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Maldive sopra e sotto il mare

Una leggenda Maldiviana narra che Dio, dopo aver creato il mondo, si commosse per la bellezza che aveva realizzato e che alcune lacrime, intrise delle immagini più belle, caddero nell’Oceano Indiano dando origine alle Maldive.
La prima immagine è quella dall’oblò dell’aereo e sembra che il cielo sia tutto sotto sopra e, al posto delle stelle, il blu, profondo e intenso, dell’oceano è punteggiato da una miriade di atolli bianchi, con al centro spruzzi di verde verde brillante.
La prua della barca, Duke of York, punta a sud della capitale delle Maldive, Malè, lungo il lato est dell’arcipelago seguita dal dhoni che servirà per raggiungere i luoghi delle immersioni, momenti principali di questo itinerario alla scoperta non solo delle bellezze sopra il mare ma, soprattutto, di quelle che ci aspettanno sotto il pelo dell’acqua.
Ed è un vero tripudio di vita e colori: spugne, coralli, gorgonie che, dopo il disastro causato dal Niño nel ’98 e relativo sbiancamento della barriera, stanno rimprendendo vita un po’ ovunque.

Non occorre immergersi a grandi profondità per ritrovarsi circondati da branchi di pesci di tutte le fogge e colori: pagliaccio, angelo, pappagallo, barracuda, carangidi, i nomi non sono proprio scientifici e l’elenco potrebbe continuare, ma non ci sono parole che possano rendere l’emozione di sentirsi parte di questo mondo, silenzioso, vibrante e libero. Bisogna solo mettere una maschera, un boccaglio e due pinne e lasciarsi avvolgere dal calore dell’acqua, diventare creatura marina tra le creature marine e fare l’occhietto alle murene che fanno capolino tra le rocce.
Se poi sono le emozioni forti quelle che si van cercando allora bisogna immergersi in prossimità dei kandu, i canali che spezzano la barriera corallina delle Maldive, dove le correnti sono più forti e i signori degli abissi trovano cibo e il loro habitat naturale. Eccoli gli squali, per lo più nutrice, innocui, dicono, ma i brividi li provi lo stesso, le mante che avanzano regali, le acquile di mare, le tartarughe e raro, ma non impossibile, il grande squalo balena.

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Maldive sono anche gli atolli ricchi di vegetazione lussureggiante e spesso disabitati, dai nomi impossibili da ricordare: Vellassaru giri, Fotteyo, Alimatha, Vashugiri, o diventati sede di resort di lusso con i caratteristici pontili su cui si affacciano le palafitte, che di rustico hanno solo il nome. Ma i più belli sono quelli grandi poco più di una piazza di una qualsiasi metropoli, dal biancore accecante e, tutt’intorno, l’acqua che da blu diventa color cristallo man mano ti avvicini alla riva.
Qui il silenzio la fa da padrone e il solo rumore è quello del tuo respiro che piano piano si uniforma al tranqillo infrangersi delle onde sul bagnasciuga. E se davvero si vuol godere dello spettacolo della natura, basta sedersi e aspettare il tramonto.

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