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Giuseppe Piovanelli: la luce, i colori e il quadro perduto

Giuseppe Piovanelli: la luce, i colori e il quadro perduto

Il “giallo”, nel senso di intrigo, non tanto di colore è il curioso “divertissement” che accompagna la personale del pittore bresciano Giuseppe Piovanelli, inaugurata qualche giorno fa a Sale Marasino, sul Lago d’Iseo e che si intitola proprio I colori della luce.

Un centinaio di opere: “Una vera antologica”, l’ha definita la storica dell’arte Antonia Abbattista Finocchiaro. Un percorso espositivo che si snoda dai primi dipinti risalenti agli anni ’60, in cui insieme ai paesaggi del territorio spiaccano l’autoritratto, una semplice natura morta e la figura esistenziale di una giovinetta di impronta chiarista; fino alle opere più recenti, dove persiste l’allusione al paesaggio, ma la realtà è sfumata per lasciare il posto alle emozioni, all’energia, alla dinamica del tratto, alla luce e ai colori.

Ed è proprio negli anni Sessanta, quando Giuseppe Piovanelli era ancora alle prime armi, che origina la curiosia vicenda di un’opera scomparsa, non certo misteriosamente. Fu piuttosto il senso del pudore, termine che, in quegli anni, aveva un peso assai diverso di quello che via via ha assunto nei decenni successivi, a segnare il destino di quel quadro.

L’artista, dal 1963, frequentava lo studio dell’architetto Villani, docente di Storia dell’arte all’Istituto Magistrale Veronica Gambara di Brescia ed era poco più di un adolescente quando iniziò a cimentarsi con la figura umana e col nudo.

“Me lo ricordo bene quel giorno”, racconta. “Per la prima volta mi sono trovato davanti a una modella nuda, una bella ragazza che posava senza il minimo imbarazzo”. Piovanelli la ritrae, non senza qualche batticuore, e si guadagna i complimenti del maestro che però non servono a farlo sentire in pace con se stesso.

“Ero preoccupato della reazione che avrebbe avuto mia madre alla vista di quel quadro. Era una donna devota oltre misura, e avevo già avuto modo di verificare che non era per nulla tollerante in fatto di nudo. Pochi giorni prima, infatti, le avevo mostrato un putto che avevo disegnato nella Chiesa del Carmine, a Brescia. Era andata su tutte le furie!”.

Così, temendo che la madre lo potesse allontanare dalla pittura, il giovane Piovanelli decise di disfarsi del quadro: “L’ho regalato a una ragazza che ho incontrato sul treno nel tragitto da Brescia a Pisogne. Non la conoscevo, le ho chiesto: “Ti piace?”, lei ha fatto cenno di sì col capo. Non so chi fosse né di dove fosse. Se n’è andata con il mio disegno e non ne ho più saputo nulla”.

Oggi quella ragazza sarà una signora matura: chissà se ricorda il regalo di quel curioso ragazzo dall’aria preoccupata? Giuseppe Piovanelli non intende riprenderselo, vorrebbe soltanto scoprire che fine abbia fatto quel quadro.

Se qualcuno pensa di esserne in possesso potrebbe farsi vivo personalmente con l’artista, magari approfittando per visitare la Personale sul lago d’Iseo, che proseguirà fino al 29 maggio.

Giuseppe Piovanelli: dove, quando

Nella Ex Chiesa dei Disciplini di Sale Marasino (BS) con questi orari:

giovedì 26 dalle 14 alle 19,30

venerdì 27 e sabato 28 dalle 14 alle 23

domenica 29 dalle 10 alle 12, dalle 14 alle 23

Ingresso gratuito

 

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