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Lo scaffale di gennaio 2022

Lo scaffale di gennaio 2022

Filastrocca di Capodanno,
fammi gli auguri per tutto l’anno.
Voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un giorno senza sera,
un mare senza bufera,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso sempre fresco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo dammi niente,
dammi una faccia allegra solamente. 

(Gianni Rodari)

Da Lo scaffale di gennaio 2022 un caloroso augurio di buon anno a tutti i suoi lettori, a quelli che sempre ci seguono e a quelli che hanno deciso di non farlo più, a quelli che amano un libro per sempre e a quelli che finiscono per usarlo sotto la gamba del tavolo, a quelli che fiutano a distanza l’odore della carta stampata e a quelli che non escono mai senza la compagnia di un lettore ebook, insomma a tutti, ma proprio tutti, felice anno nuovo!

Deborah Fantinato,  Nel segno della vespa, Literary romance

Lo scaffale di gennaio 2022Per gli irriducibili dell’amore romantico la storia di Bradley e Bess. Bess Cooper è una giovane e brillante insegnante di Storia all’Università di Firenze, città che ama e di cui è un’esperta conoscitrice. Bradley Lewis è un aitante chirurgo fetale al King’s Hospital di Londra. Due mondi lontani che finiscono per condividere lo stesso tetto… La condivisione “forzata” in un suggestivo cottage nel sud dell’Inghilterra fa scattare la scintilla tra Bess e Bradley, una scintilla estiva che profuma di mare e temporali improvvisi, ma quella che sembra essere una fugace storia d’amore, finisce col rincorrersi tra Firenze e Londra. Un racconto romantico, intriso di arte e storia nel quale l’amore rinascimentale di Simonetta Vespucci, musa di Botticelli, e Giuliano De Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico, finisce per intrecciarsi con la vicenda di Bess e Bradley.

 

 

 

 

 

Marco Peano,  Morsi,  Bompiani

Lo scaffale di gennaio 2022È una storia di crescita, amicizia e amore, ambientata nella provincia piemontese, con un’eco e una retro mania anni ’90 che vede due ragazzini soli, in un paese soffocato dalla neve, dove fra tutti gli adulti sta succedendo qualcosa di indicibile. Sono le vacanze di Natale del 1996, quelle della grande nevicata, e Sonia le trascorre, suo malgrado, a casa della nonna Ada, schiva e severa vecchia che nella zona ha fama di guaritrice (ma forse è altro), in quel di Lanzo Torinese, un paesino di mezza montagna dove ogni cosa sembra ferma a cinquant’anni fa. La scuola ha chiuso prima del previsto per via di quello chiamato da tutti «l’incidente», un episodio spaventoso che ha stravolto il paese: la professoressa Cardone, acida insegnante di italiano, si è chiusa nella sua aula e, durante una lezione, di fronte a una classe terrorizzata, ha fatto qualcosa di terribile. Tocca proprio a Sonia, insieme a Teo (un ragazzino educato alla voracità, che conosce ogni aspetto di quel mondo contadino), affrontare l’incubo in cui entrambi sono precipitati.

 

 

 

 

Jokha Alharthi,  Corpi celesti,  Bompiani

Lo scaffale di gennaio 2022Tre sorelle in un villaggio dell’Oman, tre modi di intendere l’amore, tre storie che s’intrecciano in una narrazione animata dal desiderio di confrontarsi con antiche regole e infine sovvertirle. Quattro generazioni di donne nel secolo che passa dalla schiavitù ai social media, dai matrimoni combinati alle convivenze. Nel piccolo paese di ‘Awafi, in Oman, vivono tre sorelle. Mayya, la maggiore, sposa ‘Abdallah, figlio di un ricco mercante di schiavi, dopo aver sofferto patimenti d’amore. Insieme saranno felici, e la loro unica figlia femmina, London, diventerà medico e sarà una donna forte ed emancipata. Asma’, appassionata di letteratura e romantica sognatrice, si sposa per puro senso del dovere. Khawla, la più bella, rifiuta tutti i pretendenti e resta in attesa del suo grande amore, emigrato in Canada. Intrecciando le vicende di ‘Abdallah, il cuore del romanzo, che riflette sulla sua vita mentre si trova in volo verso Francoforte, a quelle delle tre sorelle e dei loro figli, Jokha Alharthi tratteggia un vivido affresco dell’Oman di oggi, con le luci e le ombre che lo contraddistinguono.

 

 

 

 

Anders Hansen,  Muovi il corpo per potenziare il cervello,  Vallardi

Lo scaffale di gennaio 2022La nuova frontiera delle neuroscienze: come l’attività fisica può aumentare la creatività e l’intelligenza Che corpo e mente siano interconnessi è cosa risaputa. Ma solo ora la scienza sta scoprendo come funziona effettivamente il continuo dialogo tra cervello, muscoli e tessuti. Le più recenti ricerche nel campo delle neuroscienze hanno dimostrato che l’esercizio fisico, oltre che sulla salute e sui livelli di umore ed energia, ha effetti straordinari sulle nostre capacità cognitive, più di qualsiasi farmaco, rimedio naturale, integratore alimentare o gioco enigmistico come sudoku o cruciverba.  L’allenamento fisico è la migliore protezione contro la demenza e che la corsa  migliora sia lo stato di salute sia la condizione emotiva. Non solo: è dimostrato che i bambini con una buona forma fisica possono persino migliorare in matematica.  Anders Hansen, medico psichiatra considerato il massimo esperto sullasalute mentale in Svezia, spiega perché l’attività fisica è la migliore protezione contro la demenza,  quali esercizi si possono fare per trattare la depressione, in che modo il movimento aumenta la capacità di concentrazione inetà infantile, particolarmente in chi soffre di disturbi dell’attenzione, come i bambini con una buona forma fisica possono migliorare in matematica e nella comprensione di un testo,  perché lo «sballo del corridore» – le sostanze chimiche naturali rilasciate durante il jogging – migliora la salute e l’umore.

 

 

 

Pia Pera,  L’orto di un perdigiorno,  Ponte alle Grazie

Lo scaffale di gennaio 2022Quando ci siano fuori ad attenderci un orto o un giardino, non si vorrebbe far altro. È la pace. Un senso di pienezza. Quella beatitudine che fa assaporare il vento, le nuvole nel cielo azzurro, il pendio di una collina, uno scroscio di pioggia. Quasi si ha pudore di riconoscersi appagati per così poco. Più facile sfoggiare tutto quello che ci hanno condizionato a desiderare ma non è mai servito a renderci felici. Cedendo a un desiderio che aveva da sempre, quello di vivere in campagna, Pia Pera si trasferisce in un podere. Dove si scopre analfabeta. Nel senso: non sa fare assolutamente niente. Ma non si scoraggia, anzi: intuisce che inizia lì l’avventura che la porterà a una terra sconosciuta, o meglio, alla terra. Occupandosi di alberi da frutta e ortaggi, impara a conoscere il mondo naturale, intreccia nuove amicizie, trova maestri che le trasmettono la loro esperienza. Soprattutto scopre una felicità che non aveva mai assaporato, prova il desiderio di raccontarla.  Smettere di distruggere il nostro pianeta è, dopotutto, possibile. Coltivare il cibo che mangiamo, renderci il più possibile autonomi dal mercato, non sprecare, inquinare un po’ meno è un modo degno di vivere e lasciar vivere.

 

 

 

 

Giulia Baldelli,  L’estate che resta,  Guanda

Lo scaffale di gennaio 2022Giulia e Cristi si incontrano bambine, negli anni Novanta, durante le estati trascorse in un piccolo paese delle Marche. Giulia, determinata e razionale, subisce il fascino di Cristi, cosı` fragile e cosı` selvaggia, e capisce presto di provare per lei qualcosa di piu` sconvolgente e piu` scottante dell’amicizia. Anche Cristi e` attratta da Giulia, pero` i suoi occhi cercano in continuazione Mattia, un bambino che sembra comprendere la sua natura selvatica piu`
profondamente di quanto l’altra riesca a fare. Dopo una serie di estati scandite dai giochi in riva al fiume e da sofferte gelosie, i tre, arrivati alla soglia dell’adolescenza, si separano. Dieci anni piu` tardi, Giulia e Cristi si ritrovano a Bologna e il loro amore mai dimenticato esplode. Ma di nuovo a turbare l’equilibrio ricompare Mattia. Da quel momento le loro vite appassionate si legano per sempre. Cristi, che sa farsi amare da Giulia disperatamente e a sua
volta ama senza regole, rimane il vertice irresistibile del triangolo. In una storia d’amore totalizzante, che non si cura dei generi, sopporta gli abbandoni e alla fine, quando brucia, lascia una cenere speciale da cui non puo` che rinascere amore.

 

 

 

Nicola Brunialti,  Un nome che non è il mio,  Sperling & Kupfer

Lo scaffale di gennaio 2022Vienna, 2020. Marcus ha solo quattordici anni quando viene sospeso per cinque giorni, accusato, insieme a tre suoi amici, di aver imbrattato i muri della scuola con frasi oltraggiose verso una compagna di classe di religione ebraica. Il giovane rischia una pesante denuncia e così sua madre Johanna, disperata, chiede al nonno Rudolf Steiner, ex insegnante, di intervenire, mettendo una buona parola con l’attuale preside. Rudy, ormai ottantaquattrenne, rimasto profondamente scosso dall’azione del nipote, decide di intraprendere con lui un viaggio in Polonia. Sarà l’occasione per raccontargli il suo passato incredibile e doloroso, che nemmeno le sue figlie conoscono, e rivivere la sua storia, quella di uno degli ultimi bambini ebrei salvati da Irena Sendler, la “Schindler” di Varsavia, l’eroina del Ghetto che affidò i nomi veri di migliaia di loro a un barattolo di marmellata nascosto sotto un albero di mele.

 

 

 

 

 

Gerlando Fabio Sorrentino,  Le Ultime Voci,  Porto Seguro

Lo scaffale di gennaio 2022Tutto parte dal 390 d.C., era in cui già si intravede il tramonto dell’impero romano d’occidente. Limperatore Teodosio è costretto a umiliarsi al cospetto del potente vescovo Ambrogio, a seguito della strage di Tessalonica: ormai il potere temporale della Chiesa è sempre più ingerente, nonostante ci siano molte reticenze, anche da parte di aristocratici, ad abbandonare gli antichi culti pagani. Anche sul fronte politico l’Impero appare al capolinea. Eugenio, l’usurpatore, ha già radunato un esercito: lo scontro con Teodosio avverrà sul fiume Frigido. Alla storia si intrecciano poi le vicende di una misteriosa comunità, gli Eurotheis, che ai margini dell’impero lotta per salvare dall’oblio il sapere di un’intera civiltà. Le ultime voci è il racconto dell’irreversibile crisi di un sistema politico e ideologico: la fine di un mondo.

 

 

 

 

 

Toshikazu Kawaguchi,  Il primo caffè della giornata,  Garzanti

Lo scaffale di gennaio 2022Nel cuore del Giappone esiste un luogo che ha dello straordinario. È una piccola caffetteria che serve un caffè dal profumo intenso e avvolgente, capace di evocare emozioni andate, di far rivivere un momento del passato in cui non si è riusciti a dar voce alle emozioni più profonde e sentite o si è arrivati a un passo dal deludere le persone più importanti. Per vivere questa esperienza unica, basta seguire poche e semplici regole: accomodarsi al tavolino che si preferisce e gustare il caffè con calma, un sorso dopo l’altro. L’importante è fare attenzione che non si raffreddi. Per nessuna ragione. Gira voce che cose inimmaginabili accadano a chi lascia anche una sola goccia, gelata, nella tazza. Non è un caso che entrare in questa caffetteria non sia per tutti. Solo chi ha coraggio e sente il bisogno di mettersi in gioco, può farsi avanti e rischiare. Proprio come Yayoi, che, privata dell’affetto dei genitori quando era ancora molto piccola, non sa bene come accogliere e accudire una nuova vita. O Hayashide, la cui carriera sfavillante, costellata di successi, non gli ha dato modo di accorgersi della felicità che ha sempre avuto a portata di mano. O ancora Reiko, che non ha mai saputo chiedere scusa all’amata sorella e ora si sente schiacciata dal senso di colpa, bloccata in un eterno presente dove ogni giorno è identico al successivo. E Reiji, per cui una frase semplice come “ti amo” rappresenta ancora un ostacolo invalicabile. Ciascuno vorrebbe poter cambiare quello che è stato. Riavvolgere il nastro e ricominciare da capo. Ma cancellare il passato non è la scelta migliore. Al contrario, ciò che conta è imparare dai propri errori per guardare al futuro con ottimismo, senza pensare alle occasioni mancate. Perché ci saranno sempre nuove possibilità di inseguire la vita che si desidera.

 

 

 

François Morlupi,  Nel nero degli abissi,  Salani

Lo scaffale di gennaio 2022Il grande parco di Villa Pamphili, a due passi dal Vaticano e da Monteverde, ha due volti molto diversi: di giorno è un giardino che accoglie bambini, anziani e sportivi; di notte si trasforma in un rifugio abusivo per senzatetto, drogati e prostitute. All’alba di una gelida mattina di gennaio, una di loro viene trovata senza vita, brutalmente uccisa con un’arma da taglio. Era italiana, aveva poco più di vent’anni, era una ragazza sola, si vendeva per pagarsi l’università. L’omicidio sconvolge il commissario Ansaldi e i suoi agenti, perchè apre uno squarcio di disperazione nella tranquilla routine del loro quartiere. In più , arriva proprio nel momento peggiore, a due settimane da un importante vertice politico tra i principali capi di Stato europei, con gli occhi del mondo puntati sulla capitale. Che ci sia o no un legame tra i due eventi, per il commissario  è appena iniziata una terribile corsa contro il tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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