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In un libro, Capanna, parla della prepotenza

In un libro, Capanna, parla della prepotenza

Torna a far sentire la sua voce Mario Capanna e lo fa con questo libro, “Il fiume della prepotenza. Critica della ragione moderna” (Betelgeuse Editore), che è una approfondita indagine, attraverso la nostra storia, sulle radici storiche e filosofiche della prepotenza umana.

Mancava, in letteratura, un libro che andasse alla ricerca delle origini della prepotenza: politica, economica, finanziaria e tecnologica che, giunta all’acme nel secolo scorso, mostra oggi tutta la sua pericolosità a livello più alto e globale.
“Ho voluto raccontare una storia mai narrata prima” racconta Capanna “Prepotenza è un termine desueto, si parla tanto di violenza, ma nessuno aveva mai preso in esame questa categoria del comportamento umano. Partendo dai greci, su su fino ai nostri giorni, ho voluto rileggere la storia alla luce di quella che sembra essere un’insidia costante delle azioni umane. Se vogliamo entrare nel terzo millennio con qualche speranza di sopravvivenza, dobbiamo riflettere criticamente sulla nostra storia”.
L’autore rivela, in questo che è un vero e proprio saggio filosofico, tutta la sua capacità di lucida analisi dei fatti storici che hanno segnato la storia Occidentale, senza peraltro trascurare gli esempi più significativi delle altre culture, per giungere a proporre una nuova visione del mondo basata sulla condivisione di un comune progetto di convivenza ed equilibrio tra i popoli.
Grazie alla collaborazione con Paolo Dal Bon, il regista Sergio Danzi e l’attrice Ileana Spalla, Capanna si è cimentato nella drammaturgia, traendo dal libro una rappresentazione teatrale. La formula è quella del teatro-canzone, genere di cui Giorgio Gaber fu maestro, con musiche dal vivo di Daniele Ferretti e disegni di Gino Vercelli.

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