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Rocco Ballacchino, di ricatti e omicidi sotto il cielo di Torino

Rocco Ballacchino, di ricatti e omicidi sotto il cielo di Torino

E’ trascorso circa un anno da quando ci si congedava da Crema e Bernardini, la coppia di investigatori nata dalla penna di Rocco Ballacchino.

Dello scrittore torinese e della sua cura nel tessere trame poliziesche abbiamo avuto modo di parlare in più occasioni, ricordando la sua torinesità, il suo amore per la città di Torino, limpido sfondo delle sue narrazioni.

Ed ora Rocco Ballacchino è tornato, con nuovi protagonisti, nuove vicende che si sviluppano tra le vie centrali della città sabauda e un’ottica consolidata, quella di chi osserva lo svilupparsi della catena delle azioni umane con la certezza che il male è inestirpabile, ma c’è comunque e sempre la possibilità di affrontarlo e sconfiggerlo passo dopo passo.

Con “Indagine parallela” siamo nella più consolidata tradizione del poliziesco, un omicidio a cui ne seguono altri, un assassino che vuole essere e riesce ad essere più astuto di chi sta cercando di individuarlo, un’investigazione della polizia che viene affiancata da quella, parallela, di un giornalista, troppo coinvolto per fare da spettatore.

Sin dalle sue origini il poliziesco di matrice europea ci ha fatto capire che l’azione è fondamentale , ma deve essere preceduta da una pacata e lucida riflessione, derivante dalla somma di osservazione ed intuizione, come insegnano Sherlock Holmes, Maigret o Poirot.

Un passo falso dell’assassino può aiutare e sovente egli lo commette, o permette a chi lo sta braccando di intuire che ci sarà, che garantirà il coup de théâtre finale.

L’importanza di chiamarsi Moretti, come la birra

Luca Moretti è il caporedattore di un piccolo giornale torinese, che si occupa delle vicende locali ed è sempre alla ricerca di qualche scoop.

Non si può certo dire che abbia un bel carattere: spigoloso, aspro nei modi e nelle parole, affascinato dalle donne usa e getta, irascibile sul lavoro e senza filtri nel momento di scrivere i suoi articoli al vetriolo, non è amato dai suoi colleghi di lavoro, che più che altro lo subiscono.

Con la fedele compagnia della birra che porta il suo nome, la Moretti 66 che consuma come fosse acqua minerale, vive in un piccolo appartamento in cui regna il caos, un disordine organizzato che evidenzia la totale assenza di una presenza femminile continuativa tra quelle mura domestiche.

Da questo punto di vista, però, nella sua corazza si è aperta una piccola crepa che porta il nome di Donatella, collega di lavoro, amante occasionale, compagna apprezzata di erotiche performance a cui il suo pensiero però corre un po’ troppe volte, negli ultimi tempi…

Lasciato il critico cinematografico Bernardini, Rocco Ballacchino ha individuato in un giornalista il possibile coautore di indagini poliziesche, coinvolgendolo personalmente in una vicenda che ha dell’assurdo.

E’ a Luca Moretti, infatti, che giunge una lettera anonima i cui si dice che se non verrà sospeso uno spettacolo al Teatro Regio ci sarà un omicidio come conseguenza.

Facile pensare a un mitomane, molto meno facile farlo quando l’omicidio viene veramente commesso ai danni di una giovane prostituta.

Nel contempo la vita lavorativa di Moretti ha preso una brutta deriva, in quanto a causa del suo modo di lavorare non troppo etico è stato messo nella condizione di usufruire di un periodo di ferie forzate, terminate le quali si prenderanno opportune decisioni.

Ma il serial killer non bada a questo: al primo omicidio faranno seguito quello di un transessuale e poi di una escort, in un continuo crescendo di tensione.

Chiudere il Museo Egizio? Annullare un concerto di Jovanotti? Non sono certo da poco le richieste del killer seriale.

Nel romanzo di Rocco Ballacchino la polizia ha un ruolo fondamentale, sembra anzi che l’autore desideri sottolineare quanto siano infondati i luoghi comuni sulle forze dell’ordine, considerate, anche dallo stesso Moretti, dotate di non troppo acume.

Ciò nonostante, Luca Moretti, supportato da Donatella nonostante qualche caduta di stile, non si arrende e continua la sua indagine parallela: perché l’assassino si rivolge sempre a lui per le sue richieste anche telefoniche? che cos’hanno i due in comune? Fin dove vuole arrivare e perché ?

Domande che tolgono il sonno e inducono il giornalista ad una indagine frenetica nel passato, riportando a galla tutti i suoi articoli, i suoi reportage su personaggi che potrebbero avere le giuste caratteristiche.

Un buco nell’acqua e poi ancora un altro sono lo sprone per non mollare, anche dopo essersi schiantato con la sua auto durante un personale inseguimento.

Ossa rotte ma mente sempre più lucida, sino ad arrivare ad un tassello, uno solo e assai piccolo in apparenza che darà la giusta chiave di lettura a tutta la vicenda e che solo Luca Moretti, Moretti come la birra, come sempre puntualizza, poteva individuare.

Macchia Nera, da Topolino alla Torino di Rocco Ballacchino

Del killer che ha messo in allarme la città di Torio si conosce una sola caratteristica: veste completamente di nero e viaggia su una veloce moto nera con targa falsa.

Per questo e per la sua propensione al male agito con scaltrezza e pseudo-raffinatezza, Luca Moretti alias Rocco Ballacchino, lo ha soprannominato Macchia Nera, come l’acerrimo nemico di Topolino.

Reminiscenza dell’ infanzia, di gran lunga più astuto del goffo Gambadilegno, ha ceduto al killer le sue caratteristiche, mandando in crisi polizia e questura, come nei fumetti accadeva con Topolino e il commissario Basettoni.

A renderlo famoso, poi, un tempo che non è più della carta stampata ma dell’on line: anche Moretti, benchè segregato in casa, può seguire lo sviluppo delle vicende connettendosi al suo e a cento altri giornali, da cui ricavare tutte le possibili informazioni.

Ma c’è un altro aspetto che non può essere sottovalutato, l’influenza dei media.

Luca Moretti è diventato un personaggio pubblico per essere stato scelto dal killer come riferimento per i suoi annunci, lo vorrebbero ospite nelle trasmissioni pomeridiane e serali, lo braccano sotto casa (come per altro lui ha sempre fatto…) per carpire informazioni e seguire i suoi movimenti, lo trasformano nel volgere di breve tempo in un fenomeno mediatico.

E’ la tristezza dell’oggi, quella che Rocco Ballacchino denuncia con chiarezza: ciò che conta è stare seduto in un salotto televisivo, dare per primi le notizie, lanciare uno scoop e omettere anche la verità se scomoda, preferendo nasconderla come la polvere sotto il tappeto.

Anche Donatella cadrà vittima di questo sistema, mettendo a dura prova le convinzioni già esili del suo amante, ben sapendo quali conseguenze ne potrebbero derivare.

In dirittura d’arrivo la polizia arriverà al killer così come Luca Moretti, ma quest’ultimo con una carta vincente in più, quella di aver finalmente capito perché è diventato l’interlocutore di Macchia Nera, perché il killer delle prostitute ha scelto proprio lui e non altri nomi ben più noti del suo nel mondo giornalistico.

Una casualità? Un errore? Una scelta mirata?

Nelle menti degli assassini nulla è lasciato al caso, mettere in ginocchio un’intera città ricattandola con la paura di veder uccisi degli innocenti procura un piacere sottile, quasi perverso nel momento in cui si viene accontentati, per cui la posta si alza una volta e un’altra ancora, senza limite.

Nella partita senza esclusioni di colpi che si sta giocando Macchia Nera deve essere sconfitto, ridotto all’impotenza per la salvezza di un’intera città: è l’unica cosa che conta, come sanno i protagonisti dell’indagine parallela.

Rocco Ballacchino, di ricatti e omicidi sotto il cielo di TorinoAUTORE : Rocco Ballacchino

TITOLO : Indagine parallela

EDITORE : Mursia

PAGG. 298    EURO 17,00  (disponibile versione eBook euro 9,99)

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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