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Sosuke Natsukawa, il medico che racconta di gatti e di libri da salvare

Sosuke Natsukawa, il medico che racconta di gatti e di libri da salvare

Sosuke Natsukawa è un giovane medico giapponese che ha unito alla sua professione il piacere della scrittura.

Dopo aver trasferito nelle pagine di romanzi e in seguito su schermo cinematografico la sua esperienza medica, ha cambiato apparentemente percorso e finalità, scrivendo di libri e di gatti.

Solo apparentemente, però, perché in realtà ha spostato la sua attenzione dalla cura del corpo a quella dell’anima, ben più difficile da ottenere.

Quanto i giapponesi amino i gatti è cosa risaputa, così come il fatto che essi attribuiscano a questi felini un ruolo a sé nelle loro leggende e nei loro modi di dire proverbiali: dall’essere reincarnazione di un defunto all’essere identificati come dei piccoli monaci, i gatti occupano un posto a sé nella cultura nipponica.

Un gatto affettuoso è il miglior rimedio contro la depressione, sostiene un famoso proverbio giapponese, e il dottor Sosuke Natsukawa deve aver pensato che un nuovo romanzo con protagonista un gatto speciale potesse essere altrettanto terapeutico.

“Il gatto che voleva salvare i libri” è così diventato un piccolo successo, tradotto anche all’estero e destinato a chi ama le favole, i gatti e i libri, legati da una narrazione ricca di significati sottintesi.

Sosuke Natsukawa scrive una favola moderna e antica allo stesso tempo

Una favola o una fiaba, il racconto di Sosuke Natsukawa?

Entrambe, in realtà, ben miscelate tra loro, per dar vita infine ad un racconto di tipo filosofico, in cui la morale appare limpida e inoppugnabile.

C’è un protagonista adolescente, Rintaro Natsuki, un ragazzo privo di qualità che gli permettano di distinguersi in qualche campo a scuola, esile di corporatura e con sul naso un paio di occhiali che tocca ripetutamente, cercando sicurezza in questo gesto scaramantico; solitario e privo di autentiche amicizie, trova il suo contesto ideale nella libreria del nonno, vecchia e polverosa, un piccolo negozio di libri usati in un angolo della città, contenente una quantità incredibile di volumi di tutti gli autori più famosi dell’Oriente e dell’Occidente.

Rintaro è un perfetto esemplare di hikikomori, per di più è orfano ed è cresciuto insieme al saggio nonno, ai suoi libri e alla sua imprescindibile cerimonia del tè.

La morte del nonno arriva improvvisa a creare un ostacolo imprevisto al giovane eroe, che dovrebbe abbandonare il suo quieto vivere, traslocare, separarsi dai libri e iniziare una nuova avventura con una zia che mai ha conosciuto in precedenza.

Ma ci sono altre strade da percorrere, tracciate per lui: se ne rende conto nel momento in cui tra gli alti scaffali del nonno compare all’improvviso un neko, un gatto soriano parlante di grande bellezza dagli occhi di giada che si presenta come Tora e gli chiede di intervenire in suo aiuto.

Il gatto parlante è elemento ricorrente sia nella fiaba che nella favola, dal gatto con gli stivali ai felini di Esopo, Fedro e Trilussa, ma quello di Sosuke Natsukawa ha un compito enorme da portare a termine, quello di salvare i libri, per cui gli serve l’intervento di qualcuno che sia affidabile ma che soprattutto ami molto i libri, proprio come Rintaro.

Ed è così che l’avventura ha inizio, con eroe e aiutante che si scambiano i ruoli a seconda delle necessità, affrontando un viaggio che assume a questo punto i toni del fantasy.

L’autore non si è risparmiato nello scegliere elementi narrativi anche molto diversi tra loro, ma il suo pregio è quello di averli saputi amalgamare sapientemente, nella prospettiva di un finale edificante (ma non del tutto scontato!).

Investito del ruolo di protagonista assoluto, Rintaro si inoltra, in compagnia di Taro, in tre labirinti diversi, nei cui meandri non vede che libri e ancora libri, accatastati, ordinati, strappati, lanciati dalle finestre, ridotti a minuscoli pezzi di carta, letti spasmodicamente o ridotti a merce di scambio.

In questi luoghi destabilizzanti è impossibile non vedere un richiamo ai labirinti di Borges, per il quale “un labirinto è un edificio costruito per confondere gli uomini; la sua architettura, ricca di simmetrie, è subordinata a tale fine”.

Cadere in confusione per Rintaro è inevitabile, a cominciare dall’incontro col custode del primo labirinto, che incarna il lettore compulsivo, quello che si fa forza della quantità di libri letti, non di ciò che di essi rimane in lui a posteriori.

I libri diventano così ostaggi chiusi in scaffali a vetro, mai riconsiderati, mai riletti o meditati, perché l’ambizione porta i lettori di questo tipo ad amare se stessi molto più dei libri.

In ogni labirinto, tre più l’imprevisto quarto nel finale, l’autore ci dà lo spunto per una lettura simbolica del suo racconto, che non può essere ignorata da chi ama veramente la lettura e non desidera indossare i panni dell’uomo che legge cento libri al mese.

Nel secondo si scende sino ad uno studio sito in profondità, dove il direttore dell’istituto, sulle note della nona sinfonia di Beethoven, provvede a ridurre sempre più il contenuto dei libri, con parossistiche sinossi che contemplano il taglio reale e metaforico delle trame dei libri, sino ad arrivare a poche parole che le possano richiamare.

Lo scopo di questo lavoro, in un mondo che ha sempre più impegni e sempre più fretta, è ottimizzare la lettura, ma questo non  rappresenta il senso dell’ amore per i libri.

Non lo è neppure il trasformarli in puri oggetti commerciali, in merce da vendere seguendo le richieste del mercato, come fa il direttore generale del terzo labirinto, che manda al macero senza soluzione di continuità libri su libri, belli o brutti che siano, in nome di una stampa che si inchina alle richieste del mercato, sagge o insulse che esse siano.

Una semplice e profonda morale nelle pagine di Sosuke Natsukawa

A fianco di Taro e Rintaro Sosuke Natsukawa pone Sayo Yuzuki, la compagna di classe  che si è presa cura di lui, ha trascorso del tempo nella vecchia libreria e ha cercato di riportarlo a scuola dopo la morte del nonno, per scuoterlo dalla sua apatia.

E’ lei che lo accompagna nei tre labirinti, è per lei, che è stata rapita, che il ragazzo affronta il quarto labirinto, il più filosofico e il più ostico da superare.

La saggezza del nonno e l’intraprendenza della compagna sono gli stimoli che permettono al ragazzo di affrontare da solo l’ultimo percorso, per poterla liberare.

Attraverso le parole di una donna che vive nella copia perfetta della libreria Natsuki prende il via un dialogo sull’anima dei libri, sul loro possedere un fluido vitale per i veri lettori, che non potranno mai considerarli solo pezzi di carta.

I libri hanno un’anima, se assorbono la cura e l’attenzione di chi li legge, ma l’anima si può corrompere o deformare, se non si arriva a comprendere che non possono limitarsi a trasmettere informazioni e conoscenze, utili e a volte indispensabili, ma sempre secondarie rispetto al valore principale, l’empatia per gli altri.

Attribuire loro il valore che meritano non è sempre facile, lo dimostrano le conseguenze delle azioni di Rintaro compiute negli altri tre labirinti, ma l’importante è continuare a credere nel potere dei libri, che ci  ricordano continuamente che non siamo soli su questa terra e che gli altri fanno parte di noi, ogni qualvolta veniamo in contatto con loro.

Il gatto parlante ha esaurito il suo compito, trovare qualcuno in grado di salvare i libri dalla distruzione, ed è pronto ad andarsene: l’eroe è tornato felicemente a casa più maturo e responsabile, ha dismesso l’abito da ikikomori e ha operato delle scelte precise ricordando gli insegnamenti del nonno, ha compreso la necessità e la bellezza dell’aprirsi agli altri.

Gli restano la libreria Natsuki, la vicinanza di Sayo Yuzuki, la teiera del nonno per il tè Assam e tanti, tanti libri da leggere.

Sosuke Natsukawa, il medico che racconta di gatti e di libri da salvareAUTORE : Sosuke Natsukawa

TITOLO : Il gatto che voleva salvare i libri

EDITORE : Mondadori

PAGG. 180,    EURO 18,00  (disponibile versione e Book euro 9,99)

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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