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Guido Catalano: morire d’amore, o forse no

Guido Catalano: morire d’amore, o forse no

Guido Catalano, come definire questo eclettico ed eccentrico personaggio?

A suo dire, i cabarettisti lo rifiutano definendolo un poeta, i poeti lo rifiutano definendolo un cabarettista, gli elettricisti lo rifiutano (a ragione) e basta.

Racconta di sé che a 17 anni avrebbe voluto diventare una rock star, ma poi scelse in seconda battuta il mestiere del poeta professionista in quanto c’erano più posti liberi.

E’ evidente che nessuno meglio di lui sa parlare di se stesso con la giusta mescolanza di ironia e comicità, per cui è meglio astenersi dalle valutazioni pseudo critiche ed affidarsi alle sue parole per comprendere questo buffo torinese barbuto.

Protagonista assoluto di reading poetici coi quali attraversa l’Italia e raccoglie successi imprevisti in un paese come il nostro in cui la poesia è materia da “sfigati”, da leopardiani inseguitori di sogni senza speranze, Guido Catalano si è trasformato in attore comico, capace di colpire di testa e di pancia il suo pubblico.

Guido Catalano da poeta (vivente) di successo a romanziere.

La sua è poesia surreale, strutturata in versi liberi sottratti a qualsiasi schematismo, tanto che quelli che Montale chiamava i poeti laureati non sembrano così entusiasti di considerare Catalano uno dei loro e lo vedrebbero meglio sul palco di Zelig anziché tra le pagine di un’ipotetica antologia italiana della poesia del nuovo millennio.

Che piaccia o no, Guido Catalano ha raggiunto un successo che gli ha permesso di pubblicare (e anche vendere…) ben sei raccolte di poesie, numero che già da solo dice molto.

Ora però il nostro, non contento di vivere di sola poesia, ha optato per percorrere la strada della narrazione, raccontando una storia d’amore dal titolo “D’amore si muore ma io no”.

Pensare di avere tra le mani una vicenda che si inserisca nei tradizionali canoni del genere è un grave errore, avendo a che fare con Catalano.

Si parta dal presupposto che il suo approccio col sentimento, celebrato nella famosa poesia “ Ti amo, ma posso spiegarti”, non ha nulla di mieloso o romantico: sin dalle prime pagine, il protagonista inanella un fallimento amoroso dietro l’altro, a cominciare dal gioco della bottiglia delle prime feste tra amici per proseguire poi col dramma di un primo bacio su un divano.

Giacomo, così si chiama l’alter ego di Guido Catalano, a lui simile sia fisicamente sia nel progetto di vita (diventare poeta ad ogni costo, smettendo finalmente di guadagnarsi di che vivere mediante attività non gratificanti), non si può certo definire un tombeur de femmes, ma un indefesso sognatore alla ricerca dell’amore.

Il suo essere ingenuo e profondo allo stesso tempo, l’alone un po’ naif che avvolge la sua persona lo rendono interessante agli occhi di una donna che inciampa per caso nel suo cammino, Agata, un’aracnologa che lo accompagna nel cammino verso la felicità.

La storia raccontata diffusamente, forse troppo, da Guido Catalano è tutta in questo percorso, nell’ avvicinarsi di due esseri fuori dagli schemi consueti e per questo anime affini, capaci di impregnare di poesia la loro quotidianità.

Il Giacomo-Guido si serve spesso del linguaggio poetico per comunicare il suo modo di essere, in  versi raccontati di disarmante chiarezza, ma di altrettanto significativa intensità.

L’amore scorre tra aracnidi e sentimenti, tra dubbi esistenziali e poesie, con uno scambio di battute inesauribile tra i due protagonisti, nello stile tipico del Guido Catalano poeta.

Ottimismo ed ironia, le armi affilate di Guido Catalano

Il titolo dato dall’autore al suo romanzo lascia presagire lo svolgersi dei fatti: d’amore c’è chi muore e chi no, chi si lascia soffocare dal sentimento preponderante e chi lo vive con delicatezza nel suo nascere, soprattutto, e poi nel suo lento svilupparsi, come Giacomo.

I lettori che già conoscono l’autore ritroveranno molti tasselli del suo percorso poetico in queste pagine, elemento codesto che può essere soggetto a critica, in quanto priva il lavoro di una buona dose di originalità.

Tuttavia si sa che ai poeti nulla va chiesto in termini di spiegazioni, dunque accettiamo di buon grado un auto-riciclo di Catalano e vediamo il riproporsi dei suoi testi come contestualizzato in una realtà narrativa che li rende più pragmatici, meno astratti.

E’ Giacomo che se ne serve per scrivere le pagine della sua vicenda d’amore, che ci induce a sorrisi e a ilarità sul suo impacciato destreggiarsi nel mondo.

E’ un regalo che Guido Catalano, il poeta professionista vivente tra i più amati dal pubblico in questo momento, gli ha fatto.

 

Guido Catalano: morire d’amore, o forse noAUTORE : Guido Catalano

TITOLO : D’amore si muore ma io no

EDITORE : Rizzoli

PAGG. 393, EURO 17,oo

disponibile nella versione eBook  € 6,99

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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