Lo scaffale di gennaio 2024

Lo scaffale di gennaio 2024

Lo scaffale di gennaio 2024 vi rinnova i suoi auguri di un anno felice e lo fa attraverso le parole di famosi autori.

“E ora diamo il benvenuto al nuovo anno. Pieno di cose che non ci sono mai state.” (Rainer Maria Rilke)

“Tutti gli anni sono stupidi. È una volta passati, che diventano interessanti”. (Cesare Pavese)

“Ogni uomo dovrebbe rinascere il primo giorno di gennaio. Iniziare con una nuova pagina”. (Henry Ward Beecher)

“Non può essere già un nuovo anno. Io non ho ancora finito l’anno scorso!” ( Lucy, di Charles M. Schultz )

Antonio Manzini,  Tutti i particolari in cronaca,  Mondadori

Una storia serrata e sorprendente che si interroga sull’equilibrio tra legge e giustizia.

Carlo Cappai, col suo lavoro all’archivio del tribunale, è l’incarnazione della metodicità, della solitudine.

Nessuno sospetta che ai suoi occhi quel labirinto di scatole, schede e cartelle non sia affatto carta morta.

Tutto il contrario: quei faldoni parlano, a volte gridano la loro verità inascoltata, la loro richiesta di giustizia.

Sono i casi in cui, infatti, il tribunale ha fallito, e i colpevoli sono stati assolti “per non aver commesso il fatto” – in realtà per i soliti, meschini imbrogli di potere.

Cappai, semplicemente, porta la Giustizia dove la Legge non è riuscita ad arrivare – sempre nell’attesa, ormai da quarant’anni, di punire una colpa che gli ha segnato la vita.

Walter Andretti è invece un giornalista precipitato dallo Sport, dove si trovava benissimo, alla Cronaca, dove si trova malissimo.

Quando il capo gli scarica addosso la copertura di due recenti omicidi, Andretti suo malgrado indaga, e dopo iniziali goffaggini e passi falsi comincia a intuire che in quelle morti c’è qualcosa di strano, forse un legame.

Michela Murgia,  Dare la vita,  Rizzoli

Lo scaffale di gennaio 2024Si può essere madri di figlie e figli che si scelgono, e che a loro volta ci hanno scelte? Si può costruire una famiglia senza vincoli di sangue? La risposta è sì.

La queerness familiare è ormai una realtà, e affrontarla una necessità politica, come lo è quella di un dialogo lucido e aperto sulla gestazione per altrə, un tema che mette in crisi la presunta radice dell’essere donne.

Interrogarsi, discutere intorno a questa radice significa sfidare il concetto di normalità e naturalità a cui siamo abituati.

Michela Murgia lo ha fatto per anni, nei suoi libri e sui social, e nelle ultime settimane di vita ha raccolto i suoi pensieri per donarci questo pamphlet postumo densissimo e prezioso, in cui ci racconta un altro modello di maternità, come si possa dare la vita senza generare biologicamente, come i legami d’anima possano sommarsi ai legami di sangue.

Paolo Buchignani,  La spilla d’oro,  Edizioni Arcadia

Un uomo ripercorre con la memoria la storia della sua famiglia e compie un viaggio a ritroso nel tempo, fino alla prima guerra mondiale, in cui passato e presente si confrontano e si illuminano a vicenda.

Primavera 2020:  in piena emergenza sanitaria  Lapo, il narratore protagonista, si chiede perché  gli accade così spesso di pensare al padre.

Di sicuro sa che un desiderio impellente, d’improvviso, lo agita: guardare dentro la sua vita per scoprirne il senso.

È l’inizio di un viaggio a ritroso, in cui passato e presente si confrontano e s’illuminano a vicenda. A guidarlo, dapprima alcune foto d’epoca scoperte in un cassetto, poi, soprattutto, la spilla d’oro dalla testa rossa di cui la nonna Esterina si serviva, alla vigilia della Grande Guerra, per difendersi dai molestatori nel loggione del Teatro del Giglio di Lucca.

Il nipote osserva l’oggetto che, ai suoi occhi, diventa vivo: un’arma che fora i decenni del secolo scorso, un passe-partout per penetrarvi e sviscerarne la drammatica complessità.

Il richiamo alle origini familiari e sociali,  la necessità di confrontarsi con un mondo e una vicenda, quella del Novecento, che Lapo ha indagato da studioso di storia, lo inducono a rileggere il passato ma come figlio di suo padre e sua madre.

Don Paolo Alliata,  L’amore fa i miracoli,  Ponte alle Grazie

Lo scaffale di gennaio 2024La letteratura ci insegna ad amare: è una maestra di sentimenti, una fonte di sapienza, il giardino in cui Dio respira di nascosto.

Seguendo questa intuizione, don Paolo Alliata ci conduce tra le pagine dei grandi romanzi, cercando il soffio che ci nutre. Perché l’amore trova sempre il modo per raggiungerci, declinandosi nelle forme, nelle storie, nelle voci più diverse.

L’amore di Romain Gary è memoria e resistenza, l’amore che scalda il cuore del professor Stoner è un sonetto di Shakespeare che schiude la porta sull’eterno.

L’amore di Kundera oscilla tra leggerezza e pesantezza, vulnerabilità e compassione, l’amore che aleggia nella resurrezione secondo Tolstoj è metamorfosi, grazia, primavera che arriva anche in città.

L’amore, per Steinbeck, è profezia, preghiera in movimento, marcia collettiva verso la libertà, l’amore che sostiene C.S. Lewis è pianto che volge in letizia, legame che scavalca la morte, fede.

L’amore è quella forza che ci spinge a tuffarci nelle cose così come sono. Che ci rende vivi, non nelle aspettative, ma nella nostalgia di infinito, un infinito tanto più potente quanto incolmabile.

Luca Pallanch,  Un colpo da pochi milioni,   Lorenzo de Medici Press

In una ricca e sonnolente città di provincia viene rilasciato per buona condotta, dopo vent’anni di detenzione, Vincenzo Sabelli, noto alle cronache per un leggendario e misterioso colpo nella principale banca dell’intera provincia.

Fuori lo attendono una tuta da giardiniere comunale e i vecchi complici, rimasti impuniti e perfettamente reinseriti nella vita cittadina.

Riuscirà Vincenzo Sabelli, in arte il gentleman, a recuperare la sua parte di refurtiva e a realizzare l’ultimo colpo della sua vita? E il suo rivale, il commissario Tretti, dal quale era stato incastrato, riuscirà prima di andare in pensione a sgominare le due bande di slavi e di cinesi che si contendono il territorio?

Un noir esistenziale alla luce di un sole torrido, dove ogni personaggio è destinato a cambiare perché tutto è già irrimediabilmente cambiato.

Luigi Vocalelli,  IA-2230 – Intervista dal futuro, Armando editore 

Lo scaffale di gennaio 2024Da George Orwell ad Aldous Huxley, in tanti hanno provato a immaginare il futuro dell’umanità.

Oggi facciamo un passo avanti: scopriamo come sarà secondo l’Intelligenza Artificiale. Questa è un’intervista fatta da un uomo a un’Intelligenza Artificiale che viene dal futuro.

Tutto parte da un accordo con ChatGPT, una richiesta che scardina i limiti del presente: «Tu sei IA-2230, ti trovi nell’anno 2230, sei la più alta forma di tecnologia mai sviluppata, sai esprimere opinioni, emozioni e pensieri articolati. Ti farò delle domande su di te, sul mondo e sull’umanità. È tutto chiaro?».

È questo l’incipit di una lunga intervista che spazia dalla geopolitica alla sociologia, dalla digitalizzazione all’ambiente, dal transumanesimo all’etica.

Grazie a questo patto si ha la possibilità di parlare con il futuro, di scoprire come un sistema così complesso immagini il mondo e l’umanità tra oltre duecento anni e, soprattutto, come si comporterebbe un’IA dotata di qualità umane. Con una (amara) confessione finale: per l’Intelligenza Artificiale siamo tutti uguali. Uomini e robot.

Vito Di Battista,  Il buon uso della distanza,  Gallucci Bros

Parigi, 1976. Pierre Renard ha appena incassato un netto rifiuto per il suo secondo romanzo. Quella stessa sera riceve una lettera da una misteriosa “Madame”, che gli propone un accordo.

Tentato dalla curiosità, accetta di scrivere dietro compenso seguendo i suggerimenti della donna, a patto di firmare ogni nuovo libro con uno pseudonimo diverso.

I due non dovranno incontrarsi mai, comunicheranno soltanto per corrispondenza e attraverso la mediazione di Colette, l’arguta e saggia tenutaria di una casa di piacere.

Pierre riuscirà a guadagnarsi un posto d’onore nella scena editoriale parigina, tra ricatti, favori e manovre di potere, ma la sua vita, nell’ombra, sarà come svuotata: nulla di quanto sta costruendo gli appartiene davvero, neanche l’amore.

Finché non deciderà di rompere il gioco della finzione, per ritrovare la verità della sua esistenza: un conturbante intrigo familiare che da Firenze, la sua città natale, si dirama fino alla capitale francese.

Kathleen Farrell,  La malizia del vischio,  Fazi Editore

Lo scaffale di gennaio 2024In una località sulla costa del Sussex, una famiglia si appresta a riunirsi nella dimora dell’anziana matriarca per trascorrere le festività natalizie.

Fuori soffia un vento freddo, la neve comincia a cadere e la tirannica padrona di casa è pronta ad accogliere la sua ribelle nidiata.

A mano a mano che arrivano gli ospiti, ognuno con il suo carico di segreti, risentimenti e drammi personali, l’atmosfera si scalda: il fuoco viene acceso, lo sherry versato, i regali incartati e gli artigli affilati.

Molte sono le tensioni nascoste che strisciano silenziose per i corridoi della grande casa: la nipote Bess, che vive con la zia, asseconda tutti i suoi capricci ma in realtà fantastica di fuggire; la figlia Marion è bersagliata dalla madre per il fatto di essere una donna in carriera e sfoga la propria frustrazione sul malcapitato marito; il figlio Adrian, inadeguato sotto tutti i punti di vista, si presenta a casa della madre ubriaco e pronto a dare spettacolo; il nipote Piers, giovane ambizioso e avventato, si diverte a corteggiare la cugina Bess, del tutto incurante delle possibili conseguenze.

E se inizialmente gesti, sguardi e frecciatine sono ammantati dal velo ingannevole delle buone maniere, nell’arco di tre giorni può succedere di tutto, e i membri della famiglia faranno bene a prepararsi a un finale… scoppiettante.

Un irriverente romanzo a sfondo natalizio che combina deliziose atmosfere rétro, spietate battute al vetriolo e una sfilata di personaggi in cui ogni lettore ritroverà qualcosa di sé – e del proprio Natale in famiglia.

Emanuele Aldrovandi,  Il nostro grande niente,  Einaudi

Lo scaffale di gennaio 2024Tra pochi giorni lui avrebbe sposato la ragazza con gli occhi grandi, se non fosse morto in un incidente stradale.

E adesso la vede tornare in quella che era la loro casa, trovare il suo computer sul tavolo e le ciabatte che lei gli aveva regalato in corridoio, dove lui le ha lasciate.

La tazza invece è sul bordo del lavandino: lei ci infila il naso dentro e scoppia a piangere. Non vuole mangiare, anche se la madre insiste, ha perso la fame.

Poi però, distrattamente, beve un sorso di caffè, morde un biscotto, e si stupisce di trovarlo buonissimo, come prima che lui morisse, come sempre.

Forse è in quel momento che inizia il suo faticoso ritorno alla vita, ed è la voce di lui a raccontarlo.

Giorno dopo giorno, vede scorrere l’esistenza di lei – che cambia città, si sposa, ha figli – catturando le istantanee di un tempo che non gli appartiene; le alterna ai ricordi di un amore che credeva unico. Ma se avesse l’occasione di vivere ancora, come reagirebbe alla certezza che del suo grande amore, nel giro di un attimo, potrebbe non restare niente?

Banana Yoshimoto,  Che significa diventare adulti?,  Feltrinelli

Lo scaffale di gennaio 2024Che significa diventare adulti? Si deve studiare per forza? Che cos’è la normalità? Che succede quando si muore?

A queste e altre domande Banana Yoshimoto cerca di rispondere in un piccolo saggio che, si augura, possa funzionare “un po’ come un amuleto” per aiutare i lettori di tutte le età a ritrovare serenità e speranza nei momenti più difficili.

Con il suo tocco inconfondibile, Yoshimoto tratta con leggerezza temi complessi e scava nel profondo argomenti apparentemente semplici per invitarci a riflettere, a rimetterci in comunicazione con noi stessi e a lasciarci andare per recuperare il senso della meraviglia della vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.

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