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Bullismo e cyberbullismo: il 10% delle vittime tenta il suicidio

Bullismo e cyberbullismo: il 10% delle vittime tenta il suicidio

Il bullismo tra ragazzi è un fenomeno antico e tristemente sottovalutato: prima di internet avveniva tra i banchi di scuola, in palestra, al campetto di quartiere, tutt’al più in oratorio. Con l’utilizzo delle nuove tecnologie e soprattutto del social network anche da parte dei più giovani, questo fenomeno ha assunto proporzioni più vaste, estendendosi al mondo online, diventando, così cyberbullismo.

Ragazzine, adolescenti e ragazzi omosessuali sono i soggetti che più spesso restano intrappolati nelle maglie della Rete come vittime preferenziali dei cyberbulli. Da uno studio dell’Università Niccolò Cusano emerge che a livello mondiale la nazione in cui gli adolescenti dichiarano di essere stati maggiormente vittima di cyberbullismo è la Nuova Zelanda, seguita da Irlanda e Stati Uniti.

In Italia del Nord il cyberbullismo colpisce di più

L’Italia si trova al nono posto, con in testa il Nord-Est, in cui il 35% degli intervistati afferma di aver subito atti di bullismo qualche volta l’anno e ben il 24% una o più volte al mese. Le isole, invece, sono le meno colpite, infatti il 12% afferma di aver subito atti di bullismo una o più volte al mese e il 37% qualche volta l’anno.

Per scendere più nel dettaglio, dal settembre 2015 al giugno 2016 Telefono Azzurro ha gestito circa 1 caso al giorno di bullismo e cyberbullismo, un dato preoccupante che rappresenta solo la punta dell’iceberg rispetto alla vastità del fenomeno. In totale i casi gestiti sono stati 270, che hanno richiesto un totale di 619 consulenze.
Il fenomeno viene alla luce maggiormente al nord, dove sono stati gestiti circa il 45% dei casi e da dove vengono segnalati il 57% dei casi nazionali di cyberbullismo. Le vittime sono soprattutto italiane (con un dato che si attesta attorno all’85% dei casi).

Cyberbullismo: si manifesta così

L’indagine dell’Università Niccolò Cusano ha analizzato anche i comportamenti con cui i cyberbulli tormentano i loro coetanei attraverso il computer o lo smartphone. Dall’indagine risulta che le offese con soprannomi, parolacce e insulti rappresentano il comportamento più utilizzato da entrambi i sessi per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere le loro vittime. Seguono, al secondo posto, le derisioni per l’aspetto fisico o per il modo di parlare.

Secondo un dossier recentemente diffuso da Telefono Azzurro, i casi di richiesta di aiuto per bullismo o cyberbullismo vengono segnalati anche con altre problematiche: problemi scolastici, difficoltà relazionali e problematiche legate alla bassa autostima, ansia diffusa che posson portare all’abbandono e alla dispersione scolastica, paura o fobie, gli atti autolesivi (30% delle vittime), le ideazioni suicidarie e i tentativi di suicidio (10%). Naturalmente sono proprio queste le conseguenze più gravi.

Le conseguenze del fenomeno durano a lungo

Le difficoltà emotive e comportamentali sperimentate dalle vittime e dai bulli possono continuare anche in età adulta producendo outcomes negativi a lungo termine, come per le vittime una bassa autostima e con scarso valore di sé, una maggiore tendenza alla depressione; per i bulli a comportamenti antisociali o vandalici, all’uso e abuso di sostanze (come alcool o droghe), fino all’aggregazione in gang o allo sviluppo di comportamenti criminali.

Anche gli “spettatori” possono sviluppare conseguenze in relazione a quanto vissuto: sviluppo di sentimenti di colpa o di impotenza per non essere intervenuti nell’interrompere il bullo o nell’aiutare la vittima e, a lungo termine, scarsa empatia o incapacità di fidarsi degli altri.

Il cyberbullismo non ha sesso

I ragazzi usano più violenza fisica delle ragazze (rispettivamente 5,3% e 2,2%), mentre le ragazze, rispetto ai loro compagni di sesso maschile, preferiscono deridere per l’aspetto fisico, per le opinioni, ma anche con il gossip pesante volto a divulgare storie su terzi.

I dati raccolti da Telefono Azzurro in base ai casi gestiti nel corso dell’anno scolastico 2015-2016 dal proprio Centro Nazionale di Ascolto dicono che:

  •  Le femmine vittime di bullismo sono il 45%, dato che sale al 70% per episodi di cyberbullismo.
  • I bulli sono generalmente maschi (60% dei casi) e amici o conoscenti della vittima. Le ragazze sono responsabili del 25% dei casi in cui la bulla agisce sola, cui si aggiunge un 15% in cui opera in gruppo.

Vittime sempre più giovani

L’Età delle vittime si sta abbassando: un trend in crescita è quello che vede come vittime bambini sempre più piccoli, anche di 5 anni (22% dei casi). Le richieste di aiuto per episodi di cyberbullismo hanno inizio durante le scuole secondarie di primo grado e proseguono in adolescenza (1 richiesta su 2 coinvolge preadolescenti).

Attenzione a questi campanelli d’allarme

Sia nei ragazzi che nelle ragazze che vivono forme più o meno gravi di bullismo e cyberbullismo è possibile evidenziare:

a) paura o rifiuto di andare a scuola o di frequentare i luoghi dove avvengono gli atti di bullismo;
b) tristezza, rassegnazione, solitudine, disagio psicologico-emotivo;
c) timore di parlarne con genitori o insegnanti per paura di non essere ascoltati o creduti, difficoltà relazionali, desiderio di cambiare scuola o contesti in cui si trovano a diretto contatto con i bulli.

Come difendersi dal cyberbulli?

Innanzitutto non fornendo dati sensibili online, non accettando appuntamenti con qualcuno conosciuto in rete, non postando foto in atteggiamenti provocanti, ma anche e soprattutto non rispondendo mai alle provocazioni e agli insulti. In caso di emergenza è consigliabile chiamare telefonicamente Emergenza Infanzia al numero 114 o il Telefono Azzurro, il quale dispone anche di un’applicazione Facebook per chiedere aiuto.

Da quasi trent’anni impegnata nella tutela di bambini e adolescenti, Telefono Azzurro è in prima linea per contrastare e intervenire nei casi di bullismo offline e online. L’Associazione, la cui linea gratuita 1.96.96 (attiva 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno) – composta da un team di psicologi, neuropsichiatri ed educatori specializzati – a seguito di un Protocollo siglato con il Miur è stata indicata “Linea nazionale di contrasto al fenomeno del bullismo”. Un canale aperto con bambini, genitori e insegnanti che vogliono segnalare situazioni di violenza a scuola, cui si aggiunge anche la chat .

Bullismo e cyberbullismo: il 10% delle vittime tenta il suicidio

Bullismo e cyberbullismo se ne discute in Parlamento

I due fenmeni in questi giorni sono al centro dell’attività parlamentare, con la votazione della proposta di legge mirata alla regolamentazione di un’emergenza sociale in costante aumento e dai risvolti potenzialmente drammatici.  Il protocollo prevede anche attività di sensibilizzazione, prevenzione e formazione nelle scuole, con azioni mirate messe in atto da personale specializzato.

“ E’ fondamentale che si arrivi in tempi brevi ad una legge precisa ed efficace che renda possibili interventi immediati. Accanto a questo, occorre valorizzare le azioni preventive e il ruolo degli adulti: far sì, quindi, che i bambini possano crescere accompagnati da genitori e insegnanti preparati e formati sul tema della sicurezza in rete”, ha dichiarato il Professor Ernesto Caffo, Neuropsichiatra infantile e Presidente di SOS Il Telefono Azzurro Onlus, “E’ estremamente importante che le vittime si sentano sostenute, credute e vengano aiutate con molta attenzione, competenza e sensibilità: solo questo può permettere loro di interrompere il considerarsi bersagli senza difese”.

 

 

 

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