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Lifestyle-Il grande scrittore Piero Chiara a cento anni dalla nascita

Piero Chiara nel marzo scorso avrebbe compiuto cento anni, se non fosse che ha lasciato il popolo dei suoi lettori nel 1986. Sono quindi quasi trent’anni che è morto ed è stata una grande perdita per la cultura,  perché come scrittore avrebbe avuto ancora molto da raccontare, dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, che Piero Chiara è uno dei più grandi narratori del XX secolo. Molti giovani non sanno neanche chi è e cosa ha scritto. E quando scoprono la sua produzione vasta di racconti e di romanzi, tutti in vetta alle classifiche delle vendite di libri negli ’60 ’70 e ’80, rimangono sorpresi. Piero Chiara è anche una speranza per quegli scolari un po’ somari, quindi anche per i loro genitori, perché da ragazzo a scuola fu un vero disastro. Il padre, un doganiere siciliano emigrato al nord, dopo aver in tutti i modi tentato di istradarlo agli studi, finì con l’arrendersi e lo mise al lavoro come apprendista da un fotografo. Chiara fece numerose esperienze lavorative, anche molto diverse, per poi infine vincere un concorso come impiegato di tribunale che lo portò in varie preture del Friuli. Queste esperienze di lavoro le troviamo citate in molti dei suoi romanzi e racconti, segno che lasciarono un’impronta importante nella personalità e nello spirito d’osservazione dello scrittore. Un’impronta che fu lasciata anche dai paesaggi e dai paesi del Lago Maggiore, che quasi sempre sono fondale alle storie di questo autore.

Vista del Lago Maggiore e delle Isole Borromee
Vista del Lago Maggiore e delle Isole Borromee

Piero Chiara, comunque, divenne famoso solo nel 1962, con il romanzo “Il piatto piange”, che lo lanciò nel mondo della narrativa italiana proiettandolo subito ai vertici delle vendite. Fu infatti il suo primo grande successo e lui aveva già quasi 50 anni. Da quel momento, il pubblico dimostrò di apprezzare moltissimo i suoi racconti e i suoi romanzi, dai quali il cinema italiano trasse a piene mani soggetti per molti film e anche per due sceneggiati tv tratti dai suoi “Il balordo” e “I venerdì della signora Giulia”, con il celebre investigatore romano Tom Ponzi nelle vesti del Commissario Sciancalepre.

piero chiara il piatto piange

Piero Chiara, però, ci teneva moltissimo che i suoi lavori non venissero snaturati troppo in nome di produzioni troppo accomodanti verso il cinema commerciale; per questo partecipò anche alla scrittura delle sceneggiature. E non si accontentò di questo, facendo anche capolino come comparsa in alcune pellicole sullo stile del regista americano Alfred Hitchcock. Solo per citare alcuni dei suoi romanzi, omettendo le raccolte di racconti, possiamo ricordare “Vedrò Singapore?”, “Il balordo”, “Una spina nel cuore”, “Con la faccia per terra”, “La stanza del Vescovo” e “La spartizione”. Quest’ultimo, trasposto in film con il titolo “Venga a prendere il caffé da noi”.  Ma la lista è lunghissima. Dopo la sua morte, sono usciti altri libri che, diversamente da quanto è accaduto con altri scrittori di cui sono stati pubblicati postumi lavori che forse non meritavano di essere dati alle stampe, si sono rivelati di grandissimo valore. Per tutti, basti citare “Il verde della tua veste”, una raccolta di racconti in cui lo stile elegante e la tecnica raffinata di Piero Chiara sono espressi ai massimi livelli. Oggi, purtroppo, questo autore lombardo è abbastanza dimenticato, sopravvivendo solo nel ricordo e nella rilettura di tanti appassionati; mentre i giovani, proiettati a letture talvolta meno perfette e più commerciali, non sanno neanche chi è Piero Chiara, che a ragione può essere invece annoverato fra i grandi del ‘900.

 

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