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Turismo-La Val d’Orcia, in Toscana, patrimonio Unesco dell’Umanità

La Val d’Orcia è in Toscana, nella parte meridionale della provincia di Siena. Dichiarata dall’Unesco “patrimonio dell’Umanità“, prende nome dal fiume Orcia, che ha le sue sorgenti alle pendici del Monte Cetona e dopo aver attraversato la vallata finisce la sua corsa nell’Ombrone. I paesaggi della Val d’Orcia sono particolari e, pur rappresentando nei tratti principali le caratteristiche del paesaggio toscano più puro, hanno una fisionomia molto particolare. Caratteristiche sono le crete, i calanchi, i mammelloni: monumenti e colline d’argilla che fanno apparire il paesaggio quasi lunare, se non fosse per le macchie di bassa vegetazione che hanno tutte le sfumature del verde.

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In alcuni momenti della giornata, a seconda della luce, sembra quasi di essere in Irlanda; in altri sembra invece di essere nella non lontana Maremma; in altri ancora sembra di essere nel Chianti. La Val d’Orcia è così: cambia fisionomia dietro ogni curva, dietro ogni collina, oltre ogni bosco o ciuffo di ulivi. Oggi questo territorio è molto ambito dagli amanti della vita in campagna, che qui possono trovare pace, tranquillità e ritmi di vita a misura d’uomo. E infatti molti casali (i “poderi”) che fino a trenta o quarant’anni fa erano abbandonati, oggi sono tornati al loro antico splendore, ristrutturati in abitazioni di gran pregio o in elegantia agriturismi. Tutto questo fa riflettere gli abitanti del territorio: fino a pochi decenni fa, Val d’Orcia voleva dire povertà, una vita dura e difficile, isolamento, grandi disagi. Oggi, invece, vivere qui è diventato un sogno per tutti. Anche per molti stranieri, in special modo inglesi e tedeschi, che giunti per fare turismo, hanno deciso di lasciare la loro patria per stabilirsi qui per sempre.

 

La Val d’Orcia è attraversata da due tracciati principali. Uno proviene dall’interno della provincia, dalla zona di Chiusi e di Chianciano Terme, e attraverso il valico della Foce collega con la costa tirrenica quello che era uno dei capisaldi della civiltà etrusca. In pratica è una delle strade più antiche d’Italia. Molto più antica, quindi, delle strade consolari romane. L’altro tracciato è la Francigena, o Romea, che collegava Roma con il nord Europa. Oggi, ripercorre in gran parte la Cassia moderna, ma sono ancora visibili decine di siti che erano usati dai pellegrini come punto di sosta e di ricovero nel periodo medievale. Una tradizione ancora ben viva, visto che ogni anno, in Val d’Orcia, si possono incontrare decine e decine di pellegrini che, come oltre dieci secoli fa, andavano a Roma o salivano verso nord per andare su altre vie di pellegrinaggio, come quella per Santiago di Compostela. Un territorio come questo, poco urbanizzato e praticamente solo rurale, ha fatto dell’agricoltura e dei prodotti agroalimentari il suo punto di forza. Qui regna l’olivo e la vite, oltre che la coltivazione dei cereali. Quindi, anche a tavola si incontrano oli di qualità eccellente, vini  come la doc Orcia e il Brunello di Montalcino, i cui nomi sono punti di riferimento a livello mondiale. Ma anche pasta, che niente ha da invidiare con le migliori produzioni campane o pugliesi. Siamo in Toscana, nelle Terre di Siena, e tutto è tradizione nella quotidianità, quindi anche a tavola si continua a perpetuare la tradizione contadina più autentica. Nei borghi circostanti la Val d’Orcia, tutti centri dalla storia antichissima, sarà possibile incontrare piatti che rimarranno per sempre tra i ricordi più belli. Imperdibile di riportare a casa dei piacevolissimi souvenir, a base di insaccati e formaggi di pecora, che da queste parti raggiungono vette di qualità ineguagliabili.

 

Per raggiungere la Val d’Orcia si può arrivare da nord (Siena), percorrendo la SS1 Cassia fino a San Quirico per poi decidere se dirigersi a Pienza, a Chianciano Terme o a Radicofani. Oppure dall’Autostrada del Sole A1 con uscita a Valdichiana (per chi proviene da Nord), per poi dirigersi verso Montepulciano, poi Pienza. Oppure, con uscita Chiusi-Chianciano Terme (per chi proviene da Sud) per dirigersi verso Chianciano Terme e quindi verso il Monte Amiata.

About Luigi Pagnotta

Luigi Pagnotta giornalista, si occupa della comunicazione del Comune di Montepulciano (SI). Nel 2003 esce la sua raccolta “Lezioni di volo”, che incontra un buon successo di vendita e di critica. Nel 2006, la raccolta è uno dei 5 libri finalisti (su un totale di 170 opere presentate) al premio nazionale Siderno. Dall’agosto del 2006 al giugno 2009 collabora con la rivista a diffusione nazionale CacciaPiù, che pubblica con cadenza bimestrale i suoi racconti di caccia. Nel dicembre 2011, esce la sua seconda raccolta di racconti “Aspettatemi ché torno – Storie di campi, di borghi e di santi cacciatori” (Nicola Calabria Editore), che ottiene subito grande attenzione dal pubblico e dalla critica. Quattro dei suoi racconti sono stati letti e registrati rispettivamente dall’attore Marco Columbro, dal cantautore Mario Castelnuovo, dal Col. Mario Giuliacci, noto meteorologo, e dal conduttore-cabarettista Cristiano Militello. Molti dei suoi lavori sono stati pubblicati su riviste e antologie.

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