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Contorno occhi appassito? Col laser rifiorisce

Contorno occhi appassito? Col laser rifiorisce

Piccole rughe attorno agli occhi e un po’ di pelle in eccesso sulle palpebre cominciano a tradire gli anni che passano. Per chi non ne vuole sapere della blefaroplastica cioè di ricorrere alla chirurgia, non c’è speranza? Niente affatto: oggi un nuovo laser “soft” permette di contrastare i segni dell’invecchiamento nella delicata zona del contorno occhi.

La tecnologia in grado di sostituire la blefaroplastica sfrutta le proprietà del laser a anidride carbonica, emesso in modalità “frazionale”.

In pratica, il laser emette energia che crea impulsi del diametro di circa 350 millimetri, che vengono distribuiti sulla superficie cutanea, agendo per “punti”. Si colpiscono microscopiche aree di pelle, ma lasciandone intatte altrettante adiacenti. Queste ultime favoriscono la rapida riparazione delle micro lesioni vicine.

Come agisce il laser sul contorno occhi?

I microimpulsi emessi dal laser vaporizzano l’acqua presente nella pelle e questo provoca una immediata contrazione del collagene (la proteina fibrosa, che trattiene e assorbe l’acqua). Grazie a questa contrazione, si mette in tensione e si tonifica il tessuto cutaneo.

Inoltre, il calore stimola i fibroblasti, le cellule preposte alla produzione degli elementi strutturali dello strato intermedio della pelle, il derma (fibre elastiche, collagene e acido ialuronico). Di conseguenza si favorisce la produzione di nuovo collagene e, quindi, la pelle viene rinnovata, resa più fresca e elastica.

Il laser non può sostituire completamente la blefaroplastica: quando la pelle in eccesso è molta e c’è una vera e propria borsa sotto l’occhio, cioè un cedimento di grasso, l’unica soluzione è la chirurgia.

Il trattamento  è indolore e dura circa un quarto d’ora durante il quale si tratta il contorno occhi (entrambi).

Grazie all’applicazione di microimpulsi, la pelle non subisce un danno termico, è meno soggetta a gonfiori e eritemi (come avviene con i laser tradizionali) e quindi impiega meno tempo a riacquistare il suo aspetto normale.

Infatti, già dopo la seduta la persona può riprendere la normale vita sociale, con l’accortezza di indossare un paio di occhiali da sole per nascondere l’arrossamento nella zona del contorno occhi, per circa 2 o 3 giorni, e aspettare circa 24 ore prima di riprendere a usare il make-up.

Più lunga deve essere l’attesa per prendere il sole: circa due mesi, per cui è consigliabile fare questo trattamento nei mesi invernali o comunque non a cavallo dell’estate.

L’alternativa è la blefaroplastica

Quando la situazione è più compromessa l’unico modo per rimediare ai segni del tempo sul contorno occhi è sottoporsi alla blefaroplastica.

Essendo un intervento ha, ovviamente, le stesse controindicazioni di un qualunque intervento chirurgico, come la presenza di problemi cardiovascolari o di una gravidanza in corso. Non si possono sottoporre a questo intervento, inoltre, le persone con congiuntiviti in corso.

Si esegue in anestesia locale e, attraverso una piccola incisione, si asporta una piccola parte di tessuto e, eventualmente, di grasso in eccesso, dopo di che si sutura. Il tutto dura circa un’ora se si interviene solo sulle palpebre inferiori o solo sulle superiori, arrivando a circa due ore se si trattano tutte e quattro le palpebre.

La persona viene dimessa dopo poche ore dall’intervento e deve poi seguire una serie di regole postoperatorie: bisogna applicare impacchi freddi con soluzione borica sugli occhi per lenire il gonfiore e i lividi agli occhi, che scompaiono nel giro di una decina di giorni. Contro eventuali infezioni, invece, può essere utile un collirio antibiotico da assumere per una settimana.

Sui punti di sutura si applicano dei cerottini, da tenere per circa 5 giorni. Inoltre, è bene fare attenzione a non bagnare la ferita per 10 giorni: niente bagno o doccia per questo periodo, niente sport violenti o attività che possano infettare le ferite.

Sempre per almeno 10 giorni è necessario indossare occhiali da sole, mentre si deve evitare l’esposizione diretta ai raggi per almeno un mese. Bisogna aspettare un mese circa anche per riprendere le attività sportive.

I risultati si ottengono dopo un numero di trattamenti che possono variare da 1 a 3/4 ed intervallati da circa 15/20 giorni e permangono a lungo nel tempo (con un’adeguata protezione solare possono persistere per diversi anni).

A distanza di un mese dal trattamento, le rughe e le linee sia sottili che profonde continuano a ridursi. La contrazione e tensione del tessuto solleva la palpebra e si crea l’effetto di uno sguardo più ampio. Inoltre il tono della pelle migliora e il contorno occhi acquisisce un aspetto più giovane e fresco.

Quali sono i vantaggi del laser?

A differenza della blefaroplastica, non richiede anestesia, non prevede l’uso del bisturi e quindi niente punti di sutura e bassissimo rischio di infezioni.

Inoltre, non provoca sanguinamento, evitando non solo il rischio di emorragie, ma lasciando anche il campo trattato perfettamente visibile, per un trattamento mirato.

Dopo il trattamento la pelle è poco traumatizzata e i gonfiori sono minimi. Senza l’asportazione delle pelle non c’è neppure il rischio che se ne elimini troppa, causando quegli antiestetici occhi sporgenti che possono derivare, invece, da una blefaroplastica fatta male. Infatti, se il chirurgo asporta troppa pelle dalla palpebra superiore, si avrà difficoltà nel chiudere perfettamente le palpebre, mentre se viene asportata pelle in eccesso dalla palpebra inferiore, c’è il rischio che quest’ultima si abbassi.

Anche la differenza di prezzo non va sottovalutata: una blefaroplastica può costare mediamente 5000 euro a occhio (palpebra superiore e inferiore), mentre un laser 500 euro a seduta, ma coinvolge entrambi gli occhi, sia superiormente sia inferiormente.

Infine, il laser può andare a completare una blefaroplastica: dopo l’asportazione del grasso e della pelle in eccesso, infatti, il tessuto rimasto è comunque poco tonico, mentre con un trattamento laser può essere rinfrescato dall’attivazione dei fibroblasti.

 

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