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Lifestyle-Dipendenza da cellulare? New York non fa eccezione

 Svariate scuole di New York proibiscano agli studenti l’accesso all’istituto con il cellulare al seguito. Siccome talune scuole hanno i metal detector all’ingresso ed i ragazzi tra i 13 ed i 18 anni debbono sottoporsi allo scanning senza possibilità di nascondere il telefono, sta dilagando la dipendenza da telefonino e contemporaneamente si sta verificando un interessante fenomeno commerciale di “deposito” dei telefonini.

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Molte scuole hanno, in prossimità dell’edificio, quei negozi che in Italia sarebbero chiamati “tabaccherie” o “drogherie” ossia modeste attività commerciali che vendono beni vari di poco costo e di consumo di massa. Questi negozi vicini a scuole medie e superiori, che soffrono enormemente l’aumentare degli affitti e i cali dei consumi, si sono ingegnati per arrotondare gli incassi con un servizio di “deposito telefonini” alimentato dalla dipendenza da cellulare.

Nato a un costo di 1$ al giorno, il servizio ha immediatamente ricevuto l’attenzione degli studenti. Con biglietti artigianali e un po’ di fantasia ciascun commerciante, al fine di mantenere la clientela studentesca dai modesti consumi quotidiani, s’è adeguato a prendere in carico i cellulari contro rilascio di biglietti più o meno attendibili per il recupero dell’apparecchio. E’ successo, naturalmente ,che un paio d’anni fa, una rapina in piena mattina proprio in uno di questi negozi, avesse causato la scomparsa di una sessantina di cellulari degli studenti.

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E’ successo anche che qualche studente abbia smarrito il bigliettino valido per il ritiro del cellulare; ancor peggio è stato, quando, un altro studente ha trovato quel bigliettino smarrito, ed è andato a recuperare il cellulare del ragazzo sbadato. I negozianti del Queens e del Bronx ribadiscono agli studenti di non avere responsabilità se un cellulare finisce nelle mani sbagliate per uno di questi motivi. In pratica, sono gli studenti ad assumersi il rischio di depositare gli apparecchi presso attività commerciali che a tutt’altro si dedicano. E’ altrettanto vero che i proprietari dei negozi, in feroce competizione tra loro, non si possono esimere dall’offrire il servizio, perché gli studenti non entrerebbero in negozio e sebbene facciano pagare il servizio, i negozianti contano soprattutto sugli acquisti degli studenti per incrementare il loro business. E’ evidente che la dipendenza dal mezzo dilaga.

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La domanda è: “Ma sarà proprio impossibile ipotizzare che gli studenti vadano a scuola lasciando il cellulare a casa?”. Dalle file lunghissime per il ritiro del cellulare a fine orario scolastico e da questo nuovo business dilagante, la risposta risulta ovvia.


Emilio Paschetto, New York

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