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Daria Bignardi: dell’amore, della solidarietà femminile, della rinascita

Daria Bignardi: dell’amore, della solidarietà femminile, della rinascita

“Oggi faccio azzurro” di Daria Bignardi è il suo settimo libro, il settebello che, da solo, le regala un punto importante nella partita che sta giocando da scrittrice.

Nata e nota al pubblico prima come giornalista e conduttrice televisiva (Il grande fratello e Le invasioni barbariche, solo per citare due tra i suoi fortunati programmi), dal 2009 ha privilegiato il suo essere scrittrice, relegando le altre attività ad un ruolo secondario.

L’ultima fatica a causa della pandemia  è nata orfana del pubblico, priva delle presentazioni in presenza in cui si percepisce la reazione a caldo dei lettori: anche per Daria Bignardi non è stata la stessa cosa raccontare la genesi della sua storia attraverso la videocamera di un pc, nel proprio studio, in solitaria.

E’ stato uno degli effetti collaterali della pandemia, non uno dei peggiori ma anch’esso invalidante.

Nei dialoghi con gli intervistatori, trasformati in una sorta di the delle cinque tra signore e signorine di buona famiglia, l’autrice è comunque riuscita a far passare l’entusiasmo che l’ha mossa nello scrivere il romanzo, catapultandola nel mondo dell’arte e della pittura in modo casuale, come spesso  accade per le cose belle della vita.

Pittura e scrittura si intrecciano nella trama del romanzo

Nell’intreccio del romanzo di Daria Bignardi trama e ordito sono la scrittura e la pittura, legate e interdipendenti l’una dall’altra.

Fu proprio una mostra di Gabriele Münter, pittrice espressionista tedesca, allestita alla Galleria Lenbachause di Monaco di Baviera, a colpirla a tal punto da coinvolgerla nella sua storia.

La pittrice berlinese era stata per molti anni la compagna di Vasilij Kandinskij,  prima di essere lasciata e presto sostituita da Nina, diventata sua moglie.

Il legame tra Gabriele e Vasilij si era nutrito tanto d’amore quanto di arte, dal momento che i due avevano vissuto insieme i primi decenni del Novecento, quelli in cui l’arte astratta si stava imponendo con fatica ma con personalità di artisti straordinari.

Il decennio 1910/1920 fu straordinariamente fertile e fu quello in cui si formò il gruppo Der Blaue Reiter, nel cui ambito vi erano differenti approcci artistici e intenti, unificati dal comune desiderio di esprimere verità spirituali tramite l’arte.

La Münter non fu solo la compagna di un artista, ma fu ella stessa una pittrice determinata e attenta ai cambiamenti del suo tempo, così come si andavano manifestando per mezzo della pittura.

Ma fu anche una donna abbandonata, incapace di rielaborare il dolore della perdita di un uomo col quale aveva diviso esperienze di vita certamente uniche all’inizio del secolo scorso.

Ed è in questa veste che compare nelle pagine di Daria Bignardi, non come la pittrice dai colori sgargianti ma come la Voce che, a un secolo di distanza, intrattiene un dialogo che vuol essere formativo con la protagonista in carne e ossa, Galla.

Daria Bignardi racconta come rinascere dalle ceneri del passato

Galla, come Galla Placidia, l’imperatrice romana dalla vita avventurosa, che regnò su un impero romano già in disfacimento, pochi anni prima della sua ufficiale caduta, e di cui si ricorda il Mausoleo sito a Ravenna, che una leggenda narra abbia ospitato la sua salma imbalsamata.

Galla è una donna abbandonata dopo vent’anni di matrimonio da Doug, incapace di riprendersi e di tornare a vivere pienamente, tormentata dal rimorso di essere stata la causa del fallimento.

In un viaggio a Monaco ha l’occasione di visitare una mostra dedicata a Gabriele Münter e successivamente la casa  di Murnau da lei condivisa con Kandinskij: è proprio qui che la Voce della pittrice si fa sentire, diventando una compagnia a volte anche scomoda, una sorta di coscienza, di grillo parlante, che l’accompagna nelle sue giornate e nel suo frequente perdersi nel nulla.

Gabriele la sprona, anche solo inducendola a guardare con occhi diversi Doug, le sue scelte, il suo essersi prontamente rifatto una vita cancellandola per sempre dalle sue giornate: gli uomini, sostiene Gabriele, non hanno nessuna voglia di invecchiare con le loro compagne, anzi, cercano compagne più giovani che li vedano come mentori e non li mettano mai in discussione.

Tanto Galla è depressa quanto la Voce è forte e autorevole nell’accompagnarla nel suo percorso di rinascita, nel farle capire quanto la nostalgia sia inutile, reazionaria e passatista.

La voce di Galla e la Voce di Gabriele si alternano e si confrontano, a volte si scontrano ed è sempre la seconda a prevalere, sebbene anche la prima prenda lentamente coscienza di sé.

La vita fuori e la vita dentro di Galla

Galla deve quotidianamente fare i conti con la vita dentro e quella fuori: dentro di sé combatte con l’inadeguatezza di cui si sente portatrice, mentre all’esterno deve confrontarsi con la psicanalista Anna Del Fante, con i cui suggerimenti fatica a convivere: bisogna piacersi, le dice, ma lei non si piace affatto, anzi.

In realtà c’è un posto speciale in cui Galla si sente bene: essendo entrata a far parte come volontaria di un coro di detenuti di San Vittore, finisce col considerare quel “dentro” come il suo rifugio, lontano dal mondo esterno.

Ed è per questo che si mette in gioco insieme a loro, che cerca di conoscere le loro storie, quella di Samir, quella del Conte, pensando a loro come persone capaci di comprenderla senza neanche mai parlarsi.

Ma continua a rimanere una donna monca, incompleta, priva di una parte di sé che Doug le ha portato via.

Daria Bignardi dipinge Galla – che gli amici di gioventù chiamavano Gialla – a tinte forti, senza perdonarle il vuoto della sconfitta che porta dentro di sé, ma accompagnandola verso un recupero di se stessa, della fiducia nelle sue possibilità e negli anni a venire.

Solo dopo  aver toccato il fondo si può risalire e Galla è ormai nella condizione di poterlo fare, se soltanto lo volesse.

Come lei, altri pazienti frequentano lo studio della psicanalista, ma ne incrocia solo due, quelli che lei chiama Prima e Dopo: un uomo e una ragazza molto giovane, un’adolescente già in difficoltà col vivere quotidiano.

Un malore della terapeuta, il successivo suo ricovero per controlli scombussolano le carte: i tre pazienti che prima avevano solo immaginato le vite degli altri per una casualità possono invece conoscersi, presentarsi coi loro nomi, assumere un’identità precisa.

Nicola è un seduttore compulsivo, Bianca è un’adolescente che non riesce più ad andare a scuola; il primo associa all’ossessione per le donne reali quella per Rosa Luxenburg, la seconda ha una vera e propria passione per un rapper morto a vent’anni, XXXTentacion.

Attraversando le sue giornate con più leggerezza, Galla abbandona poco alla volta rimpianti, rimorsi, sensi di colpa, paure ingiustificate e ascolta con attenzione il messaggio che le lascia la Voce prima di sparire per sempre: “ Con Vasilij dicevamo che il giallo è un colore che ha un movimento centrifugo, che si allarga dal centro verso l’esterno. E’ un colore caldo, che diventa malato e assente se si tenta di raffreddarlo. Ecco, tu sei fatta per espanderti, a costo di soffrire”.

Anche per Galla è ora di “fare azzurro”, alzare gli occhi e guardare il cielo.

Daria Bignardi: dell’amore, della solidarietà femminile, della rinascitaAUTORE : Daria Bignardi

TITOLO : Oggi faccio azzurro

EDITORE : Mondadori

PAGG. 166    EURO  18,00 (disponibile versione eBook euro 9,99)

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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