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Aiuto! Non sono pronto! Ecco come riconoscere il “momento giusto”

Aiuto! Non sono pronto! Ecco come riconoscere il “momento giusto”

Avrai sicuramente sentito parlare della sindrome dell’impostore, per cui ci si sente incompetenti e si pensa di aver ingannato gli altri circa le proprie capacità.
Ciò accade quando c’è una visione distorta del successo e paura del giudizio, che scatenano anche sentimenti di indegnità e inefficienza.
Molte volte, quando non ci si sente pronti, è proprio questa la dinamica che scatta.

Ad alimentarla ci sono traumi passati, soprattutto risalenti all’infanzia, per cui si è interiorizzata una sensazione di oppressione, mancanza, colpa che impediscono di vedere la propria esperienza in modo equilibrato.

Per comprendere, allora, quale sia il “momento giusto” per fare qualcosa occorre pacificarsi con le esperienze considerate avverse o traumatiche, così da osservare con quanta più oggettività possibile la situazione che aziona la trappola mentale che fa sentire inadeguati.

Tecniche come il Thetahealing o la psicoterapia breve strategica sono straordinarie per la risoluzione di shock e disordini pregressi, aiutando la persona a “disconnettersi” una volta per tutte dall’evento passato e vivere pienamente il presente con consapevolezza delle proprie abilità.

Prima di valutare un percorso di conoscenza personale, è possibile capire attraverso alcune azioni pratiche gli aspetti su cui lavorare per sbarazzarsi di idee e convinzioni negative circa il proprio valore e preparazione.
Ecco quali sono.

È il momento giusto? Osservati senza paura

Ci sono emozioni che sin dalla tenera età si è abituati a reprimere perché considerate inopportune e addirittura riprovevoli; in realtà se s’imparasse ad abbracciarle senza giudicarle si comunicherebbe in maniera più chiara, completa e soprattutto sincera, sia con sé sia con gli altri.
A questo proposito un ottimo esercizio per capire se si è pronti per qualcosa è osservarsi senza paura, andando nelle profondità più buie e cavernose della mente e dei ricordi, così da liberarsi di quei pensieri che bloccano il percorso e che convincono di essere una versione alterata di sé.

Per sapere se è il momento giusto bisogna avere fiducia in sé stessi, infatti, occorre conoscersi a fondo.
In caso contrario si tenderà a lasciarsi “affascinare” dall’ego di qualcun altro, avvertendo una notevole fragilità psichica e sentendosi assorbiti da questo tipo di energia.

Ma il condizionamento esiste solo nella mente di chi lo permette: pertanto se si sa con chiarezza quali sono gli strumenti a disposizione, le potenzialità e gli obiettivi, niente e nessuno saranno in grado di distogliere dalla meta.

Forse è il momento giusto ma: se non ce la faccio?

Temere il fallimento va di pari passo con l’apprensione di non essere pronti.
Quando il concetto di realizzazione e quello di prestazione si sovrappongono, d’altronde, è facile sentirsi smarriti. E questo è un meccanismo piuttosto comune nella società odierna, poiché la reputazione di ognuno è sotto la lente sempre più attenta dei numerosi filtri che essa presenta.

Aristotele affermava che “La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella consapevolezza di meritarli.” Ecco che quando questa cognizione subisce una sorta di cortocircuito, si perdono di vista anche le proprie qualità.

Come fare, perciò, per ritrovarle?
Ecco una breve lista che può aiutare nelle “emergenze”:

  1. Chiedersi cosa occorre che accada perché ci si senta pronti
  2. Trovare le risposte
  3. Armonizzare la parte razionale e quella emotiva
  4. Analizzarle fino ad avere obiettivi “oggettivi”
  5. Cominciare a perseguire questi propositi

Rifletti su queste illusioni prima di decidere

Recentemente mi è stato chiesto quale fosse il metodo per lavorare sulle insicurezze in modo efficace.
Ebbene, anche stavolta ho risposto come sono solita spesso fare ovvero: dipende.
Se dicessi che esiste un unico modo per risanarsi e stare bene, mentirei.

E non c’è nulla di rassicurante in una bugia né tantomeno in una verità parziale.

Ecco che ciascuno dovrebbe trovare la propria, di autenticità.
Indagando nella propria, di profondità.

Plasmando, come se fosse argilla, la propria metodologia per risollevarsi e superare l’insicurezza.

Se proprio dovessi offrire un suggerimento universale, sarebbe questo:

“Liberati dalle proiezioni degli altri, disabitua lo sguardo dai modelli che hai sempre accettato e allenalo alla versione migliore di te”.

Se da solo non ci riesci

Trovare il momento giusto è più facile con l’aiuto di un esperto. Se questo contenuto vi è piaciuto e desiderate approfondire, vi invito a visitare la mia pagina Instagram dove è possibile prenotare una consulenza gratuita di 20 minuti.

 

 

About Valentina Pitozzi

Valentina Pitozzi, giornalista e divulgatrice olistica Laureata in Scienze Antropologiche ed Etnologiche, collabora con agenzie di comunicazione, giornali e blog in qualità di giornalista e copywriter. Da sempre interessata ai temi del benessere e dell’equilibrio della persona ha intrapreso lo studio di diverse discipline olistiche tra cui il Thetahealing e il Dien Chan. Nulla di esoterico: queste tecniche si occupano di capire le disarmonie dell’organismo, lavorando sulla radice. Autrice di due libri in uscita, la sua frase è: “Le parole sono energia” e la sua mission è occuparsi di linguaggio consapevole.

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