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Tre rituali per coltivare il benessere, ogni giorno

Tre rituali per coltivare il benessere, ogni giorno

Spesso mi viene chiesto quali siano le meditazioni o i rituali quotidiani migliori per stare bene.
La verità è che non esiste una risposta universale poiché numerose sono le dinamiche che determinano il benessere di ciascuno.

C’è chi prediligerà ripetere un mantra infinite volte, altri che preferiranno scrivere una lunga lista di desideri per sentirsi meglio o, ancora, taluni vorranno stare in silenzio circondati dal solo profumo di un prezioso incenso.

La calma e la centratura interiore, inoltre, non sono una meta bensì la dimensione auspicabile ogni giorno che si realizza attraverso ogni singolo pensiero e azione.

Vediamo, quindi, i tre semplici rituali quotidiani da inserire nella propria routine per sentirsi più focalizzati sulla realizzazione dei propri propositi e avere una vita più soddisfacente.

1° Concentrarsi sul presente per essere in equilibrio

Potrà risultare un suggerimento banale, ma gli effetti di questa pratica sono assai benefici.
Concentrarsi sul presente, infatti, permette di godere a pieno del momento senza che i pensieri legati al passato o al futuro offuschino la mente.

Quando si è “prigionieri” di altre epoche proiettandosi altrove, inevitabilmente si cade nella trappola di nostalgie oppure di rimuginii o di ansie.

Stando nel presente, invece, ci si dedica realmente a ciò che esiste davvero.

Ciò non significa sminuire il passato oppure non guardare mai al domani, ma di prestare attenzione alle sensazioni del qui e ora, interrompendo il vagare continuo della mente.

Quando si è concentrati sul presente si è anche più felici, poiché si riesce a comprendere il vero significato delle cose.

Ma come fare a raggiungere questa consapevolezza?
Essendo presenti a se stessi, impegnandosi in un’attività alla volta senza cedere al “multitasking” ovvero al fare (o pensare) tante cose nel breve periodo di tempo.

Non da meno… “disconnettendosi”.

Notifiche, promemoria, scroll dei social media sono degli ostacoli presenti nella quotidianità di tutti: alcune volte sono facili da aggirare, altre meno. L’importante è ricordarsi di essere, oltre che a fare.

Sbrigare incombenze o intrattenersi in loop in qualcosa fa disperdere molte energie.

Meglio convogliarle in maniera costruttiva, un’attività alla volta.

2° Sperimentare il vuoto per concentrarsi sul presente

Osservare il mare, inerpicarsi su per una montagna oppure semplicemente sintonizzarsi con una frequenza di 432 Hz.

Queste esperienze innanzitutto rilasciano immediatamente endorfine, innalzando i livelli di serotonina. Dopodiché donano in poco tempo una duratura sensazione di benessere.

Anche spegnere il telefono per un periodo di tempo (bastano 30 minuti al giorno), diventando irreperibili per il mondo esterno, permette di respirare senza la preoccupazione di essere disturbati e che la mente si svuoti.

Ogni persona ha diritto a un momento di vuoto, quando ne sente il bisogno.
Non c’è nulla di cui vergognarsi o sentirsi in colpa, perché così facendo si stanno ricaricando le proprie personali batterie, immagazzinando energia positiva. 

3° Rituali nuovi per uscire dai propri schemi

Il modo di salutare, la colazione oppure un accessorio.
Comincia a piccoli passi, se senti che quella è la modalità migliore, ma comincia.

Uscire dai propri schemi è un ottimo modo per riattivare l’attenzione e vedere le cose, anche quelle più familiari, con occhi nuovi.

Questo aiuta a tenere la mente concentrata sul presente, cogliendone le sfaccettature.

Così facendo, infatti, si toglie il pilota automatico dalla propria quotidianità imparando ad apprezzarne i dettagli.

I cambi di programma, spesso temuti, si possono rivelare dei veri “salva giornata”, quindi.
Anche il modo di parlare e di rivolgersi a sé stessi è un elemento molto importante a cui prestare attenzione: durante il periodo del rituale presta attenzione a come ti rivolgi a te stesso.
Se non ti soddisfa, prova immediatamente a cambiare direzione migliorando le parole utilizzate.

Se vedi solo difetti, prova a “cambiare canale” sintonizzandoti su una frequenza più alta (come si fa alla radio quando una canzone non piace).

Per saperne di più

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About Valentina Pitozzi

Valentina Pitozzi, giornalista e divulgatrice olistica Laureata in Scienze Antropologiche ed Etnologiche, collabora con agenzie di comunicazione, giornali e blog in qualità di giornalista e copywriter. Da sempre interessata ai temi del benessere e dell’equilibrio della persona ha intrapreso lo studio di diverse discipline olistiche tra cui il Thetahealing e il Dien Chan. Nulla di esoterico: queste tecniche si occupano di capire le disarmonie dell’organismo, lavorando sulla radice. Autrice di due libri in uscita, la sua frase è: “Le parole sono energia” e la sua mission è occuparsi di linguaggio consapevole.

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