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Gallura: nel cielo rosso del tramonto, un gigantesco elefante

Nel cuore della Gallura (Sardegna), in un suggestivo tramonto, fra monti e colline brulli, deserti, all’improvviso, quasi come per magia, si para alla vista un gigantesco elefante, scolpito nei millenni o forse nei milioni di anni dai venti della selvaggia Gallura.
È lì, piazzato  a fianco della strada che unisce Sedini, ricca di grotte, di domus de Janas, di nuraghi e tombe di giganti, a Castelsardo (provincia di Sassari), cittadina pittoresca arroccata sul mare.
Attenzione, non è un monumento o una statua di granito, di marmo o di basalto scolpito dall’uomo, no; è un elefante di scura roccia trachitica che ha la forma di un vero e proprio elefante con tanto di proboscide e testa tipicamente elefantina.
Curioso, strano, meraviglioso, difficile a credersi, ma la natura sa essere artista quanto l’uomo, forse più dell’uomo, e in questo angolo di Sardegna ha voluto (tramite i venti e l’erosione) proprio essere scultore a tutti gli effetti.

Luogo di culto preistorico in Gallura

All’interno “dell’elefante” sono state ricavate, in tempi sicuramente molto remoti, alcune case delle fate (domus de Janas, in sardo) cioè degli ambienti abitabili o almeno in cui si può sostare e bivaccare, infatti esse presentano decorazioni lievi, forse sbiadite dal tempo, e due grandi teste di toro in bassorilievo.
Diversi archeologi suppongono che si trattasse di un luogo di culto preistorico dove si lasciavano offerte varie e si facevano sacrifici, forse animali, ma forse anche umani, alle divinità della terra. La bellezza di questa roccia e del paesaggio circostante comunque sono indiscusse.
Se si sta viaggiando in auto si può fare una sosta per ammirare da vicino questa meravigliosa opera scultorea della natura, all’esterno, di uomini e di donne lontani nel tempo al suo interno. Invece camminando con lo zaino in spalla e le scarpe da trekking l’emozione che si prova e le sensazioni che si vivono sono uniche e davvero intense. Già  da lontano, nell’avvistare la sagoma della roccia, si ha come la vaga impressione di trovarsi d’un tratto in qualche luogo esotico,  in cui gli elefanti vivono nel loro habitat naturale e non è poi raro o difficile che vi si trovino anche ai bordi di una strada asfaltata o sulla strada stessa.

Le specialità di pesce per finire la girnata

Il sole era alto e splendente in un cielo vasto striato da pochi filamenti lunghi e sottili di nuvole bianche, però adesso sta lentamente calando… quanto tempo è passato? Forse delle ore. Incredibile come sia passato così in fretta, sembra che ci si sia fermati appena pochi minuti fa… Ed ecco che si avvicina il tramonto, il cielo inizia a tingersi di rosso verso ponente: un tramonto caldo, d’estate; il vento sibila piano, forse durante la notte aumenterà d’intensità, adesso è lieve ed accresce l’effetto surreale del luogo.
L’elefante di roccia è distaccato eppure domina la campagna, sembra guardare il punto in cui il sole è appena tramontato, ignaro degli uomini e delle loro attività. Il cielo rosso del tramonto durerà a lungo, e gli occhi vi si immergeranno insieme ai pensieri.
Più tardi si potrà cenare a Castelsardo, in un ristorante o in una trattoria tipici della cittadina, e si potranno gustare le sue specialità gastronomiche quali il risotto al nero di seppia, l’aragosta alla castellanese e la zuppa alla catalana.
Francesca Rita Rombolà

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