Lo scaffale di febbraio 2024

Lo scaffale di febbraio 2024

Tante novità per Lo scaffale di febbraio 2024, nel mese della bizzarria carnevalesca, dell’amore celebrato, del freddo che lentamente si allontana.

Ogni anno, mentre scopro che Febbraio
È sensitivo e, per pudore, torbido,
Con minuto fiorire, gialla irrompe
La mimosa.
(Giuseppe Ungaretti)

Federica Manzon,  Alma,  Feltrinelli

Lo scaffale di febbraio 2024Tre giorni dura il ritorno a Trieste di Alma, che dalla città è fuggita per rifarsi una vita lontano, e ora è tornata per raccogliere l’imprevista eredità di suo padre.

Un uomo senza radici che odiava il culto del passato e i suoi lasciti, un padre pieno di fascino ma sfuggente, che andava e veniva al di là del confine, senza che si potesse sapere che lavoro facesse là nell’isola, all’ombra del maresciallo Tito “occhi di vipera”.

A Trieste Alma ritrova una mappa dimenticata della sua vita: ritrova la bella casa nel viale dei platani, dove ha trascorso l’infanzia grazie ai nonni materni, custodi della tradizione mitteleuropea,  distante anni luce dal disordine chiassoso di casa sua.

Ritrova la casa sul Carso, dove si sono trasferiti all’improvviso e dove è arrivato Vili, figlio di due intellettuali di Belgrado amici di suo padre, Vili che da un giorno all’altro è entrato nella sua vita cancellando definitivamente l’Austria-Ungheria.

Adesso è proprio dalle mani di Vili, che è stato “un fratello, un amico, un antagonista”, che Alma deve ricevere l’eredità del padre, ma Vili è l’ultima persona che vorrebbe rivedere.

I tre giorni culminanti con la Pasqua ortodossa diventano così lo spartiacque tra ciò che è stato e non potrà più tornare – l’infanzia, la libertà, la Jugoslavia del padre, l’aria seducente respirata all’ombra del confine – e quello che sarà.

Susanna Trossero,  Il male d’amore,  Graphe.it  edizioni

Lo scaffale di febbraio 2024A nessuno è estraneo ciò che chiamiamo mal d’amore: se si ha la fortuna di non averlo mai provato, di certo si conosce qualcuno che ha parlato del proprio.

È parte della vita, potenziale rovescio di ogni medaglia sentimentale, quale che sia la forma e la maturità della relazione che lo ha prodotto.

Questo volume è un buon antidoto: sul tema dell’amor perduto si trovano in queste pagine testimonianze reali, pareri di esperti, citazioni letterarie, aforismi, ma anche suggestioni da canzoni, poesie, immagini: l’autrice attinge a tutto ciò che può aiutare a comprendere e affrontare la sofferenza amorosa e riflettere sul perché capiti così di rado che i componenti di una coppia siano contemporaneamente pronti ad affrontare il futuro separati.

Silvia Girometti,  Giacomo Leopardi e la cultura inglese,  CN/OLIGO

https://www.unilibro.it/libro/girometti-silvia/giacomo-leopardi-e-la-cultura-inglese/9791281152205La ricerca ha lo scopo di evidenziare il contrasto fra l’isolamento recanatese e la spaziatura degli interessi di Leopardi verso il mondo intero, a dispetto delle difficoltà che un intellettuale italiano di provincia nell’Ottocento doveva affrontare per tenersi aggiornato.

In particolare, l’attenzione si concentra sull’effetto più o meno consapevole della cultura inglese sulla meditazione leopardiana, in cui il confronto con il pensiero di filosofi, estetologi o letterati anglosassoni restituisce un’accezione nuova e una trattazione originale.

Offrendo stimoli per un aggiornamento sull’influenza di Leopardi alla produzione letteraria inglese successiva, lo studio si concentra sulla risposta del poeta recanatese agli autori inglesi precedenti o a lui contemporanei, in una sorta d’intervista ideale.

Aurelian Silvestru,  Attore anonimo,  Graphe.it Edizioni 

Dopo molti anni, due amici si ritrovano in una trattoria del centro di Chișinău, capitale della Repubblica Moldova, a ricordare il loro passato e la scomparsa, prematura e tragica, di Florin Montana, pittore di grande talento e loro carissimo amico.

Improvvisamente dal racconto del vissuto riemergono amori, sogni, invidie e misteri irrisolti, che li obbligano a vivere un’avventura giocata tra diverse capitali europee e in vari ambiti umani e artistici.

I due allestiscono una pièce in bilico tra finzione e realtà: paradossalmente, il filo conduttore di questa insolita esperienza sarà l’imperatore Nerone, uomo di potere, artista e, soprattutto, anima complessa, travagliata da conflitti e infiammata da feroci ambizioni.

 Alcuni capitoli sono ambientati nell’antica Roma, poiché Tudor intende raccontare di un inedito Nerone in un testo a lui dedicato.

Tuttavia, come spesso accade agli amanti della scrittura, il personaggio finisce per guidare la mano dell’autore e lo stesso Nerone diviene parte tangibile della storia, materializzandosi.

L’incontro con san Pietro completa il quadro dello stile visionario e interessante di Aurelian Silvestru, ma ciò che accadrà nei capitoli finali di Attore anonimo metterà ordine, non senza momenti travagliati tra i tanti nomi e i fatti, mai utilizzati senza uno scopo preciso e ben congegnato. 

Piero Angela,  La meraviglia del tutto. Conversazione con Massimo Polidoro,  Mondadori

Lo scaffale di febbraio 2024Da tempo Piero Angela lavorava a queste pagine, frutto di un confronto – durato decenni – con il suo storico collaboratore Massimo Polidoro.

Una conversazione, è il caso di dirlo, sui massimi sistemi: l’universo, la natura, l’uomo. Si parla di scienza insomma, che lo appassionava e che era tanto bravo a divulgare.

Pensare come uno scienziato è  la chiave di lettura e di comprensione del presente che viene loro offerta da questo libro.

Ogni cosa della vita, ogni argomento può, anzi deve essere affrontato con la razionalità tipica del metodo scientifico. Ma allo stesso tempo non bisogna mai perdere la curiosità, l’umiltà e il senso di meraviglia. Solo così si capisce, e si cresce.

Il libro è una lezione di vita che accompagna il lettore in un viaggio alle origini dell’uomo, questo “pezzetto di universo che ha acquisito la capacità di voltarsi indietro e di ricostruire la propria storia straordinaria”. Ogni capitolo apre una porta che dà su porte successive, e la grande capacità narrativa di Angela cattura la curiosità del lettore e lo trascina nell’affascinante avventura della conoscenza.

Gianrico Carofiglio,  L’orizzonte della notte,  Einaudi

Una donna ha ucciso a colpi di pistola l’ex compagno della sorella. Legittima difesa o omicidio premeditato?

La Corte è riunita in Camera di Consiglio. In attesa della sentenza l’avvocato Guerrieri ripercorre le dolorose vicende personali che lo hanno investito nell’ultimo anno.

E si interroga sul tempo trascorso, sul senso della sua professione, sull’idea stessa di giustizia.

Il ritorno di Guido Guerrieri in un romanzo poderoso e commovente.

Un’avventura processuale enigmatica, dal ritmo impareggiabile, che si intreccia a un’affilata meditazione sulla perdita e sul rimpianto, sulle inattese sincronie della vita e sulla ricerca della felicità.

Mattia Ferrari,  Cosa guardo? Un emozionario del cinema,  Magazzini Salani

Divano. Coperta. Magari una ciotola di popcorn. Finalmente un po’ di tempo da dedicare a un bel film o a una nuova serie tv. Sembra tutto perfetto, ma immancabilmente si ripresenta l’eterno dilemma: che cosa guardare?

L’offerta è infinita e la scelta quasi paralizzante. Molto dipende anche dall’umore del momento. Siete in vena di commedie oppure alla ricerca di azione e adrenalina?

L’autore propone la sua selezione di titoli imperdibili, organizzati in base al mood che evocano negli spettatori. Per ogni stato d’animo, infatti, c’è un film o una serie che fa al caso vostro.

Vi sentite malinconici e avete voglia di una storia-coccola con cui passare la serata? Siete alla ricerca di una serie che sappia trascinarvi nel binge watching?

Affidatevi ai suoi consigli esperti per destreggiarvi tra nuove uscite e grandi cult da rivedere o da scoprire. Il libro perfetto per chi vuole avvicinarsi al cinema, ma anche per gli intenditori.

Tante curiosità, aneddoti e dietro le quinte (senza spoiler!) sugli attori e le pellicole più amate.

Alessandro Robecchi,  Pesci piccoli,  Sellerio

Lo scaffale di febbraio 2024Una Milano sempre più nera, sempre più feroce e la banda di Carlo Monterossi in una nuova indagine dai risvolti inattesi che rovista, non senza ironia e severa critica, nelle maglie sporche della nostra società.

Capita a Carlo Monterossi di trovarsi impelagato in faccende diverse, per via della sua doppia vita. Da un lato ha fatto i soldi come autore televisivo con un programma senza pudore e dalla lacrima facile, Crazy Love. Dall’altro, quasi per emendarsi, si adopera per risolvere casi umano-criminali, insieme agli amici detective della Sistemi Integrati, Oscar Falcone e Agatina Cirrielli, in una Milano faticosa e ostile.

Flora De Pisis lo manda a Zelo Surrigone, poco lontano dalla metropoli: un crocifisso si è messo a luccicare e un bel santone, don Vincenzo, un ex prete, predica di miracoli e raccoglie donazioni, un’occasione imperdibile per Crazy Love.

Negli stessi giorni, un manager della Italiana Grandi Opere, un impero industriale delle costruzioni nel mondo, chiede aiuto alla Sistemi Integrati: l’azienda ha subìto uno strano furto, soldi, documenti, una pennetta usb.

Il tutto mentre i poliziotti Ghezzi e Carella risolvono mugugnando una manciata di piccoli casi, storie ordinarie di disperazione e malavita di sopravvivenza, una caccia a tanti pesci piccoli, perché «servono un sacco di perdenti per tenere vivo il mito della città vincente».

La vita complicata del detective dilettante Carlo Monterossi in un noir a forte impianto sociale: crudo realismo unito a una solidarietà che si incarna in personaggi teneri e vivissimi.

Come Teresa, la piccola donna delle pulizie che non ha mai pensato di poter cambiare la propria vita. E proprio la sua limpida carica di verità attrae Carlo oltre la semplice simpatia, contribuendo a scompigliargli l’esistenza.

Ken Mogi,  Il piccolo libro dell’ikigai. La via giapponese alla felicità,  Einaudi 

Lo scaffale di febbraio 2024Ken Mogi, neuroscienziato giapponese ricercatore ai Sony Computer Science Laboratories, ci accompagna in un affascinante viaggio nella tradizione del suo paese, alla ricerca di qualcosa di prezioso e semplice, sfuggente e misterioso: la forza che ci fa alzare dal letto la mattina, che ci fa amare ciò che facciamo, che ci fa sentire in armonia con il fluire del tempo.

I giapponesi hanno una parola per tutto questo: ikigai. Ken Mogi è l’uomo che può insegnarcela.

Jirō Ono è universalmente riconosciuto come il piú grande maestro di sushi al mondo: a guidarlo nel raggiungimento della quotidiana perfezione gastronomica è un profondo senso di ikigai.

L’arcipelago di Okinawa è noto in tutto il mondo per un motivo: i suoi abitanti sono i piú longevi della Terra: questi arzilli ultracentenari conducono forse una vita all’insegna dell’ikigai?

Ma cos’è l’ikigai? Per scoprirlo non serve volare in Giappone: tutti hanno un ikigai, ma non sempre ne sono consapevoli.

È quella forza che spinge ad alzarsi la mattina e dà l’entusiasmo per affrontare la giornata, è la soddisfazione che deriva dal compiere i gesti piú naturali e scoprirli preziosi per sé e per gli altri, è la gioia inaspettata che si prova per un raggio di sole dopo tante giornate di pioggia, per un caffè fumante in un mattino d’inverno, per il sorriso sincero di uno sconosciuto in autobus.

Emanuele Aldrovandi,  Il nostro grande niente,  Einaudi

Tra pochi giorni lui avrebbe sposato la ragazza con gli occhi grandi, se non fosse morto in un incidente stradale.

E adesso la vede tornare in quella che era la loro casa, trovare il suo computer sul tavolo e le ciabatte che lei gli aveva regalato in corridoio, dove lui le ha lasciate. La tazza invece è sul bordo del lavandino: lei ci infila il naso dentro e scoppia a piangere. Non vuole mangiare, anche se la madre insiste, ha perso la fame.

Poi però, distrattamente, beve un sorso di caffè, morde un biscotto, e si stupisce di trovarlo buonissimo, come prima che lui morisse, come sempre. Forse è in quel momento che inizia il suo faticoso ritorno alla vita, ed è la voce di lui a raccontarlo.

Giorno dopo giorno, vede scorrere l’esistenza di lei – che cambia città, si sposa, ha figli – catturando le istantanee di un tempo che non gli appartiene; le alterna ai ricordi di un amore che credeva unico. Ma se avesse l’occasione di vivere ancora, come reagirebbe alla certezza che del suo grande amore, nel giro di un attimo, potrebbe non restare niente?

Con leggerezza e disincanto, l’autore si interroga sulla natura delle relazioni, mettendo in scena il desiderio indicibile che il mondo finisca con noi.

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.

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