflitto affonda le radici non è realmente la sessualità.

Vi porto due esempi utilizzando nomi di fantasia.

Alberto e Giuliana stanno insieme da 4 anni e la loro sessualità è molto vivace mentre sul piano della relazione vivono continui snervanti conflitti.

Ciò che accade fra loro è una sorta di frizione caratteriale (sono entrambi profili cosiddetti di ‘come se’ in base al sistema I. B. P.) cosa che per ora, invece di svilire il piano libidico, lo eccita.

È una dinamica pericolosa perché destinata a consumarsi. È necessario che entrambi inizino a osservare come la loro sessualità sia alimentata dal conflitto che accade prima dell’incontro sessuale che fra loro è sempre molto rapido e abbastanza violento anche se percepito come soddisfacente.

Al contrario Sonia e Matteo, i cui profili caratteriali sono riconducibili al ‘no automatico’ della I.B.P., innescano una dinamica di continuo rifiuto reciproco che trova il suo campo di battaglia nel sesso.

La relazione è in apparenza abbastanza armoniosa ma ciò che avviene fra loro è che tutti i ‘no automatici’ che in qualche modo reprimono a salvaguardia della relazione vengono poi riversati in una chiusura sessuale.

Entrambi si impegnano molto sul piano della volontà per essere bravi partner ma la volontà non ha potere sugli strati profondi dell’Essere e da qualche parte il materiale non espresso risalta fuori.

Ecco allora che non sono mai d’accordo su quando fare l’amore, su dove farlo, su come farlo. I loro rapporti sessuali spesso sono interrotti sul nascere per discussioni e conflitti. La chiusura del ‘no’ regna sovrana ma il problema non risiede nella sessualità, bensì nel loro carattere non portato a livello cosciente che produce interruzioni continue nell’ambito dell’espressione sessuale della coppia.

Scontri di coppia

Gli scontri di coppia che nascono dagli scenari dei partner (scenari intesi come strutture di base createsi in momenti particolari di vita che rappresentano delle vere e proprie porte temporali anche dal punto di vista biologico; se vogliamo dirla in modo più semplice lo scenario è ciò che allestisce di struttura la propria vita, aspetti con i quali continuamente facciamo i conti) devono essere riconosciuti.

Una sessualità vissuta come campo di scontro copre purtroppo i veri temi sottostanti che invece richiedono di essere visti e assunti con consapevolezza.

Il riconoscimento dei propri temi caratteriali e la presa in carico sempre consapevole dei relativi automatismi che ne
derivano aiuterebbe invece a sostenere il senso dell’Io (se stessi) ed è un ottimo modo anche per sostenere la coppia e la relazione.

Come saboto i miei rapporti affettivi e l’intimità con il partner?

Siamo persone umane e sotto le nostre difese abbiamo gli stessi bisogni di cura, intimità, vicinanza e questi bisogni in genere li viviamo come un peso, li contrastiamo, li copriamo oppure li amplifichiamo.

test relazione tossicaA parole diciamo di volere cura, intimità, vicinanza ma nei fatti appunto evitiamo queste situazioni oppure le esageriamo.

Abbiamo visto in un mio precedente articolo che la vita di coppia attraversa delle fasi.

Dopo il primo periodo di innamoramento (prima fase di Simbiosi) durante il quale il naturale strato difensivo resta come ‘sospeso’ e ciò permette di vivere il momento magico con estrema apertura, vulnerabilità, tenerezza e amore ecco che arriva un momento (seconda fase di differenziazione) in cui il principe azzurro e la principessa rosa del sogno di relazione perfetta, di sesso meraviglioso, di grande piacere e gioia, svaniscono.

Si erano materializzati per via dello stato particolare nel quale vi si trova nella fase iniziale di innamoramento periodo durante il quale si accolgono di tesori dell’altro e a nostra volta mostriamo le nostre meraviglie senza
timore.

Nella seconda fase della differenziazione, principe e principessa e relativa magia si smaterializzano perché vengono messi alla lente di ingrandimento ed esaminati.

Tutto questo accade perché il passaggio dalla prima alla seconda fase porta a non identificarti più con la magia della vicinanza simbiotica, ma a identificarsi con lo strato difensivo che riemerge potente e si mostra respingente con i suoi no, che pronunciamo a voce alta o in silenzio dentro di noi.

È un naturale e sano passaggio da uno stato infantile di dipendenza e simbiosi che nella nostra cultura chiamiamo ‘innamoramento’ verso uno stato più adulto e identificato in se stessi.

Ho descritto questo insieme di stati come un ‘fardello sulla schiena’ per evidenziare due peculiarità:
1) Non vediamo l’ora di liberarcene e vorremmo che qualcuno se ne facesse carico (non mi fai stare bene)
2) È posto sulla schiena in una posizione visivamente non accessibile a noi umani. C’è ma non riusciamo a scorgerlo bene

Chi si prende questo peso?

Elmar e Michaela Zadra (insegnanti di Tantra ed esperti di bioenergetica, PNL e sessuologia) al proposito nel loro primo libro portano questo esempio: “Ciò avviene solitamente così: proponiamo qualcuno dei nostri bisogni, di questi nostri pesi, al partner, per lo più non molto chiaramente; lo suggeriamo soltanto, nella speranza che il
principe azzurro possa coglierlo al volo e sollevarci da quel primo peso e poi da un altro e poi da un altro ancora. Se non lo coglie e non mi solleva da quel peso, inizia la punizione: la rivendicazione, il risentimento, l’ostilità, il pietire, il ricattare”.

Riflettere su se stessi, ancor prima che sulla relazione

A questo punto, se quanto hai letto ti ha fatto pensare a te, prova a prendere due appunti e scopri:
a) Quali sono i tuoi modi ricorrenti di entrare in richiesta con il partner (richiesta = il partner mi deve sollevare dal peso di uno o più bisogni che sono poi il fardello sulla mia schiena).
b) Quali sono i tuoi modi di generare una ‘punizione’ esemplare per il tuo partner quando non raccoglie il tuo fardello. Fai attenzione perché alcuni saranno chiari e volontariamente agiti in coscienza ma ve ne sono altri che agisci dentro a un automatismo che non ti permette di riconoscerli con facilità.

L’invito è di concentrarsi sui propri vissuti lasciando perdere per un momento quelli del partner.

Buona scoperta.

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Tematiche relazionali, sessuali, emotive
Telefono 329/4331003 Irene Barbara Richini

 

 

Copertina Foto di Gabriel Bastelli: https://www.pexels.com/it-it/foto/fotografia-di-sagoma-di-un-uomo-e-di-una-donna-1759823/

Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/vista-delle-coppie-che-tengono-le-mani-326550/

Foto di Emma Bauso: https://www.pexels.com/it-it/foto/mano-dell-uomo-della-holding-della-donna-3585811/

About Irene Richini

Irene Richini, Sviluppo umano e formazione - Libera Professionista, mi occupo di Counseling Individuale (tematiche di disagio personale), Counseling di Gruppo (sviluppo personale) e Counseling di Coppia (relazione e sessualità consapevole). Sono Docente di “Elementi di Psicologia” nei corsi di M.C.B. (masso-idro-terapisti) per la St. George Campus di Lovere (Bg). Sono Docente Ordinario per il corso “Modelli di Interazione Umana” alla Facoltà di Scienze Politiche della Unitelematica Svizzera ISFOA e, per la stessa, docente ordinario di “Pedagogia del Corpo e dello Sport” alla Facoltà di Scienze Motorie.

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