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Sovana, il borgo del tufo in terra di Maremma

Siamo in prossimità delle Terme di Saturnia, sorvegliati a vista dalla mole del Monte Amiata, nel pianoro che con saliscendi e curve conduce fino al mare di Maremma.
Il benvenuto a Sovana lo dà l’arcigna Rocca Aldobrandesca, che la dice lunga sul passato in parte bellicoso di questo borgo del tufo dal fascino molto particolare. Il nostro giro all’interno della cerchia muraria può iniziare da qui, per snodarsi lungo un corso sul quale si affacciano botteghe artigiane, molte delle quali davvero singolari per la varietà e la tipologia dei manufatti che sembrano provenire direttamente, e senza contaminazione, da epoche lontane. Ma il fascino di questa piccola comunità, abitata da pochissime persone, sta nella sua storia che risale al tempo degli etruschi. E forse anche prima.
Qui siamo in un territorio dove continuamente vengono ancora alla luce dei reperti di grande bellezza, come tombe, interi corredi funerari, statuette e monili di fattura ineguagliabile.

Noi non vogliamo consigliare un vero e proprio tour; piuttosto suggeriamo di vagabondare nel borgo tranquillamente, avendo però cura di visitare il Duomo (in fondo al paese) e la Chiesa di Santa Maria (nella piazza principale). Questa varrebbe da sola una visita a Sovana, visto che si presenta con un interno emozionante per la sua semplicità quasi primitiva.

Molto singolare è il ciborio, a forma di tempietto, risalente ai secoli VIII-IX, quindi antichissimo. Fuori dall’abitato, perfettamente indicate da una segnaletica turistica, sono le cosiddette Vie Cave, una serie di percorsi – con pareti alte anche venti metri – scavati nel tufo dagli Etruschi. Sul loro utilizzo ci sono varie ipotesi: potevano servire per convogliare le acque piovane dai pianori alle valli, o forse come semplici vie di comunicazione che rendevano più rapidi i collegamenti con altre aree.

Info

About Luigi Pagnotta

Luigi Pagnotta giornalista, si occupa della comunicazione del Comune di Montepulciano (SI). Nel 2003 esce la sua raccolta “Lezioni di volo”, che incontra un buon successo di vendita e di critica. Nel 2006, la raccolta è uno dei 5 libri finalisti (su un totale di 170 opere presentate) al premio nazionale Siderno. Dall’agosto del 2006 al giugno 2009 collabora con la rivista a diffusione nazionale CacciaPiù, che pubblica con cadenza bimestrale i suoi racconti di caccia. Nel dicembre 2011, esce la sua seconda raccolta di racconti “Aspettatemi ché torno – Storie di campi, di borghi e di santi cacciatori” (Nicola Calabria Editore), che ottiene subito grande attenzione dal pubblico e dalla critica. Quattro dei suoi racconti sono stati letti e registrati rispettivamente dall’attore Marco Columbro, dal cantautore Mario Castelnuovo, dal Col. Mario Giuliacci, noto meteorologo, e dal conduttore-cabarettista Cristiano Militello. Molti dei suoi lavori sono stati pubblicati su riviste e antologie.

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