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Il latino, una lingua da amare per Nicola Gardini

Il latino, una lingua da amare per Nicola Gardini

Nicola Gardini è docente di Letteratura Italiana  e comparata all’Università di Oxford e ama il latino.

Il suo non è però soltanto un amore da reminiscenza scolastica, quello che rimane in quantità maggiore o minore in quasi tutti coloro che hanno nel loro curriculum la frequentazione di un liceo classico, nel suo caso si tratta di una vera e propria travolgente passione.

Questa lingua antica e troppo spesso dimenticata, come lui stesso sostiene, lo ha trasformato in un cittadino del mondo, regalandogli nel presente una ricchezza espressiva ed emotiva e la capacità di comprendere a fondo l’antichità, da lui sempre amata.

Oggi che la tradizione scolastica sembra voler allontanare sempre di più i cittadini di domani dal raccordo con le loro radici, puntando su uno studio sempre più tecnico-scientifico e meno umanistico, Nicola Gardini si pone controcorrente e si fa autore di un libro, “Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile”, la lettura del quale ha come obiettivo il poter “ aggiungere respiro alle nostre giornate” (cit. pag. 17).

Il latino, amore antico e articolato di Nicola Gardini

Scrivere un libro sul latino sperando di coinvolgere nella lettura un pubblico vasto è una grande scommessa: non si tratta di un saggio classico, non è un racconto o un romanzo, non è un testo poetico.

Appurata la possibilità di esprimere una considerazione in negativo,  resta il dilemma di trovare cos’è questo lavoro, di incasellarlo in una definizione, impegno questo assai arduo se non si arriva ad una semplice conclusione finale: “Viva il latino” è tutto questo messo insieme, fuso e reso materialeomogeneo.

E’ un dono d’amore verso quella che Gardini considera l’origine profonda del nostro essere oggi ciò che siamo, un’umanità civile e progredita.

Anche chi non ha mai potuto o voluto affrontare lo studio del latino può avvicinarsi alla lettura del testo: Nicola Gardini non è il cattedratico supponente che dispensa pillole di conoscenza ai suoi devoti, è un maestro di vita che regala a tutti coloro che ne hanno desiderio una parte del suo sapere.

In un primo percorso di carattere storico-linguistico, attraverso i capitoli iniziali, l’autore percorre rapidamente la storia evolutiva di questa lingua, dal suo formarsi molti secoli prima di Cristo al suo decadere con la fine dell’Impero romano, per poi dare vita, come linfa sotterranea, alle diverse lingue romanze o neolatine, come il nostro italiano.

Nel corso di un millennio il popolo romano si dotò di un’arma ancora più potente di quelle che avrebbero permesso a Scipione l’Africano, a Cesare o a Ottaviano di sconfiggere innumerevoli nemici provenienti anche da molto lontano.

Questo popolo diede vita a una lingua straordinaria, che poi diffuse in tutta Europa, rendendola uno strumento espressivo potentissimo, capace di esprimere ogni piega dell’animo umano, ogni sfumatura oratoria, un’eccellenza linguistica e spirituale.

Gli autori del passato nelle pagine di Nicola Gardini

Stabilita questa lunga e solida premessa, Nicola Gardini si avventura poi in un cammino tra i grandi autori della classicità e del periodo più tardo, scegliendo la loro caratteristica peculiare e spiegandola ai lettori, con brani in lingua, per chi la conosce, accompagnati sempre da traduzioni per i neofiti.

Si susseguono allora capitolo dopo capitolo i nomi di cui tutti abbiamo memoria, come Cesare o Cicerone o Seneca, alternati ad altri di minor risonanza ma di altrettanta importanza come Tito Livio o Lucrezio.

Con il racconto di Giulio Cesare della conquista della Gallia ci è dato capire, ad esempio, come la lingua latina potesse essere usata specificatamente per spiegare ed informare ( il Senato, nello specifico) e dunque potesse servirsi di schemi espressivi all’apparenza semplici ma in realtà frutto di uno studio e di una scelta oculati, dovendo raggiungere la chiarezza.

Con Catullo Gardini affronta il tema amoroso in tutte le sue possibili sfaccettature, passando dalla celebrazione estatica della donna, per la quale la scelta linguistica si fa raffinata ed elevata, alla cruda raffigurazione dell’amore come passione carnale, dagli effetti sin troppo evidenti (difficili da celare sotto una esile tunica, secondo il poeta).

Lucrezio e Virgilio sono stati i celebratori della natura, mentre Livio e Tacito ( ben noti a hi è stato liceale per la difficoltà di traduzione!) hanno rivolto la loro attenzione alla storia, rendendola viva e palpitante ancora oggi grazie alle sottili analisi psicologiche dei personaggi che l’hanno costruita.

Il nostro pensiero, il nostro meditare si è formato grazie anche a Cicerone e Seneca, capaci di illuminarci sui moti dell’animo umano e sulle sue infinite capacità.

Questi sono alcuni fra gli spunti che Nicola Gardini ci offre, ma ad essi se ne associano tanti altri, che rendono la lettura di questo libro affascinante e coinvolgente.

Certo è che non si tratta di un libro da leggere sotto l’ombrellone in questo ultimo scampolo di vacanza, a cui dedicare un’attenzione distratta: è però altrettanto certo che si tratta di un libro che arricchisce e che regala emozioni, come quelle citate dal suo stesso autore:

“Con Virgilio mi commuovo; con Tacito mi appassiono alla crudeltà; con Lucrezio mi allontano e sprofondo e vortico; con Cicerone sogno la perfezione in tutto, pensiero, discorso, comportamento. Seneca mi dà lezioni di felicità.”

Davvero difficile,  a questo punto, credere ancora che il latino sia una lingua inutile.

 

Il latino, una lingua da amare per Nicola GardiniAUTORE : Nicola Gardini

TITOLO : Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile.

EDITORE : Garzanti

Pagg. 238,  EURO 16,90

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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