Lo scaffale di aprile 2024

Lo scaffale di aprile 2024

Bentornata primavera!

Lo scaffale di aprile 2024 porta vento di novità, di libri da scoprire, da leggere, da impilare e collezionare, da sfogliare o rileggere, da sentire come cura dell’anima.

Kim Ho-Yeon,  Il minimarket della sinora Yeom,  Salani

Lo scaffale di aprile 2024Dokko vive nella stazione centrale di Seoul, non ricorda neppure se un tempo avesse un lavoro, una casa, una famiglia.

Quando trova per terra una pochette rosa contenente dei documenti e un portafogli, non può immaginare che la sua vita sta per cambiare direzione.

Probabilmente la signora Yeom, un’insegnante di storia in pensione, ha perso la sua borsetta quando si è addormentata in attesa del treno.

Quando riceve da un telefono pubblico la chiamata di un uomo con la voce di ‘un orso appena uscito dal letargo’ che la informa di aver ritrovato le sue cose gli è così grata che decide di portare Dokko fino al suo minimarket per offrirgli qualcosa da mangiare, e lo invita a tornare ogni volta che avrà fame.

Giorno dopo giorno la signora si rende conto che sotto la barba sporca e i vestiti logori del senzatetto è nascosta una persona affidabile e piena di risorse, perciò gli propone di lavorare nel suo negozio durante il turno di notte: è l’inizio di un nuovo percorso non soltanto per lui, ma per molti abitanti del quartiere che avrà occasione di incontrare.

La decisione più coraggiosa che possiamo prendere è quella di essere aperti agli altri, di dar loro fiducia.

Vera Gheno,  Grammamanti,  Einaudi

Lo scaffale di aprile 2024Chi può definirsi grammamante? Chi ama la lingua in modo non violento, la studia e cosí comprende di doverla lasciare libera di mutare a seconda delle evoluzioni della società, cioè degli usi che le persone ne fanno ogni giorno parlando.

Essere grammarnazi significa difendere la lingua chiudendosi dentro a una fortezza di certezze tanto monolitiche quanto quasi sempre esili; chi decide di abbracciare la filosofia grammamante, invece, non ha paura di abbandonare il linguapiattismo, ossia la convinzione che le parole che usiamo siano sacre, immobili e immutabili.

Perché per fortuna, malgrado la volontà violenta di chi le vorrebbe sempre uguali a loro stesse, le parole cambiano: alcune si modificano, altre muoiono, ma altre ancora, nel contempo, nascono.

E tutto questo dipende da noi parlanti: non c’è nessuna Accademia che possa davvero prescrivere gli usi che possiamo farne; siamo noi a deciderlo e permettere il cambiamento.

È tempo di smettere di essere grammarnazi e tornare ad amare la nostra lingua, apprezzandola per quello che davvero è: uno strumento potentissimo per conoscere se stessi e costruire la società migliore che vorremmo.

Neil Packer,  La parabola del panificio indipendente, Camelozampa

Una storia dedicata a tutti quelli che, con il loro lavoro, resistono all’omologazione.

Con la semplicità fiabesca di una storia che ha il sapore di una “parabola”, e con le straordinarie illustrazioni ricche di minuziosi dettagli, racconta quello che sta succedendo alle nostre città, e la fatica di chi ogni giorno resiste alla continua spinta verso la standardizzazione.

In una città dove, un tempo, c’erano tante panetterie indipendenti, ognuna delle quali produceva ogni giorno del pane squisito anche se diverso, una grande fabbrica ha rilevato tutte le panetterie indipendenti, con la produzione di un pane molliccio, insapore e sempre uguale.

Finchè un giorno una coppia di vecchi panettieri decide di prepararsi del pane a casa: l’irresistibile profumo che si diffonde per le strade della città risveglia negli abitanti il ricordo e il desiderio di quel pane delizioso, facendo rinascere la voglia di mangiarlo…

Federica Falzone,  Qualsiasi cosa accada, tu scrivi,  CN (Oligo Edizioni)

Lo scaffale di aprile 2024Questo libro non è il racconto della malattia ma uno scrigno di osservazioni sulla cura:  il diario appassionato e pieno di speranza di una psicologa clinica, che si trova dall’“altra parte”, a vivere su di sé l’esperienza della malattia.

La gentilezza, lo sguardo alla storia di ciascuno è fondamentale; quando tutto inverte la rotta, qualcosa di essenziale rimane ed è necessario custodirlo.

La scoperta della sclerosi multipla non abbatte Federica, che riesce a fare della fragilità il punto di forza della nuova se stessa.

 

 

Giorgio Podestà,  Come echi sull’acqua. Note a margine di un lettore appassionato,  Graphe.it Edizioni

A che cosa serve la letteratura? Essa dice il vero, parla alle nostre vite reali?

Cosa mai ci conduce verso un determinato autore o un certo libro se non un segreto riconoscersi?

L’ampia e articolata analisi dell’autore sul tema giunge a una conclusione non così scontata: sotto la maschera della finzione letteraria troviamo l’individuo – particolare e universale – che ci connette con un significato veramente umano.

Quest’ultimo ha sovente un gusto amaro: mai c’è stato mezzo più sincero della letteratura per puntare una luce sopra il male di vivere della nostra specie.

Le esistenze di carta, o fra la carta vissute e tramandate ai posteri, emettono un’eco, un suono così vicino a quello che produce il nostro cuore da permetterci di ritrovare in esse noi stessi, e le risposte a molte nostre domande.

Un viaggio sentimentale al cuore della letteratura.

Domenico Starnone,  Il vecchio al mare,  Einaudi

Gli ultimi sessant’anni di Nicola sono stati una corsa: ha amato, ha promesso molto e dato molto meno, inseguendo un’idea tutta sua di felicità svagata. Ora ha ottantadue anni, e da tredici giorni ha preso in affitto una casa al mare tra le dune. Ogni mattina va a sedersi in spiaggia, in camiciola e calzoncini, quaderno e matita in mano, e osserva una ragazza pagaiare con eleganza tra le onde.

A Nico fa venire in mente sua madre, anche se non le somiglia, come del resto nessuna delle donne della sua vita. Una madre morta troppo presto, reinventata dalla memoria e dalla fantasia, una madre che si faceva bella come un’attrice anche solo per uscire a fare la spesa, che cuciva abiti per le sue clienti, ma soprattutto per sé, quasi una disobbedienza contro la gelosia furibonda del marito.

Per questo gli abiti femminili per Nicola sono tuttora una festa, il segno di una passione ancora viva per le donne.

In una cittadina ventosa in cui sembra non accadere nulla, Nicola prova a districare le matasse di un variegato catalogo umano fatto di dispetti e pettegolezzi.

E allora forse comprarsi un kayak, alla sua età, e andare a caccia di piovre giganti insieme a un bambino diventa il modo per imbastire la trama di un’infanzia ancora tutta da scrivere.

 Un libro sulla perdita del proprio mondo, sulla vecchiaia, sull’amore per le donne, sul prodigio e lo smacco della scrittura.

Roberto Emanuelli,  Ora amati,  Feltrinelli

 Clara vive a Roma, dove gestisce una libreria. Ama tutto del suo lavoro, crede nel potere dei libri, che non solo ci consentono di scoprire mondi sconosciuti e vivere vite che non sono la nostra, ma possono anche curare.

La sua vita è una continua altalena da quando, tre anni fa, ha conosciuto Alessandro e ne è diventata l’amante. Ha accettato una relazione costellata di distacchi improvvisi e mezze verità.

E’ diventata insicura, perché non si sente mai davvero scelta, a volte stenta addirittura a riconoscersi. Solo la presenza degli amici di sempre riesce a darle un po’ di conforto nei periodi più bui.

Anna invece vive a Milano e studia Economia alla Bocconi, per assecondare un desiderio dei genitori più che il proprio. Davanti a sé ha un futuro già scritto: tornerà in Calabria e prendere le redini dell’attività di famiglia. Ma non è questo che Anna vuole e infatti ha la sensazione di vivere una vita che non le appartiene.

Quando incontra Francesco, tutto sembra cambiare. La felicità, comincia a pensare, può esistere anche per lei. Francesco, però, si concede per poi ritrarsi, un giorno è presente, quello dopo scompare, lasciando Anna in balia di interrogativi senza risposta e di uno sconforto da cui è difficile riemergere.

Anna e Clara: due donne che cercano l’amore per trovare, anche, sé stesse. Due donne che in nome dell’amore corrono invece il rischio di perdere sé stesse.

Cosa serve per dire basta, per non esistere solo in funzione di qualcun altro, per tornare, veramente, ad amarsi? Anna e Clara sono due storie individuali e al contempo universali.

La persona da scegliere, in realtà, siamo proprio noi stessi. Attraverso gli occhi di Clara e Anna l’autore narra una storia di sofferenza e rinascita, racconta di una relazione che diventa psicologicamente e fisicamente logorante e di un percorso, tortuoso ma irrinunciabile, per riprendersi la propria vita, per tornare a rispettarsi, ad amarsi. A rinascere. E a essere felici.

Marco Ghizzoni,  Le bionde del Benaco,  Laurana Editore

Lo scaffale di aprile 2024A Gardone Riviera un aprile freddo e piovoso tiene lontani i turisti, mettendo i bastoni tra le ruote ad albergatori e campeggiatori. Uno su tutti, il tedesco Jurgen Mann, proprietario del campeggio La spiaggia incantata che, tra un’imprecazione e l’altra, si abbandona alla contemplazione dello splendido paesaggio davanti a una birra ghiacciata.

Quando, all’improvviso, nota qualcosa di strano nell’acqua: si tratta del corpo esanime di un uomo.

Intanto, il commissario Umberto De Tullio si è appena alzato e non immagina cosa lo aspetta. Con ancora addosso il peso dell’ennesima notte di alcol e solitudine, quando arriva al commissariato di Desenzano del Garda, prima gli affibbiano la nuova tirocinante, Sabrina Toniolo, una bellissima veneta in grado di farlo sentire ancora più brutto e inadeguato di quello che è, e poi lo informano del corpo ritrovato a La spiaggia incantata.

Ma il peggio deve ancora venire. Gli unici due testimoni, il campeggiatore sopracitato e un pescatore fuori di testa, sono del tutto inaffidabili. Come venirne a capo? De Tullio riuscirà a risolvere il caso grazie a un aiuto inaspettato.

Paolo Pagani,  In cammino con Walter Benjamin,  Neri Pozza

Un viaggio, in parte biografia e in parte reportage, in parte narrazione romanzesca e in parte memoir, sulle tracce di Walter Benjamin, filosofo inafferrabile, randagio per vocazione prima ancora che per necessità, intellettuale raffinatissimo e poliedrico.
Incamminarsi con lui attraverso le sue esperienze, i suoi nomadismi, il suo pensiero spesso impervio e anticipatore significa non soltanto seguire il dipanarsi di un’esistenza, ma anche compiere un itinerario incandescente dentro a una stagione di ferro e fuoco, dagli inizi del Secolo Breve sino allo scoppio della Seconda guerra mondiale.
Significa incontrare Benjamin, dunque, ma anche le idee della sua epoca, i formidabili ingegni del suo tempo: da Ernst Bloch a Theodor Adorno, da Max Horkheimer a Bertolt Brecht, da Hannah Arendt a Joseph Roth e moltissimi altri.
Un racconto che non poteva che cominciare dalla fine, dalla stanza numero 4 dell’hotel di Port-Bou, al confine tra Francia e Spagna, dove intorno alle dieci di sera del 26 settembre 1940, sopraffatto dalla tragedia della Storia e dalle assurdità degli uomini, il dottor Walter Benjamin ingoia una dose letale di pillole di morfina e muore.

Maria Sole Tognazzi,  Ancora,  Mondadori

Lo scaffale di aprile 2024Il fischio del treno segna per Lea l’inizio di una nuova giornata. Mentre fuma una sigaretta sul balcone di casa, non ha idea se quel treno stia lasciando o raggiungendo la stazione, e forse non le interessa nemmeno. Si gode il fascino silenzioso del mattino, prima di rientrare in casa e dare inizio al solito copione quotidiano: Lea ha un amante e un marito, li ama entrambi.

L’agenda di Pierre è gonfia di biglietti, cartoline e fotografie. Quando distoglie lo sguardo dal finestrino del vagone del treno che lo sta conducendo verso la frontiera, la sfoglia. La foto di una ragazza cattura la sua attenzione e lo riporta in un tempo che non c’è più.

Rita è arrivata alla stazione di notte ed è rimasta lì a lungo, in attesa di qualcuno che non è mai venuto a portarla via. Ora però è giunta a destinazione, ma dai suoi occhi verdi non traspare nulla, se non un carattere spigoloso e impenetrabile.

Quale filo invisibile lega le esistenze di Lea, Pierre e Rita? Dove si incrociano quasi magicamente le loro vite?

Un intreccio in cui la forza del tempo e dell’amore si intreccia con la memoria e si insinua nelle storie dei personaggi.

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Translate »