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Salute – Il mal di testa si cura col cerchietto

Oltre 2,5 miliardi di individui nel mondo soffre di mal di testa (secondo l’Oms), un dato superiore addirittura a quello relativo alla frequenza della carie dentale. Eppure, secondo uno studio condotto dal Centro Cefalee del San Raffaele di Milano e dal centro clinico di riabilitazione neurologica Hildebrand di Brissago in Svizzera: i medici non si sono ancora pienamente resi conto del fatto che il ricorso alla medicina alternativa nel mal di testa è molto aumentato negli ultimi anni, soprattutto fra i giovani pazienti (4 – 16 anni), raggiungendo punte dell’80% per il trattamento preventivo degli attacchi.

I motivi che inducono gli under 16 a scegliere i rimedi alternativi sono dovuti a diversi fattori: non voler assumere troppo a lungo farmaci così da evitare i loro effetti collaterali; l’inefficacia delle terapie convenzionali; il desiderio di tentare un approccio integrato alla malattia; un’innata tendenza dei più giovani a usare rimedi naturali invece dei farmaci.

Oltre ai prodotti omeopatici, le sostanze più usate sono la valeriana, ginko biloba, boswellia serratia, agnocasto, fiori della passione, tiglio, vitamine (B6 e B12), supplementi minerali, magnesio e i complessi multivitaminici.

Il 45% ricorre  anche  a trattamenti fisici (massaggio  osteopatico, adyurvedico, shiatsu), il 33% allo yoga, l’11% all’agopuntura.

Il problema è, dicono gli Autori dello studio, che i neurologi non se ne rendono sufficientemente conto e intanto il 30% dei pazienti si autoprescrive terapie alternative, nel 22% dei casi su suggerimento di figure non mediche, ma nel 24% anche del medico di base o del pediatra.

Dovrebbero invece indagare meglio sull’uso delle terapie alternative da parte dei loro pazienti e essere maggiormente preparati sui problemi e i vantaggi del loro impiego che, soprattutto nella cefalea del bambino, potrebbe davvero rivelarsi, ma solo alla luce di studi più approfonditi, un’arma importante ed efficace.

barbanti1Per la cefalea a grappolo e l’emicrania oggi esistono nuove cure finalizzate alla prevenzione degli attacchi. Conosciamo cosa avviene nel cervello durante un attacco di mal di testa e questo ha permesso di mettere a punto dei trattamento molto innovativi: “Dal topiramato commercializzato anni fa alla più recente tossina botulinica in campo farmacologico. Sino alle più nuove frontiere della neurostimolazione”, dichiara Piero Barbanti, Direttore dell’Unità per la cura e la ricerca su cefalee e dolore dell’IRCCS San Raffaele Pisana. “Esistono anche dei dispositivi che stimolando il nervo vago e bloccano l’attacco sul nascere. E poi un elettrostimolatore, l’unico per il quale siano disponibili al momento dati scientifici in doppio cieco. Si tratta di un cerchietto, proprio come quello utilizzato per fermare i capelli, che viene posto sulla fronte per 20 minuti al giorno tutti i giorni per 4 mesi. L’attività elettrica del cerchietto esercita una sorta di “ipnosi” del trigemino iperattivo, che a sua volta calma il generatore del mal di testa localizzato nel cervello”. Gli studi dimostrano che gli emicranici che lo hanno utilizzato presentano una significativa riduzione del numero di giorni di mal di testa (nel 40% dei pazienti gli attacchi vengono addirittura dimezzati) e del numero di analgesici consumati.

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