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Art & Show – Social Book Day, riflessioni a posteriori

Il 15 ottobre scorso si è svolta le seconda edizione del Social Book Day, la giornata dedicata ai libri nel corso della quale l’obiettivo primario di tutti i social è uno solo: indurre a leggere di più.

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Questa ulteriore iniziativa culturale, mediata attraverso i più moderni canali di comunicazione, ha indotto la sottoscritta, ben nota e inguaribile librodipendente sin dall’infanzia, a prendersi una pausa di riflessione e a condividere alcuni pensieri con altri amanti di questa speciale droga, che, come dice un noto post che circola su Facebook, è l’unica che crea indipendenza e non dipendenza.

Il punto sostanziale è il seguente: qualsiasi indagine o sondaggio relativo alla materia in questione venga ufficializzato rende noti esiti catastrofici: l’ultimo in ordine di tempo sostiene che nel corso dell’anno passato solo un italiano su due ha acquistato un libro, forse anche per regalarlo e non per leggerlo, rendendo così sempre più striminzito il popolo dei lettori.

E questo è un dato offertoci come matematicamente oggettivo.

Poi c’è il retro della medaglia, quello che giornate tipo il Social Book Day mettono in evidenza: tutti i social si ritrovano compatti a promuovere questo desueto passatempo, un’attività che in molti ritengono destinata alle eredi di Emily Dickinson e a sparuti esemplari del genere maschile, traviati ed allontanati da altri interessi ben più mascolini e gratificanti.

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Ma qui la sorpresa è in agguato: la pagine delle community sono tutte un profluvio di MI PIACE, di pollici alzati in segno di condivisione, di citazioni dotte tratte dai testi più disparati, di confronti e discussioni su autori e scrittura.

Eccola qui, l’apparente contraddizione: ma i malevoli non sostengono forse che chi usa (e non abusa) di queste piattaforme è come fossilizzato, incapace di allargare il suo mondo, culturalmente impoverito in quanto schiavo di questa tecnologia?

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Sembrerebbe proprio di no, il 15 ottobre, con la bella iniziativa di LIBRERIAMO, fondata dal sociologo Saro Trovato, non ha fatto che ribadire come i libri siano ancora e sempre un grande amore.

Chiunque abbia avuto la fortuna di vivere la domenica torinese di Portici di Carta lo ha sperimentato, bancarelle stipate di probabili lettori e incontri affollati di uditori hanno permesso di tastare il polso della situazione.

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Quando, nel marzo scorso, CAFFEINA promosse la giornata per salvare la cultura, proponendo di recarsi in libreria per un acquisto anche piccolo contraddistinguendosi con un fiocco bianco appuntato sulla giacca, fu un trionfo.

 

Fra alcuni giorni, esattamente il 29, 30 e 31 ottobre, ci saranno le giornate dedicate alla lettura ad alta voce: si chiederà agli insegnanti di interrompere le loro lezioni quotidiane ed intrattenersi coi ragazzi leggendo loro un brano a voce alta, qualcosa che tocchi le corde del cuore e unisca tutti in un momento di comune passione.

Non sono che alcuni esempi, ma sono quelli che più hanno colpito la mia immaginazione: tutto questo fermento culturale e di iniziative per qualcosa che sta morendo? Per una morte epicamente annunciata con toni tragici?

NO.

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I libri vivono, con le loro pagine sdrucite, ingiallite, patinate, sottolineate, spiegazzate, memorizzate, amate, odiate come solo chi li ha resi propri sa fare, ma anche con le loro visualizzazioni sulle pagine dei tablet, sugli schermi dei pc.

Siamo ottimisti, siamo felicemente consapevoli di questi risultati che ci inducono a continuare nell’attività di promozione ad ogni livello.

“L’uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. […]

Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità.”

( Daniel Pennac, COME UN ROMANZO)

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Per chi vuole approfondire…

Libreriamo

Caffeina

Portici di Carta

Daniel Pennac

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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