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Aiuto: in casa siamo schiavi di un piccolo tiranno

Il fenomeno del “bambino tiranno” ha assunto proporzioni preoccupanti e coinvolge una famiglia su tre. Piccole pesti capaci di far naufragare matrimoni, mettere in crisi i genitori, costretti a rivolgersi agli psicologi perché incapaci di gestire la situazione. Ne parla lo psicologo clinico francese Didier Pleux nel suo manuale “In famiglia comando io!”, edito da Urra Feltrinelli, dove analizza le cause del fenomeno e dà consigli utili per evitarlo.
Come difendersi?
La prima cosa da tener presente è che tutto si compie tra la nascita del bambino e il suo terzo compleanno. Dopo, tutto, o quasi, si rivela inutile, a poco vale tentare di cambiare le regole, il carattere ormai si è formato e non dobbiamo aspettarci cambiamenti radicali.
La seconda è che non ci sono scuse: concedendo tutto, senza regole e limiti, i piccoli prepotenti non sono neppure felici. Anzi. Arrendendosi ai loro capricci, accogliendo qualsiasi richiesta strampalata, accettando che rovinino ogni forma di vita sociale della famiglia li trasformiamo in futuri adulti infelici. Influenzate da una cultura permissiva di stampo sessantottino, dai sensi di colpa perché dedicano molto tempo al lavoro, e dalla scelta, spesso obbligata del figlio unico, le madri italiane credono di proteggere le proprie creature ricostruendo intorno a loro un “utero virtuale”.
Il problema sono gli adulti che a loro volta son infantilizzati dalla società. Le madri spesso si vivono come adolescenti, sempre in competizione con se stesse per mantenersi giovani e attraenti e compensano il poco tempo dedicato alla maternità con un atteggiamento molto permissivo.
E i padri, soprattutto se separati, fanno a gara nel rendersi più graditi con doni eccessivi, permessi speciali e complicità fuori luogo basate su un codice comune tra adulti. “Tornare indietro non è possibile”, avverte Pleux, “ma riconoscere i segnali è invece doveroso”.
Crescere in un ambiente familiare troppo permissivo e incapace di contenere la naturale aggressività infantile favorisce lo sviluppo delle innate attitudini dispotiche dei bambini.
Se i genitori manchiamo di autorevolezza, saranno i nostri figli a imporsi.
Il bambino, che non subisce mai né rimproveri né sanzioni, si comporta in maniera sregolata e incontrollata. Finché è piccolo può sembrare una “simpatica canaglia”, ma crescendo, potrebbe mettersi nei guai o trovarsi in situazioni pericolose. Infatti potrebbe esportare questo suo senso di “onnipotenza” al di fuori della famiglia, incapace di valutare le conseguenze delle proprie azioni.

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