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Lo scaffale di dicembre 2020
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Lo scaffale di dicembre 2020

Siamo in dirittura d’arrivo, avviati verso la conclusione di un anno, il 2020, che nessuno dimenticherà e di cui un domani si leggerà nei libri di storia.

Un anno difficile, straniante, che ci ha privato delle nostre abitudini, ma che non ci ha tolto la voglia di leggere.

Come diceva Umberto Eco, solo chi non legge vive una vita sola: noi, protetti nelle nostre case, abbiamo continuato a viaggiare coi nostri libri, senza pericolo.

Il Font vi propone ora Lo scaffale di dicembre 2020, l’ultimo dell’anno, con proposte per fare o per farci un regalo, una coccola in un Natale che sta a noi rendere il migliore possibile.

A tutti auguriamo una vita serena, una piccola festa con gli affetti più cari.

Buon Natale 2020!

Maurizio De Giovanni, Fiori per i bastardi di Pizzofalcone, Einaudi

Lo scaffale di dicembre 2020In una splendida mattina di primavera la città è illuminata da una luce perfetta, nell’aria l’odore del mare si mescola al profumo dei fiori. Eppure proprio in un giorno come questo Savio Niola, proprietario di uno storico chiosco di fiori,viene ammazzato. Un delitto che sconvolge Pizzofalcone, perché l’anziano era amato da tutti nel quartiere.  Non avendo una famiglia propria si prodigava per quelle degli altri. Aiutava i giovani spingendoli a studiare, cercando di tenerli lontani da strade senza ritorno; chiunque si rivolgesse a lui poteva contare su una parola gentile, su un po’ di attenzione, se necessario su un sostegno materiale. Eppure è stato letteralmente massacrato. Chi può avere tanto odio, tanta rabbia in corpo da compiere un gesto simile? Poco tempo prima l’uomo si era esposto contro il racket che taglieggia i commercianti della zona, ma la pista della criminalità organizzata non convince i Bastardi, ancora una volta alle prese con un caso difficile da cui, forse, dipendono le sorti del commissariato.

 

 

 

 

 

Gianni D’Elia, Il suon di lei, Luca Sossella editore

Lo scaffale di dicembre 2020L’autore prende in prestito da L’infinito non solo  il titolo, ma anche il senso profondo che Leopardi volle dare alla riflessione sul tempo presente:  le morte stagioni si riverberanonella presente, e viva, ovvero nell’epoca tremenda, compromessa e offesa che ci è toccato vivere. Contro il pessimismo che abita le nostre giornate si erge l’insegnamento della Ginestra leopardiana, la creazione di una “social catena che ci unisce”, una confederazione umana in lotta contro il destino biologico. Una comunità non più sottomessa alla volontà di potenza ma in ascolto della fragile coscienza individuale, che invita all’esperienza poetica della natura e del mondo, al dialogo, all’incontro nella piazza attraversata dalle energie del futuro, oltre la violenza.

 

 

 

 

 

Claudia Rainville, L’alchimia dell’amore, Roiedzioni

Lo scaffale di dicembre 2020Autrice di successo e fondatrice della Metamedicina, Claudia Rainville spiega come trovare l’equilibrio di coppia nella sfera emotiva, nel lavoro, nell’intimità, esorta a costruire una società androgina più giusta e bilanciata dove vivere alla pari.  Tante persone si amano, ma non si capiscono e si perdono in mille lotte di potere. L’uomo è l’individuo virile senza essere macho, sensuale e tenero senza paura di apparire effeminato, volitivo senza essere prepotente. Ha imparato a esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni. È un uomo che ammettendo le sue debolezze si mostra forte, perché ha fiducia in se stesso e nella sua partner. Mentre la donna è una figura autentica e in contatto con il suo intuito, senza per questo accantonare le capacità di riflettere e analizzare. È sicura di sé, femminile, autonoma senza essere arrogante, è capace di affermare se stessa senza imporsi nelle scelte e nelle decisioni.

 

 

 

 

 

Matt Haig, La biblioteca di mezzanotte, Edizioni e/o

Lo scaffale di dicembre 2020Fra la vita e la morte esiste una biblioteca. Quando Nora Seed fa il suo ingresso nella Biblioteca di mezzanotte, le viene offerta l’occasione di rimediare agli errori commessi. Fino a quel momento, la sua vita è stata un susseguirsi di infelicità e scelte sbagliate. Come sarebbe andata la vita di Nora se avesse preso decisioni diverse? I libri sugli scaffali della Biblioteca di mezzanotte hanno il potere di mostrarglielo, proiettando Nora in una versione alternativa della realtà. Insieme all’aiuto di una vecchia amica, può finalmente cancellare ogni suo singolo rimpianto, nel tentativo di costruire la vita perfetta che ha sempre desiderato. Ma le cose non vanno sempre secondo i piani, e presto le sue nuove scelte metteranno in pericolo la sua incolumità e quella della biblioteca. Prima che scada il tempo, Nora deve trovare una risposta alla domanda di tutte le domande: come si può vivere al meglio la propria vita?

 

 

 

 

 

 

Daria Bignardi, Oggi faccio azzurro,  Mondadori

Lo scaffale di dicembre 2020Galla, che si chiama così in onore dell’imperatrice Galla Placidia, da quando è stata lasciata dal marito, improvvisamente e senza spiegazioni, passa le giornate sul divano a fissare la magnolia grandiflora del cortile, fantasticando di buttarsi dal balcone per sfuggire a un dolore insopportabile di cui si attribuisce ogni colpa. Esce di casa solo per vedere la psicanalista Anna Del Fante o per andare in carcere, dove canta con altre dieci volontarie in un coro di detenuti tossicodipendenti.  Durante il primo viaggio da sola, a Monaco di Baviera, entra per caso in un museo dove è allestita la mostra della pittrice tedesca Gabriele Münter. Galla, che da ragazza studiava arte, ricorda solo che la Münter era nel gruppo del Cavaliere Azzurro con Vasilij Kandinskij. Ma quel giorno le sue opere «così piene di colore e prive di gioia» la ipnotizzano. Da quel momento la voce di Gabriele entra nella vita di Galla: la tormenta, la prende in giro e intanto le racconta la sua lunga storia d’amore con Kandinskij, così simile a quella di Galla con Doug. Mentre il dialogo tra le due si fa sempre più animato, la strada di Galla incrocia quella di altri due pazienti di Anna Del Fante: Bianca, un’adolescente che non riesce più ad andare a scuola, e Nicola, seduttore compulsivo e vittima di attacchi di panico. Le imprevedibili conseguenze di questo incontro potrebbero cambiare le vite di tutti e tre.

 

 

 

 

Serena Dandini, La vasca del Fuhrer, Einaudi

Lo scaffale di dicembre 2020Un’istantanea in bianco e nero coglie una donna dalla bellezza struggente immersa in una vasca da bagno del tutto ordinaria. Guardando bene, però, in basso ci sono degli anfibi sporchi di fango, e in un angolo, sulla sinistra, un piccolo quadro. Il viso nella cornice è quello di Adolf Hitler, il fango è quello di Dachau; lei, la donna, è Lee Miller: ha da poco scattato le prime immagini del campo di concentramento liberato, e ora si sta lavando nella vasca del Führer. Prendendo spunto da una fotografia che ha scoperto per caso, Serena Dandini si mette sulle tracce di Lee Miller Penrose, una delle personalità piú straordinarie del Novecento. La cerca nei suoi luoghi, «dialoga» con lei, ripercorre la sua esistenza formidabile – che ha anticipato ogni conquista femminile – in un avvincente romanzo, una storia vera, tra i fasti e le tragedie del secolo scorso.

 

 

 

 

 

Nicola Lagioia, La città dei vivi, Einaudi

Lo scaffale di dicembre 2020Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore un ragazzo piú giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile. È un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. La notizia calamita immediatamente l’attenzione, sconvolgendo nel profondo l’opinione pubblica. È la natura del delitto a sollevare le domande piú inquietanti. È un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo? Qualcuno inizia a descrivere l’omicidio come un caso di possessione. Nicola Lagioia segue questa storia sin dall’inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di Luca Varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, presa d’assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Una città che in quel momento non ha un sindaco, ma ben due papi. Da questa indagine emerge un tempo fatto di aspettative tradite, confusione sessuale, difficoltà nel diventare adulti, disuguaglianze, vuoti di identità e smarrimento. Procedendo per cerchi concentrici, Nicola Lagioia spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere.

 

 

 

Ian McEwan,  Invito alla meraviglia,  Einaudi

Lo scaffale di dicembre 2020 Nei cinque saggi qui raccolti l’autore sceglie di sottolineare i punti di convergenza, anziché le discrepanze, fra due forme di indagine della realtà, la letteratura e la scienza, tradizionalmente ritenute distanti se non incompatibili. Se in L’originalità delle specie la connessione è individuata nel comune anelito alla priorità, in Una tradizione parallela si evidenzia la necessità condivisa di un canone di riferimento. E in Letteratura, scienza e natura umana è la relazione fra ciò che tutti gli esseri umani hanno in comune e ciò che li distingue, o più precisamente fra genetica e cultura, a fare da trait d’union fra i saperi. Il proliferare di credenze parascientifiche e parareligiose sul tempo dell’inizio e della fine, esplorate in Blues della fine del mondo, dimostrerebbe una pulsione di collettività nelle cose ultime, ma è in definitiva all’Io, con le sue infinite sfaccettature in ambito letterario e neuroscientifico, che tutto si riconduce. È la penna del grande romanziere a fare di una storia di scoperte scientifiche lunga due secoli, da Darwin a Dawkins, un «sublime trionfo della creatività umana».

 

 

 

 

Anna Solyom,  Il caffè dei gatti,  Giunti

Lo scaffale di dicembre 2020Immagina di aver perso tutto quello che conta nella vita. Il tuo compagno, il tuo lavoro, persino la città in cui vuoi vivere. È proprio quello che succede a Nagore, che alla soglia dei quarant’anni rientra a Barcellona, dopo aver trascorso dieci anni a Londra lavorando col suo compagno in una galleria d’arte, e si ritrova single e senza il becco di un quattrino. Poco prima di perdere anche il suo appartamento, le viene offerta un’occasione di lavoro del tutto inusuale: cameriera al Neko Café, il nuovo caffè dei gatti, dove non uno, non due, ben sette felini circolano in libertà. Nagore non ha nessuna esperienza come cameriera, ma Yumi, la padrona del locale, viene dal Giappone e cerca qualcuno che parli bene l’inglese. C’è un unico problema: Nagore è affetta da ailurofobia, la paura dei gatti, ma la sua situazione finanziaria è così brutta che non può permettersi di rifiutare. Peggio di così non potrebbe andare…Nella torrida estate barcellonese, Nagore si appresta ad affrontare le sue paure e il suo mese di prova al caffè, tra cappuccini con i baffi, ciotole da riempire e affascinanti clienti dai capelli corvini. E se invece quei felini tanto belli quanto scontrosi nascondessero una grande saggezza? Non più sette gatti ma sette maestri di vita, pronti a insegnarle come ritrovare equilibrio, concentrazione e positività, come riaprirsi all’amore e vivere felice.

 

 

 

Carlo Boumis, Scheria, Le Commari edizioni

Lo scaffale di dicembre 2020Scheria è l’isola dove il naufrago dell’Odissea è accolto dai Feaci, ristorato e dotato dei mezzi per concludere il suo viaggio. È anche un centro d’accoglienza per gli adolescenti in Sicilia. Vi approderà Giulio, un insegnante che, ossessionato dalla violenza della storia e dalla estenuazione di senso del presente, non riesce più lavorare nella scuola e dispera nella trasmissione di una cultura in cui, però, si identifica in modo profondo. La relazione problematica e appassionata con i suoi allievi stralunati, che aiuterà l’insegnante a riconoscere in sé i tratti di un danno comune ai ragazzi, si svilupperà nella lettura dei testi della letteratura e delle tracce degli animali che popolano Scheria. Proprio l’amore per l’ambiente naturale, che condivide con Gregorio, lo spiazzante e generoso responsabile del centro, permetterà a Giulio di superare il limite che lo separa dai suoi allievi e di giungere con loro ad un’empatia che sarà il preludio d’un nuovo inizio.

 

 

 

 

 

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Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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