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Vacanza a "Herriot Country" a caccia di personaggi e altri animali

Vacanza a “Herriot Country” a caccia di personaggi e altri animali

Forse i lettori non giovanissimi ricorderanno uno spot dell’Amaro Montenegro, in cui il protagonista era un veterinario di campagna. Lo chiamavano di giorno, di notte, con il sole o con la neve, e lui correva per salvare un puledro, oppure un vitello, o una capretta. Si muoveva a bordo di una vecchia moto, vestito con pantalonacci di fustagno, camicia di flanella a quadrettoni, gilet di pelle. Ebbene, molti non sanno che quel personaggio, nato e diventato popolare tra gli inizi e la fine degli anni ’80, era stato probabilmente ispirato dalla figura di James Herriot, un vero veterinario, per giunta scrittore, diventato famoso a livello mondiale. I suoi libri sono stati venduti in milioni e milioni di copie, tradotti in non si sa quante lingue e hanno sicuramente influenzato romanticamente il percorso di studi di chissà quanti studenti di veterinaria.

James Herriot era uno pseudonimo

Le storie raccontate da James Herriot, il cui vero nome era James Alfred Wight, sono ambientate tra gli anni ’30 e gli anni ’60 nello Yorkshire, tra fattorie isolate, campi sterminati, brughiera, pascoli e pendii scoscesi. Una vita durissima, senza alcuna comodità; e questo tanto per gli allevatori e i contadini, che per i veterinari di campagna, i quali, per soccorrere i loro… “pazienti” dovevano spesso alzarsi di notte e correre con qualunque tempo a bordo di Austin scassate, ma anche a piedi; talvolta nella neve alta un metro.

Le storie narrate da Herriot fanno spesso sorridere, commuovere, e il lettore partecipa dall’interno alle vicende del giovane veterinario, che, racconto dopo racconto, libro dopo libro, matura esperienza, si forma il carattere, conosce una giovane donna e se la sposa, mette su famiglia, attraversa la guerra, vive piccole tragedie oppure incappa in disavventure dalla comicità irresistibile. La mano di Herriot è leggera, la tecnica ineccepibile, la sua capacità affabulatoria è degna dei più grandi scrittori. E le descrizioni, che si tratti di un essere umano o di un cavallo, delle alture dai profili crudi o di pascoli erbosi, sono un raro esempio di efficacia.

I personaggi di Herriot migrano da un libro all’altro

Quello descritto dal veterinario-scrittore Herriot è un mondo che appare chiuso in se stesso, con personaggi che condividono le sue stesse vicende, che le influenzano, che le dirottano su altre storie, e che più volta fanno capolino da un libro all’altro: Helen, la sua dolce consorte; Siegfrid, il suo collega e socio; Martin, giovane veterinario scavezzacollo; e poi una moltitudine infinita di agricoltori energici e caratteriali e di animali, energici e caratteriali pure loro.

Gatti, cani, maiali, cavalli, vacche – che hanno sempre l’idea bislacca di partorire in condizioni incredibili – cavalli che si rendono protagonisti di fatti e misfatti: tutti hanno una fisionomia particolare. E se è normale che un agricoltore sia diverso dall’altro, ci si stupirà nel vedere che anche ogni cavallo, ogni vacca, ogni gatto e ogni cane, sotto l’occhio attento di Herriot acquisisce una sua personalità, talvolta furba, talvolta cattiva in modo diabolico, quasi sempre con reazioni di tipo fin troppo umano. Tutto attorno il fondale di una campagna, che pure se “dura” come gli abitanti che ci vivono, è impossibile non amare e desiderare di conoscere un po’ di più.

I territori di Herriot diventano meta per turisti

Vacanza a "Herriot Country" a caccia di personaggi e altri animali

Non è un caso che la cosiddetta “Herriot Country” sia diventata anche una meta turistica dove ogni anno migliaia e migliaia di appassionati convergono da tutto il mondo. Sono stati creati dei veri e propri pacchetti turistici e molti lettori, usando il libro come una specie di Baedeker, si muovono per le strade di Thirsk (la Darrowby dei romanzi) per cercare di riacciuffare qualche atmosfera che avevano vissuto leggendo i libri.

Per dare una mano ai lettori che volessero anche loro diventare degli “Herriotiani” – e lo diventeranno certamente fin dalle prime pagine che leggeranno – vogliamo indicare un ordine sequenziale di lettura, in modo da farli entrare in modo logico in questo mondo.

Fermo restando che dai libri di Herriot oltre che un film purtroppo introvabile in Italia (protagonista Antony Hopkins) e di un serie tv (trasmessa solo in Gran Bretagna) sono state anche estrapolate alcune raccolte (Racconti dello Yorkshire; Le più belle storie di gatti; Le più belle storie di cani; ecc.), ecco i libri, nell’ordine in cui dovrebbero essere letti:

Creature grandi e piccole; Beato fra le bestie; Cose sagge e meravigliose; Per amore di tutte le creature; E il signore le creò

Sono libri che si trovano anche usati, nei siti di vendita online che sulle bancarelle. Ma di solito, chi li possiede se li tieni stretti perché li considera un piccolo tesoro di emozioni.

About Luigi Pagnotta

Luigi Pagnotta
Luigi Pagnotta giornalista, si occupa della comunicazione del Comune di Montepulciano (SI). Nel 2003 esce la sua raccolta “Lezioni di volo”, che incontra un buon successo di vendita e di critica. Nel 2006, la raccolta è uno dei 5 libri finalisti (su un totale di 170 opere presentate) al premio nazionale Siderno. Dall’agosto del 2006 al giugno 2009 collabora con la rivista a diffusione nazionale CacciaPiù, che pubblica con cadenza bimestrale i suoi racconti di caccia. Nel dicembre 2011, esce la sua seconda raccolta di racconti “Aspettatemi ché torno – Storie di campi, di borghi e di santi cacciatori” (Nicola Calabria Editore), che ottiene subito grande attenzione dal pubblico e dalla critica. Quattro dei suoi racconti sono stati letti e registrati rispettivamente dall’attore Marco Columbro, dal cantautore Mario Castelnuovo, dal Col. Mario Giuliacci, noto meteorologo, e dal conduttore-cabarettista Cristiano Militello. Molti dei suoi lavori sono stati pubblicati su riviste e antologie.

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