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Caffè Poliziano. Presentazione di Capolinea New York

“Capolinea New York”: il lato oscuro che è dentro ognuno di noi

Quando leggo un libro che mi piace, di solito non lo consiglio ad amici e conoscenti. Strano? Per me no.
Mi capita anche quando trovo un angolino particolare dal quale si gode di un panorama mozzafiato, o quel tale negozietto che vende cose strane. Forse perché voglio che quella certa cosa rimanga in qualche modo solo mia. Ma questa volta mi sento di fare un’eccezione con il libro “Capolinea New York” (Edizioni DrawUp), di Emilio Paschetto, un romanzo che è riuscito a catturarmi veramente forse perché ha finito con il titillare quel lato oscuro che – come per tutti gli esseri umani – è anche dentro di me, causandomi, così, una sorta di disagio compiaciuto.

Capolinea New York, di Emilio Paschetto

La storia di Emanuel, moderna figura di Dr. Jekill/Mister Hide metropolitano, o se preferite di “giustiziere” fai da te, rappresenta infatti quel desiderio illegittimo ma istintivo di regolare, in modo diretto, certe questioni che molto spesso vedono la giustizia ordinaria perdente in partenza. Capolinea New York si dipana tra Italia, Gran Bretagna, Asia e vede il suo epilogo in una New York patinata e glaciale, disattenta e cinica, che si rivela il palcoscenico ideale per una conclusione inattesa e in qualche modo riparatrice dell’esistenza border line del protagonista. La storia di Emanuel, che inizia con ritmo leggero a tinte tenui, si trasforma ben presto nella storia di un giovane uomo che combatte con il mondo – con un certo mondo – con la meticolosità di un guerriero.
E come un guerriero, infatti, Emanuel si costruisce la sua tecnica, i suoi rituali, e cura con maniacale attenzione strumenti e strategie.
I dialoghi sono serrati, tesi, le descrizioni minimaliste ma estremamente efficaci; ma non mancano  momenti estremamente delicati, come il racconto della storia d’amore con Katie, causando un saliscendi di emozioni e di sensazioni contrastanti e avvincenti.
Da leggere come un urban noir, da rileggere come una specie di trattato di psicanalisi, da meditarci sopra come guardandosi allo specchio.

About Luigi Pagnotta

Luigi Pagnotta giornalista, si occupa della comunicazione del Comune di Montepulciano (SI). Nel 2003 esce la sua raccolta “Lezioni di volo”, che incontra un buon successo di vendita e di critica. Nel 2006, la raccolta è uno dei 5 libri finalisti (su un totale di 170 opere presentate) al premio nazionale Siderno. Dall’agosto del 2006 al giugno 2009 collabora con la rivista a diffusione nazionale CacciaPiù, che pubblica con cadenza bimestrale i suoi racconti di caccia. Nel dicembre 2011, esce la sua seconda raccolta di racconti “Aspettatemi ché torno – Storie di campi, di borghi e di santi cacciatori” (Nicola Calabria Editore), che ottiene subito grande attenzione dal pubblico e dalla critica. Quattro dei suoi racconti sono stati letti e registrati rispettivamente dall’attore Marco Columbro, dal cantautore Mario Castelnuovo, dal Col. Mario Giuliacci, noto meteorologo, e dal conduttore-cabarettista Cristiano Militello. Molti dei suoi lavori sono stati pubblicati su riviste e antologie.

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