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Asta immobiliare bloccata: rivoglio i soldi che ho investito

Asta immobiliare bloccata: rivoglio i soldi che ho investito

Un paio di anni fa, un conoscente mi ha proposto di partecipare, con lui, a un’asta immobiliare. Mi ha detto che avremmo fatto parte di un gruppo di investitori e che per partecipare alla cordata avremmo dovuto versare € 6.500 come base d’asta per ciascun appartamento. Così ho versato la somma sul conto corrente del mio conoscente.
L’asta avrebbe dovuto svolgersi entro due mesi, da quel momento è iniziata una serie di rinvii ,apparentemente dovuti a ragioni comprensibili, ma a oggi la situazione non si è sbloccata.
A questo punto non mi fido più e non intendo aspettare oltre. Non mi importa se l’asta non è andata in porto, rivoglio semplicemente il denaro che gli ho dato.
Ovviamente conservo la contabile bancaria in cui è specificata la finalità della transazione.
La mia domanda è: ho qualche possibilità per farmi restituire quanto gli ho versato?
Roberto F.
L’avvocato risponde

Chi ci scrive ha consegnato a un conoscente una somma di denaro per partecipare ad un’asta immobiliare, insieme ad un gruppo di altri investitori. Quest’asta, a distanza di due anni, non si è ancora tenuta e chi ci scrive, avendo perso interesse per l’affare, ritiene di non voler aspettare oltre e vorrebbe vedere restituite le somme versate.

Chi ci scrive ed il suo conoscente hanno concluso un contratto verbale a prestazioni corrispettive, in forza del quale, a fronte del versamento di un importo concordato, il conoscente si impegnava a far partecipare l’altro ad un’asta immobiliare. Trattandosi quindi di un contratto, seppure verbale, valgono per quest’ultimo le diposizioni generali di cui al Libro IV Titolo II del Codice Civile.

In particolare l’art. 1453 c.c. prevede che, nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l’altro può a sua scelta chiedere l’adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno.

Pertanto chi ci scrive può certamente chiedere la risoluzione di questo contratto e la restituzione delle somme versate, oltre ad un eventuale risarcimento del danno per non aver potuto concludere l’affare e/o non aver potuto impiegare diversamente l’importo versato al conoscente.

In prima battuta quindi chi ci scrive dovrà chiedere formalmente la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme a suo tempo versate oltre all’eventuale risarcimento dei danni, mediante l’invio di una raccomanda con ricevuta di ritorno o una email pec. Questa lettera può essere inviata anche senza l’assistenza di un avvocato.

Tuttavia, nel caso in cui la lettera non sortisse l’effetto sperato, l’unica soluzione possibile sarebbe quella di promuovere un’azione legale chiedendo al Tribunale di accertare la risoluzione del contratto per inadempimento e conseguentemente la condanna alla restituzione delle somme versate e al risarcimento dei danni. Questa azione può essere promossa solo con l’assistenza di un avvocato.

Avv. Paola Faletti, Brescia

 

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