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Turismo – Lento, ma non troppo, sul lago d’Iseo

E’ sicuramente il più selvaggio dei laghi lombardi ma è pure il sesto per estensione tra i laghi italiani: il lago d’Iseo, noto anche col nome romano di Sebino, racchiude in sé un paesaggio romantico e tranquillo e “i suoi dintorni sono dolci e freschi come un’egloga di Virgilio”, parola di George Sand, la scrittrice francese amante di Chopin che conosceva bene queste sponde.

Di questo lago della quiete, incastonato tra la provincia di Bergamo e quella di Brescia, famoso per i suoi centri rivieraschi, soprattutto per Monte Isola, l’isola lacustre più grande d’Europa, non tutti però conoscono l’aspetto artistico-culturale che invece è ricchissimo.

 

Un territorio, omogeneo dal punto di vista morfologico e urbanistico ma anche da quello storico e culturale, che oggi vive di una nuova identità ritrovata grazie all’omonimo progetto, “Sebino, un’identità ritrovata”, della Comunità Montana del Sebino Bresciano con il contributo della Fondazione Cariplo.

Natura, ma anche arte, enogastronomia e, perché no, sport all’aria aperta. Sono questi gli ingredienti più gustosi di quest’angolo di Lombardia e che si possono apprezzare anche nello spazio di un solo weekend. Il mese di maggio, anche per la concentrazione di eventi, è il mese ideale per scoprire la ricchezza di questo territorio.

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Iniziamo da Iseo dove dal 9 all’11 maggio si terrà la V edizione del Festival dei laghi, la grande kermesse nata per valorizzare l’ambiente lacustre attraverso l’esplorazione e la diffusione delle sue caratteristiche peculiari. Non solo laghi italiani, ma anche europei che portano a Iseo le tradizioni enogastronomiche, sociali e culturali tipiche delle loro zone.

Su e giù per le valli

Per gli amanti del trekking e del turismo lento, naturalistico ma che non disdegna la storia e l’arte rurale, una meta da non perdere, è l’Antica Via Valeriana, quella che fino al 1850 ha rappresentato l’unica strada di collegamento tra Brescia e la Valle Camonica. Il primo week end di maggio, a Sale Marasino, si festeggia l’antica via con una rievocazione medioevale intitolata proprio “Rivive l’antica Valeriana”.

Per alcuni realizzata ai tempi dell’Antica Roma forse dal console Publio Valerio Corvo, per altri e più verosimilmente chiamata Valeriana dall’aggettivo “vallesiana”, cioè valligiana, l’Antica Via Valeriana è quella parte del tracciato, gradualmente recuperato dalla Comunità Montana del Sebino Bresciano, che da Pilzone conduce a Pisogne.

Il tracciato, lungo circa 25-30 chilometri, è segnalato da una “V” gialla e marrone, è di facile percorrenza ed è stato gradualmente recuperato e consolidato, in alcuni tratti anche con murature e parapetti in legno, per la sicurezza di chi la percorre.

L’Antica Via Valeriana si sviluppa a quote relativamente basse e, grazie al mite clima lacustre, è fruibile tutto l’anno, anche se i colori e i profumi della natura in autunno e in primavera rendono queste due stagioni particolarmente consigliate.

Il cammino è estremamente panoramico e, inoltre, permette di incontrare numerose e antiche pievi campestri, con il loro patrimonio artistico –religioso, e borghi rurali, oltre che bellezze ambientali e naturalistiche.

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Pisogne, Zone, Marone, Sale Marasino, Sulzano e Iseo (nella frazione di Pilzone) Se si imbocca la via a Pisogne, si incontra da subito Santa Maria della Neve, chiesa del ‘400 impreziosita da un ciclo di affreschi del Romanino, edificio citato riprendendo la quanto mai infelice definizione di Vittorio Testori degli anni 80/90 come “..la Cappella Sistina dei poveri..”

La Valeriana sale poi verso Zone, raggiungendo l’omonima Croce, il punto più alto dell’intero tracciato, i 903 metri s.l.m., da cui si può godere di un panorama eccezionale.

Dal punto di vista storico culturale, merita una menzione la quattrocentesca chiesa di S. Giorgio, recentemente restaurata, riconoscibile per l’affresco, sulla facciata esterna, di S. Giorgio che uccide il drago (tra le figure sembra di riconoscere il profilo di Dante Alighieri, quasi a confermare un suo soggiorno a Zone durante una visita in terra bresciana). Dopo Zone si incontra Marone, dove si può salire all’eremo di San Pietro in vinculis. Costruito nel 1238, domina il lago e il paese, immerso nella quiete e nel silenzio, si raggiunge attraverso una scalinata, ai cui piedi è ancora possibile osservare un grosso masso con impronte che, secondo la leggenda, furono lasciate dal San Carlo Borromeo, in visita nel 1581.

Il percorso continua poi snodandosi tra gli antichi borghi di Sale Marasino, offrendo preziosi scorci di lago tra le fronde degli ulivi, incontrando la secentesca pieve di S. Antonio, nel centro abitato di Marasino, il quattrocentesco Santuario della Madonna della Neve in località Gandizzano e secentesca chiesa di S. Giacomo, patrono dei viandanti e dei pellegrini, a Maspiano.

Si raggiunge così Sulzano, dove si incontra la Chiesa dei Santi Faustino e Giovita, con pregevoli affreschi del ‘500 e la piccola chiesa quattrocentesca di S. Fermo, protettore dei contadini, al cui esterno si trova ancora una pietra di Sarnico su cui era usanza portare a camminare i bambini con problemi motori.

La via prosegue per poi concludersi a Pilzone, frazione d’Iseo, la piccola cittadina che dà il nome al lago e che si sviluppa attorno ad un vecchio borgo medioevale.

Bicicletta: che passione!

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Per chi ha solo due giorni a disposizione e vuole farsi un’idea dell’offerta turistica del territorio, ecco un esempio di itinerario (a partire da 155 euro a persona per gruppi di almeno 25 persone con noleggio biciclette – servizio guida per tour guidato in bicicletta – guida per visita della chiesa di San Zenone – ingresso in cantina per visita guidata + degustazione – guida per secondo giorno – pranzo in ristorante – assicurazione).

Primo giorno: arrivo in mattinata a Iseo, e partenza con tour guidato tra i vigneti della Franciacorta. Segue visita a Monticelli Brusati e alla Chiesa di San Zenone, i cui affreschi sono stati da poco recuperati e riportati all’originale splendore, e trasferimento in bicicletta a una delle numerose cantine dove sarà possibile degustare le famose Bollicine, con rientro, sempre a due ruote, a Iseo. 

Il tour prosegue poi con un trasferimento in bus a Ome, con cena e pernottamento in hotel a 4 stelle. A Ome si trova il Borgo Medievale del Maglio, fucina del XV secolo, caratterizzata da una ruota idraulica funzionante che ancora oggi muove il maglio e che permette di assistere a dimostrazioni di lavorazione del ferro.

Il secondo giorno è previsto invece il trasferimento a Zone, dove si potrà visitare, con l’aiuto di una guida, la Chiesa di San Giorgio, anch’essa recentemente restaurata, e quindi il Parco delle Piramidi di erosione, riserva Regionale in cui è possibile ammirare colonne terrose, alte anche 30 metri, sormontate da larghi cappelli di roccia resistente, in bilico. Il fenomeno è originato dall’erosione degli agenti atmosferici sopra il deposito morenico lasciato dai ghiacciai 150 mila anni fa e dall’azione protettiva compiuta dai massi più grossi, sulle colonne di terra sottostanti. Dopo il pranzo in un ristorante tipico, il rientro.

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Ma gli spunti sono tanti. Per gli amanti delle due ruote e dell’enogastronomia, segnaliamo anche che, dal 31 maggio al 2 giugno si svolgerà il primo Bike Tour dell’Oglio, che vedrà circa 50 ciclisti percorrere senza agonismo le piste ciclabili dal Passo del Tonale al delta del Po. Proprio il 31 maggio la carovana sosterà sulle sponde del Sebino, lungo il percorso ciclo-pedonale Vello-Toline: durante la tappa si terrà una fiera dei prodotti tipici del territorio, occasione per scoprirne l’identità ritrovata del lago d’Iseo.

 

 

 

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