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Salute – Dall'urologo!? E perché?

Ma perché un ragazzo, un adolescente  in perfetta salute dovrebbe fare una visita urologica?

Se lo chiedono alcuni genitori, (per la verità non molti, la maggior parte non si pone neppure la domanda) e se lo chiedono ancora di più i diretti interessati: “Non mi fa male niente,  perché dovrei andare a farmi visitare? Dall’urologo poi!”.

Per i ragazzi, ma anche per molti padri, la visita urologica è vista come qualche cosa di inutile, oltre che fastidiosa e imbarazzante. Una assurda ritrosia  legata alla cultura mediterranea, negli Stati Uniti, ma anche nel Nord Europa,infatti, verso i 14 anni i ragazzi vengono visitati  da medici specialisti direttamente nelle scuole e a titolo completamente gratuito. In Italia invece, con l’abilizione del servizio militare obbligatorio e quindi anche della visita di reclutamento, non vi è altro mezzo per capire se il proprio organo genitale è a posto o menovisitare un teenager per capire se il suo apparato genitale è normale è diventato difficilissimo.

Il problema è che a differenza delle ragazzine che, di solito dopo la prima mestruazione vengono accompagnate dal ginecologo dalla mamma, i maschi non conoscono la loro figura medica di riferimento.

Vincenzo Mirone“Il rischio è che questi adolescenti abbandonati a se stessi sviluppino  malattie anche gravi. Da quelle sessuali fino al tumore al testicolo. Purtroppo dopo i 13, 14 anni i maschi scompaiono dagli ambulatori medici per poi  riapparire dopo qualche anno, quando emergono magari problemi di infertilità dovuti proprio al fatto di non aver trascurato la diagnosi di certi disturbi proprio durante l’adolescenza: il varicocele, per esempio”, spiega il professor Vincenzo Mirone, Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
In genere i maschi escono allo scoperto dopo il matrimonio, dunque sempre più tardi.  La prima visita dall’urologo, invece deve essere programmata durante il corso delle medie inferiori. “Dovrebbero essere i padri, sempre troppo renitenti ad affrontare l’argomento sessualità con i loro figli maschi, ad accompagnare i ragazzi dall’urologo la prima volta”, dice Mirone. La visita ha essenzialmente  lo scopo di valutare globalmente la salute il ragazzo: la distribuzione della muscolatura, della comparsa dei peli sul pube, sulle gambe, sotto le ascelle, l’assett odella colonna vertebrale, lo sviluppo osseo, il  peso e l’altezza. Nello specifico poi, lo specialista controlla il normale sviluppo del pene, escludendo problemi di fimosi, controlla che i testicoli siano nella posizione corretta e l’assenza di varicocele.

La visita urologica insomma aiuta a prevenire disturbi che se affrontati subito si risolvono senza lasciare conseguenze. Non solo, prendere contatto col “medico dei maschi” aiuta  il ragazzo a prendere confidenza col proprio corpo, ad affrontare i temi legati alla sessualità con intelligenza, senza tabù e senza miti assurdi: dalle fantasiose idee sulle dimensioni del pene, a quelle sulle acrobatiche performance di amanti instancabili. E solamente così i maschi di domani saranno in grado di parlare col proprio medico, senza vergognarsene, di quei disagi che possono comparire crescendo, dalla eiaculazione precoce alla disfunzione erettile.

 

 

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