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Programmare amore

Programmare anche l’amore ha un senso?

Quando ho conosciuto Massimo ero reduce da una delusione amorosa e non avevo alcuna intenzione di ricadere in un rapporto sentimentale e di lasciarmi ritentare dall’amore. Finalmente ero di nuovo single e intendevo crogiolarmi nella mia indipendenza. Quattro anni d’amore con Paolo mi avevano prostrata. Quel ragazzo era un incosciente che andava e veniva dalla mia vita con una leggerezza incredibile, era inattendibile, superficiale, leggero e il fatto che d’improvviso uscisse definitivamente dalla mia vita non mi aveva sconvolta più di tanto, addirittura mi sentivo come liberata da un peso. Massimo lo conobbi a una festa in casa di amici. Era solo, gentile, carino, non so come, ci ritrovammo sul divano a parlare, più tardi si offrì di riaccompagnarmi a casa in auto e tre giorni più tardi mi telefonò. Iniziammo a frequentarci nei weekend e poi sempre più spesso. Di lui inizialmente mi colpì la sua precisione. Spaccava il minuto agli appuntamenti, mi telefonava ogni sera alla stessa ora, paragonarlo al mio ex fu per me inevitabile. Finalmente avevo a che fare con una persona precisa, affidabile, uno su cui poter contare, uno che se ti diceva: “sarò da te alle nove” potevi giurarci che, cascasse il mondo, ci sarebbe stato. Per me era una specie di miracolo. Tra l’altro, non aveva mai cercato di forzare le cose tra noi ed era sempre stato compito, tenero, affettuoso ma non invadente. Così, dopo due mesi di incontri “amicali”, finalmente mi ha invitata cena a casa sua. L’appuntamento era per le 21, sono arrivata con un quarto d’ora di ritardo. Era seccato e non ha fatto niente per nasconderlo. Quasi mi ha “investita”, ha detto che gli spaghetti ormai erano una colla e che sarebbe stato meglio metterci subito a tavola. “Scusa ma non sopporto proprio i ritardatari, per me è una questione di rispetto” ha sottolineato più tardi, quando finalmente la situazione si è un po’ sgelata. Siamo rimasti allacciati, sul divano a guardare un film in cassetta e alla fine mi ha salutata con il bacino della buona notte. Non pensavo certo che mi saltasse addosso ma mi aspettavo qualcosa in più, invece non è successo nulla. È amore questo? “È un ragazzo molto rispettoso, fanatico per le regole” mi sono detta e non ho dato peso alla cosa. Ma adesso la situazione rischia di degenerare. Dal nostro primo appuntamento sono trascorsi sei mesi e Massimo è per me un vero dilemma. Mia madre dice che è un giovane serio, che ha i suoi tempi e che noi ragazze moderne con l’emancipazione stiamo un po’ esagerando, ma io non so più cosa pensare. Massimo è un precisino a oltranza. La sera cena alle nove e non un minuto più tardi e pretende da me che segua i suoi ritmi. Credo che in cuor suo stia programmando un nostro eventuale rapporto sessuale nei minimi dettagli e nei tempi e per questo adesso si limita ai baci. Mi ricorda un personaggio di Verdone tanto attento all’orologio da non riuscire a vivere liberamente. Come lui, il mio ragazzo è un pignolo, pieno di manie e di tic. Stila sempre una lista con le cose da fare e i tempi di attuazione. Eppure mi sono innamorata di lui, mi fa tenerezza e rabbia, con la sua ulcera gastrica e le sue fissazioni e vorrei tanto dargli una mossa. Cosa posso fare?
Rosa

La risposta di Elvia Grazi

Il tuo ragazzo è un ansioso che cerca di tranquillizzarsi attraverso regole precise. Adattarti a lui, cambiare il tuo stile di vita non sarà facile ma non è neppure impossibile. Però, cara amica, dovrai, nel caso, armarti di tutto l’amore e la pazienza possibili. Usa la tattica della dolcezza e della rassicurazione, fino a conquistare la fiducia e a guarire l’insicurezza del tuo fidanzato. Per quanto, scappare a gambe levate sarebbe la cosa più ragionevole!

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Elvia Grazi
Elvia Grazi, la nostra Ambasciatrice

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