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Sesso-Italiani, datevi da fare

Italiani, popolo di esperti latin lover, tutto sesso e passione sfrenata? Tutto falso. I dati rivelano che a letto siamo un popolo pigro, disinformato e frustrato.

Lo dice l’Osservatorio di Tradapharma che, in collaborazione con Doxa Duepuntozero, ha svolto un’indagine per svelare abitudini e falsi miti degli italiani sotto le lenzuola. La ricerca ha coinvolto oltre 1.500 persone, uomini e donne, in un’età compresa tra i 25 e i 65 anni, selezionati su tutta la penisola.

L’indagine rivela che con il passare degli anni (sia anagrafici, che della durata della coppia) si fa sempre meno l’amore. Come era facile ipotizzare, i più attivi sono i giovani (sotto i 35 anni) ma anche coloro che sono impegnati in una relazione da meno di 5 anni, hanno infatti un’attività sessuale costante almeno due o più volte la settimana. La situazione cambia drasticamente superati gli “anta”: solo 3 coppie su 10 continuano ad avere più diun rapporto alla settimana e addirittura il 9% della popolazione non ha fatto sesso negli ultimi 6 mesi.

Allarmanti anche i dati sull’appagamento sessuale delle donne, che dichiarano che l’orgasmo non è un risultato scontato: il 73% sostiene di non raggiungerlo sempre; addirittura il 20% lo raggiunge meno della metà delle volte. Spesso la causa riguarda le performance maschili: l’uomo arriva al traguardo troppo velocemente (lo pensano il 69% degli uomini contro il  61% delle donne) oppure non riesce a mantenere l’erezione durante l’intero rapporto (il 46%vs 33%) problema evidente già a partire dai 35 anni (48%).   

Per quanto riguarda le cause che possono minare la soddisfazione sessuale della coppia, quello che influisce maggiormente in modo negativo è il calo del desiderio da parte di uno dei due partner: lo pensano sia gli uomini (74%) che le donne (76%). Il calo del desiderio è giudicato un problema serio soprattutto dagli over 54 anni (83%) oppure da quegli uomini che sono impegnati in una relazione da più di 20 anni (79%).  

Quando accade qualche problema o defaillance, un uomo su quattro non ne parla con la propria compagna. Sul versante femminile, la situazione è anche peggiore, poiché una donna su tre non parla al suo uomo dei problemi che le sono accaduti durante il rapporto sessuale, con conseguenze importanti sul benessere sessuale della coppia. 

E quali sono invece i tabù che nascono sotto le lenzuola? Film a luci rosse? Sesso anale o linguaggio volgare? Niente affatto. La cosa più imbarazzante per gli italiani è usare o far usare farmaci per potenziare la prestazione sessuale, in mancanza di patologie specifiche. Lo pensa il 63% degli italiani. Solo il 10% delle coppie italiane userebbe farmaci con una certa frequenza. L’utilizzo è più alto tra le coppie «giovani» (il 15%) rispetto a quelle che durano da più di 20 anni (il 6%). Al contrario quasi il 70% degli intervistati non rinuncerebbe a rimedi naturali.

Interessanti anche i dati che raccontano lo scenario sulla cura della sessualità. Gli italiani infatti non sembrano molto attenti al proprio benessere sessuale. Circa il 40% degli uomini che hanno avuto dei problemi durante un rapporto sessuale non si sono documentati per capirne le cause. Le donne sembrano ancor più disinteressate: il 50% non ha cercato informazioni.

Inoltre, se consideriamo gli uomini che hanno deciso di approfondiree capirne di più del problema, il principale strumento di ricerca è internet: il 69% lo usa. Pochi si rivolgono al proprio medico di base oppure ad uno specialista. Dato che trova conferma quando si scopre che il 79% dei maschi italiani non è mai stato dall’andrologo (addirittura il 5% non sa nemmeno chi sia).

La mancanza di una «guida» che accompagni  l’uomo nel corso della sua vita sessuale (così come invece avviene per le donne con la figura del ginecologo) può generare carenze di informazioni, o peggio informazioni distorte, che potrebbero ridurre la piena soddisfazione sessuale. Un uomo su quattro non sa cosa sia l’andropausa.

Inoltre il 40% degli uomini non ha mai pensato alla possibilità di attuare una serie di azioni per mantenere e migliorare la propria vita sessuale nel corso degli anni.

Un dato ci conforta: a dispetto di quanto si possa immaginare il sesso per noi è sinonimo di amore. L’85% degli italiani pensa infatti che il sesso migliore sia quello fatto per amore; lo pensa addirittura il 91% delle donne, che confermano il loro animo più romantico, mentre il 95% del campione ha attualmente una relazione affettiva stabile.

fabrizio-iaconookok-199x300--140x180“I dati di questa ricerca –  spiega Fabrizio Iacono, professore di urologia nell’Università Federico II di Napoli, urologo e andrologo che si occupa di ricerca in Andrologia da oltre 30 anni –  sono confermati anche dai nostri studi.  Che la funzione sessuale maschile, poi, tenda a diminuire man mano che passano gli anni è cosa risaputa da tutti gli uomini dopo i 50 anni. Le energie e i desideri, esplosivi tra i 20 e i 30 anni , tendono ad assopirsi, anno dopo anno, superata la soglia degli anta. Non  per questo la propria vita sessuale potrà essere giudicata insoddisfacente, anzi, si va verso una maggiore maturità e intensità, si passa da un fast-food ad un ristorante a 5 stelle dove ogni piatto viene gustato a fondo! L’importante è prendersi cura delle proprie funzioni sessuali e genitali, ad ogni età”.

“Negli ultimi 15 anni la frequenza dei rapporti sessuali degli italiani – commenta poi Alberto Caputo, psichiatra e sessuologo dell’Istituto di Evoluzione Sessuale di Milano – è scesa di oltre ilalberto-caputo 10%. La soglia dei 40 anni rappresenta, secondo questa ultima ricerca, il fatidico spartiacque: in questa fase della vita la classica media nazionale bisettimanale crolla significativamente. Oltre il 70% delle coppie, dopo quest’età, fa sesso meno di 4 volte al mese.

Le cause? Varie e diversificate, ci dicono i dati della letteratura scientifica: dallo stress, alle difficoltà economiche, dai cattivi stili di vita alla dilagante fruibilità della pornografia on-line. Il dato più preoccupante riguarda però lo scarso interesse a identificare affrontare i motivi che rendono progressivamente il libidogramma sempre più piatto.

 

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