Libri

Lo scaffale di dicembre 2024

30/11/2024
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Lo scaffale di dicembre 2024 è giunto al suo ultimo appuntamento dell’anno.

Tanti nuovi libri in uscita pronti a trasformarsi in strenne natalizie per i nostri lettori.

Insieme ai nostri più cari auguri di Buon Natale e di un Felice Anno Nuovo un pensiero di Alda Merini, che abbiamo fatto nostro:

“A tutti auguro un Natale con pochi regali ma con tutti gli ideali realizzati.”

Michel Pastoureau,  Rosa –  Storia di un colore,  Ponte alle Grazie

Lo scaffale di dicembre 2024Per gli appassionati e le appassionate del colore rosa.

Benché presente nel mondo naturale, dai vegetali ai minerali e agli animali, il rosa è stato prodotto dagli esseri umani in epoca relativamente tarda.

In Europa prima del XIV secolo lo si incontra raramente, sia nella cultura materiale sia nell’arte, mentre appare con una certa frequenza nell’abbigliamento alla fine del Medioevo grazie una tintura importata inizialmente dalle Indie e poi dal Nuovo Mondo, il legno di brasile.

La moda del rosa raggiunge il suo apice attorno alla metà del XVIII secolo, quando questo colore viene associato al romanticismo e alla femminilità e diviene simbolo di dolcezza, piacere e felicità.

Nello stesso periodo, i floricultori riescono a produrre delle rose rosa, e con un successo tale che il nome del fiore finisce per designare il colore che fino a quel momento era stato confinato nella gamma dei gialli o dei rossi.

Oggi il rosa è meno presente nella vita quotidiana rispetto all’epoca romantica, e si caratterizza per una certa ambivalenza: se secondo alcuni è di cattivo gusto, secondo altri è un colore emblematico della modernità, e lo troviamo nella pop art o nella cosiddetta pink culture, ma anche in due fenomeni di grande successo: il rosa Barbie e la Pantera rosa.

Stephen Buetow – Domenico Bove – Rocco Mario Bove,  La cura della solitudine,  Armando

Questo libro innovativo fornisce una nuova analisi concettuale della solitudine, una condizione associata a gravi conseguenze per la salute, tra cui l’aumento della morbilità e la morte precoce.

Sostenendo che la connessione sociale non è l’unica risposta, esplora i percorsi per trasformare la solitudine in una sana capacità di star soli.

La prima parte del libro attinge alle discipline umanistiche e artistiche, tra cui la psicologia, la filosofia e la letteratura, per analizzare il problema comune e potenzialmente grave della solitudine.

La seconda parte del libro analizza come l’assistenza sanitaria centrata sulla persona possa aiutare le persone a trasformare la solitudine in una condizione sana.

Questo libro stimolante offre un nuovo modo di pensare, ricercare e praticare con le persone sole.

Claire Keegan,  Quando ormai era tardi,  Einaudi

Lo scaffale di dicembre 2024Un giorno, tornando dal lavoro, Cathal trova la casa vuota.  Eppure era tutto pronto per il matrimonio, che cosa è andato storto? Soprattutto, di chi è la colpa?

Una scrittrice prende possesso della residenza dove trascorrerà un breve ritiro, la stessa in cui Heinrich Böll ha lavorato ai suoi diari.

Sembra lo scenario perfetto, almeno fino a quando la presunzione di un uomo non getterà un’ombra su quei giorni.

Una «donna felicemente sposata» cerca un’avventura, vuole provare il sesso con un altro. Ritroverà il brivido dell’eccitazione, ma a quale prezzo?

Con una maestria che ricorda i grandi della forma breve – da Anton Cechov a Alice Munro – Claire Keegan intesse tre storie nelle quali la violenza è sempre appena fuori dall’inquadratura, eppure finisce per soffocare ogni cosa, tranne la purezza della scrittura.

Gianrico Carofiglio,  Elogio dell’ignoranza e dell’errore,  Einaudi

Fin da bambini ci raccontano che se sbagli prendi un brutto voto; se sbagli non vieni promosso e non fai carriera, in certi casi addirittura perdi il lavoro; se sbagli perdi la stima degli altri e anche la tua.

Sbagliare è violare le regole, sbagliare è fallire.

Per l’ignoranza, se possibile, i contorni sono ancora piú netti: l’ignoranza relega alla marginalità.

E quando si passa dalla definizione della condizione (ignoranza) all’espressione che indica il soggetto in quella condizione (ignorante), il lessico acquista il connotato dell’offesa.

In realtà, l’errore è una parte inevitabile dei processi di apprendimento e di crescita, e ammetterlo è un passaggio fondamentale per lo sviluppo di menti aperte e personalità equilibrate.

Cosí come osservare con simpatia la nostra sconfinata, enciclopedica ignoranza è spesso la premessa per non smettere di stupirsi e di gioire per le meraviglie della scienza, dell’arte, della natura.

L’autore racconta la gioia dell’ignoranza consapevole e le fenomenali opportunità che nascono dal riconoscere i nostri errori. Imparando, quando è possibile, a trarne profitto.

Jenny Erpenbeck,  Kairos,  Sellerio

Lo scaffale di dicembre 2024Berlino Est, 1986. In un giorno di luglio un uomo e una donna si guardano su un autobus.

Lei è una studentessa, lui uno scrittore cinquantenne, sposato e con un figlio adolescente. La loro è un’attrazione intensa e improvvisa, alimentata da passioni comuni e accresciuta dalla segretezza che sono tenuti a mantenere.

Per i due si apre un periodo di speranza ma anche di incertezza, di ansia e smarrimento, che ciascuno vivrà in modo diverso a causa della differenza di età e di esperienza, di coraggio e temperamento.

Lui è stato bambino durante gli ultimi anni del nazismo, lei ha conosciuto solo il socialismo della più ricca e avanzata tra le nazioni del blocco sovietico. Ma persino nel mezzo della frenesia erotica, nella tempesta di una travolgente felicità, si possono formare vortici che spalancano la crudeltà e l’esercizio del potere.

Berlino diventa un palcoscenico dei sentimenti; in bar, ristoranti, appartamenti, piazze e strade il loro amore si accende e si trasfigura.

E attorno ai due amanti il mondo cambia con un passo inaspettato: la Germania dell’Est comincia a disgregarsi, le vecchie certezze e le vecchie lealtà si frantumano, la giovinezza cede il passo alla maturità che si trasforma in vecchiaia.

Una storia d’amore fatta di manipolazioni e tossicità, ma anche una cronaca ricca di spigoli e sfumature di un cruciale momento di passaggio, in cui una società repressiva ma anche protettiva diviene una società libera e aggressivamente competitiva.

Isabella Pedicini,  Maledette feste,  Fazi Editore

L’autrice affronta un grande tabù cercando di recuperare il significato originario del Natale, e delle feste tutte, attraverso una commedia irriverente e scanzonata sui riti e le tappe obbligate che si ripetono sempre uguali ogni anno mettendo sotto assedio ogni famiglia.

Un libro per le Feste e contro le Feste per uscire indenni dal vortice natalizio e da un momento che a volte saremmo tentati di dimenticare.

Agata ha quarant’anni e vive a Napoli da quando, diciottenne, ha lasciato il suo paesino dell’Irpinia per frequentare l’università.

Ogni mattina, per accompagnare i bambini a scuola, passa davanti alla cartoleria di zona che, nello spazio delle due vetrine su strada, scandisce il passare del tempo e l’avvicendarsi delle stagioni, dal periodo della cancelleria per l’inizio della scuola al momento dei gonfiabili per le vacanze al mare.

Quando arrivano le prime decorazioni natalizie, Agata programma di raggiungere la sua famiglia nel borgo natio.

A casa dei genitori, fervono i preparativi per una cena della Vigilia in grande stile per la quale è stato convocato l’intero parentado.

Avviene però un imprevisto e toccherà ad Agata, che detesta le feste comandate quanto cucinare, occuparsi di tutto a un passo dal ricevimento, orchestrando pietanze, parenti e stoviglie e provando, tra una ricetta preparata a regola d’arte e le bizze di un anziano zio di quarto grado, a gestire inconvenienti e commensali.

Sigrid Nunez,  Attraverso la vita,  Garzanti

Lo scaffale di dicembre 2024Una donna racconta diversi incontri che si snodano nella quotidianità della sua vita: un ex in cui si imbatte per caso durante un evento pubblico, un host di Airbnb incerto su come interagire con i propri ospiti, uno sconosciuto che cerca aiuto per confortare l’anziana madre, un’amica di gioventù ricoverata in ospedale con un cancro terminale.

In ognuna di queste persone riconosce un bisogno comune: l’urgenza di parlare di sé e di trovare qualcuno cui raccontare la propria esistenza. La narratrice orchestra questo coro di voci come un interlocutore passivo, finché non riceve una richiesta inusuale, che la trascinerà in un’esperienza intensa e di profondo cambiamento.

L’autrice combina intelligenza, umorismo e intuito nel descrivere i rapporti umani e la natura mutevole delle relazioni nei nostri tempi.

Una storia sorprendente sull’empatia e sui modi insoliti in cui due persone possono offrirsi conforto nell’affrontare le difficoltà.

Un ritratto commovente e provocatorio del modo in cui viviamo al giorno d’oggi.

Il romanzo ha ispirato La stanza accanto, film di Pedro Almodóvar premiato con il Leone d’oro al miglior film.

Valerio Bispuri,  Raccontare con gli occhi,  Ponte alle Grazie

Raccontare una storia attraverso la fotografia è un’arte che va ben al di là delle competenze tecniche. 

È la differenza che corre tra una bella cartolina e un reportage capace di risvegliare emozioni potentissime, di indignare, entusiasmare, commuovere, di istruire e condividere, di raccontare, appunto, senza parole e solo con la forza delle immagini.

La costruzione di una narrazione per immagini è affrontata in ogni sua sfaccettatura, partendo da quel sottile equilibrio che ogni fotografia deve trovare tra descrizione puntuale della realtà e dimensione emotiva fino alla scelta dell’insieme di scatti che, dialogando e completandosi, siano in grado di restituire con la massima efficacia ciò che si voleva comunicare.

Ricco di aneddoti e di esempi estratti dalle esperienze personali e dalla storia della fotografia, è un libro che ha moltissimo da insegnare tanto ai neofiti quanto agli esperti, quanto a chi alla fotografia non ha mai prestato particolare attenzione.

Mieko Kanai,  Una lieve vertigine,  Neri Pozza

Lo scaffale di dicembre 2024Natsumi è una casalinga come tante. Un marito, due figli, un appartamento moderno a Tokyo, scelto per la bella esposizione a sud e a est, in un palazzo vicino al parco e con piscinetta per bambini.

La sua vita è un rincorrersi di lavatrici, conversazioni con le amiche, discussioni con i vicini, visite al supermercato o ai genitori, incombenze familiari o scolastiche.

Natsumi non ha una preoccupazione al mondo, eppure dentro, sotto la facciata composta e ordinata, il suo io freme e ribolle.

Nel suo palazzo borghese, nella sua vita borghese dove niente succede mai e succede tutto, ecco allora che subentrano minuzie, ansie più o meno futili.

Riflessioni sui turni dei lavori domestici, una straordinaria capacità mnemonica da casalinga per la collocazione delle merci sugli scaffali, la seduzione della società dei consumi che crea interminabili desideri: tutto questo fluisce nel monologo interiore della protagonista, riempie un vuoto che si sospetta esistenziale.

Con una lingua mimetica, limpida e iridescente,  l’autrice porta alla luce la tranquillità e la crudeltà che coesistono fianco a fianco in ogni vita ordinaria.

Una lieve vertigine è la voce che parla ininterrottamente nella nostra testa ma è anche studio sul matrimonio, sulla genitorialità, sull’essere donne, sulla lotta fra l’immagine che proiettiamo e ciò che, nel foro interiore, pensiamo di noi stessi.

Gianni Farinetti,  L’amore sprecato,  Marsilio 

Un’altra estate idilliaca alle Vignole, la casa nell’Alta Langa piemontese di Sebastiano Guarienti.

Un’estate piena di fervore, perché lo sceneggiatore, in combutta col suo più caro amico, ha messo su una scuola di cinema alla quale partecipa un gruppo di ragazzi che vivono nella cascina trasformata alla bisogna in laboratorio e campus.

La vicenda prende avvio dall’arrivo di un giovane giornalista che da subito cade vittima dello charme sofisticato ed elusivo di Guarienti&Company.

Si mangia pane e cinema allestendo il set dove i ragazzi stanno girando un cortometraggio al quale si prestano come interpreti due professionisti, il giovane e promettente Marco Trabia e Livia Rosso, celebre attrice di grande fascino.

Il soggetto del film è tra i più ambiziosi: Anna Karenina in versione contemporanea, ma tra amene merende e picnic notturni la vicenda vira in tragedia ribaltando l’atmosfera gioiosa dell’estate.

Il maresciallo dei carabinieri Beppe Buonanno, coinvolto in prima persona, si ritrova a dover sciogliere un sanguinoso mistero che, com’è evidente, è avvenuto sotto gli occhi di tutti. Forse è troppo doloroso accettare la realtà, o il filo che la unisce alla finzione è così sorprendentemente labile?

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.