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Art & Show – Patrick Modiano è premio Nobel per la Letteratura 2014

Giovedì 9 ottobre 2014, ore 13: l’Accademia Svedese annuncia il nome del prescelto per il conferimento del premio Nobel per la letteratura,il francese Patrick Modiano.

L’annuncio coglie di sorpresa tutti, lettori seriali, addetti ai lavori libreschi e anche lo stesso vincitore, che, per quanto compreso nella rosa dei papabili, non era certo dato tra i favoriti, tanto che nessuno è riuscito a raggiungerlo telefonicamente per avvertirlo prima della comunicazione ufficiale.

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Modiano si lascia alle spalle i concorrenti europei, africani e giapponesi, ottenendo l’ambito riconoscimento “ per l’arte della memoria con cui è riuscito a evocare i più sfuggenti destini umani e ha svelato il mondo dell’occupazione”, come recita la motivazione ufficiale.

Sessantanove anni, lo scrittore ha ormai dalla sua una lunga carriera, che lo ha visto più volte prestigioso interprete di premi significativi, ma non è molto conosciuto dal grande pubblico per la sua scrittura non molto facile, dai contenuti ostici e dalla forma espressiva secca, spesso tagliente.

E’ stato definito l’uomo della memoria, il Proust dei giorni nostri, data la sua caparbietà nell’andare a scavare nel passato, a riportare in luce tempi che molti preferirebbero lasciar sepolti per sempre perché scomodi alla coscienza collettiva.

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Figlio di un ebreo di origine italiana, probabilmente coinvolto col governo francese collaborazionista, e di una attrice di mediocre valore, Patrick ha parlato di sé, della sua difficile crescita solitaria, in un romanzo a  forte impatto autobiografico, “Un pedigree” (Einaudi 2006).

In queste pagine non ha esitato a denunciare le tristezze e le nefandezze di un’epoca, quella caratterizzata dalla seconda guerra mondiale, che è uno dei temi a lui più cari.

 

Di certo la sua storia individuale ha influenzato molto le sue scelte narrative, tutti i suoi personaggi vivono situazioni non ben definite, hanno contorni sfuggenti, identità indefinibili; molti fuggono, un po’ da tutto, nel passato e nel presente.

La Recherche di Modiano non ci regala gli scorci felici di Proust, ma brandelli di una società distrutta, privata di autentici valori di riferimento, in cui bisogna imparare a sopravvivere.

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Quanto sia difficile riuscire a fuggire lo raccontano le tre  donne protagoniste di “Sconosciute”, che tentano di mimetizzarsi all’interno di schemi sociali precostituiti scegliendo percorsi alternativi.

 

 

 

 

LIBRO DEL GIORNOSembra sparire nel nulla anche la quindicenne protagonista di “Dora Bruder”, per ricomparire soltanto in una lista di deportati ad Auschwitz.

 

 

Ma chi voglia avvinarsi a Modiano e provare a capire la sua straordinaria arte dello scrivere deve scegliere “Nel caffè della giovinezza perduta”, edito da Einaudi nel 2010.

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Al centro di questa storia è un caffè parigino, ove si raccolgono i più variegati protagonisti di un’umanità disincantata, avventori segnati da un passato che non si vuole raccontare e da un futuro che è difficile persino immaginare.

Tra tutti loro una ragazza, Louki, senza passato né presente, sradicata eppure così reale nel suo muoversi nella città più amata dallo scrittore, Parigi.

 

Anche quest’ultima però subisce talora delle trasformazioni, si passa da una minuziosa e quasi pedante descrizione dei suoi contesti topografici ad una sua trasfigurazione simbolica, per non dire visionaria.

Tutto si amalgama, luoghi, personaggi vicende, nello stile che Modiano ha fatto proprio dopo un incontro fortuito, grazie alle conoscenze materne, con lo scrittore Raymond Queneau, considerato unanimemente uno dei grandi innovatori della letteratura moderna (un esempio per tutti, i suoi imperdibili “Esercizi di stile”).

Era il 1967 quando Queneau lo fece conoscere all’editore Gallimard, dando inizio alla sua carriera di scrittore, l’unica che Patrick Modiano abbia mai preso davvero in considerazione.

Uomo comunque riservato e schivo, profondamente immerso nella sua a volte ossessiva ricerca di risposte alle grandi domande sul passato, non ha perso neppure in occasione del conferimento del Nobel la sua franchezza, dichiarando in tutta onestà di essere molto contento del premio, ma di considerare la scelta della giuria, che lo ha preferito ad altri 210 candidati, certamente bizzarra.

Una risposta degna di un  grande, bizzarro scrittore contemporaneo.

Bibliografia di Patrick Modiano.

 

 

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Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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