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Lifestyle – Mr. Obama, mi scusi: la sua carta non vale

emilioNew York: la scorsa settimana, per pagare il conto a cena con alcuni ospiti (e la moglie al tavolo), viene porta alla cameriera, la carta di credito del più “accreditato” dei gentiluomini seduti a cena, il quale però, non usando spesso tale carta, si è visto restituire la carta stessa dalla cameriera imbarazzatissima, che non è riuscita a processare la transazione elettronica. La causa? Blocco della carta per “movimentazione sospetta”. Chiesta la carta alla moglie, il gentiluomo ha potuto offrire la cena a tutti, non senza qualche imbarazzo, dal momento che la persona in questione è il Presidente degli Stati Uniti, Mr. Barack Obama e la cena è stata addebitata sulla carta della First Lady, Michelle..

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Nessuno ormai qui negli Usa si può sottrarre alle difficoltà che le banche e gli istituti che emettono carte di credito devono fronteggiare per proteggere i loro utenti. E’ l’indice di una situazione insostenibile (negli USA) di esasperazione degli indici  e dei mezzi di prevenzione delle frodi sulle carte di credito. Complicati algoritmi e segnalazioni in tempo reale, telefonate e messaggi di testo ci richiedono approvazione delle transazioni, sempre che non frattempo  non abbiano giàbloccato la carta, per sospetti, se fuori dall’usuale.

Ovviamente sono gli Stati Uniti, la nazione occidentale, campione in truffe via carte di credito: non oso immaginare il volto della dipendente del ristorante che ha dovuto spiegare al Presidente che la carta era stata “rifiutata” al pagamento.

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Per illustrare la situazione attuale basti dire che ci sono task forces di hackers che si specializzano in intrusioni in banche dati americane di grandi negozi di distribuzione di massa per rubare “in blocco”  i dati sensibili delle carte di credito. Ciò genera veri e proprio contraccolpi nel mercato azionario: le conferenze stampa dei gruppi colpiti dichiarano danni per centinaia di milioni e ricadute commerciali di sfiducia sia da Wall Street che dai loro clienti privati dei dati sensibili. Per fare un esempio, Home Depot e Target, quest’anno,  hanno esposto al furto 100 milioni di dati di carte di loro consumatori. Pensate che  5 miliardi di dollari (circa) è  il conto totale annuo a cui gli USA devono fare fronte in quanto a frodi perpetrate a mezzo carta di credito. Ovviamente si corre ai ripari, nascono infatti professionisti specializzati nella prevenzione dei furti di identità, reati che hanno come conseguenza proprio il furto dei dati delle carte di credito. Ma i più grandi investimenti si concentrano sulla sensibilizzazione alla sicurezza.

Visto come vanno le cose c’è da chiedersi: non sarà meglio tornare a pagare in contanti?

Capolinea New York, di Emilio PaschettoEmilio Paschetto, New York

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