Lo scaffale di gennaio 2025
Libri

Lo scaffale di gennaio 2025

04/01/2025
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A tutti i lettori de Il Font i più cari auguri di buon anno da Lo scaffale di gennaio 2025.

Anno nuovo, scaffale nuovo ogni mese, perchè le buone abitudini vanno mantenute.

E per iniziare con un sorriso, un pensiero di Mafalda di Quino:  “Scommetto che dal canto suo l’anno che viene spera che sia la gente a essere migliore!”

Guendalina Middei,  Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita. I classici che ti mettono in salvo,  Feltrinelli

Ulisse, Lolita, Antigone, Ivàn Karamazov, lady Chatterley, il lupo della steppa non sono semplici personaggi letterari: le loro passioni ci sono familiari, il loro coraggio ci seduce, la loro morte ci commuove.

L’Odissea non è solo la storia di un uomo che ritorna a casa, ma è anche la storia di chi si riappropria del proprio tempo e della propria anima. Hermann Hesse ci ricorda che un conto è intuirsi, un altro è trovarsi. E quante volte dubitiamo delle nostre scelte e temiamo di non farcela, come è successo a Dante?

Leggere e rileggere i classici con Guendalina Middei è un antidoto alla stupidità, al conformismo, alla superficialità. E un modo per ritrovarsi nelle pagine dei libri, perché è questo che cerchiamo: la scoperta di non essere soli.

In un dialogo a tu per tu con i grandi autori del passato, fatto di domande, illuminazioni e rapimenti, che fa sorridere e commuovere, l’autrice si confessa e ci racconta quei libri che più di tutti hanno portato scompiglio nella sua vita. Perché tutto ciò che ha il potere di turbarci e sorprenderci finisce per salvarci.

Immagine di copertina
Attualità
Vaccino anti papillomavirus umano, peso della patologia
Qual è il peso di una patologia? Come la vive, in primo luogo, colui che ne…
Annalisa Ambrosio,  L’amore è cambiato,  Einaudi

Lo scaffale di gennaio 2025È possibile superare il mito tradizionale dell’amore senza negarsi il piacere di perdere la testa per qualcuno?

Forse sí, a patto di capire che cosa fare se si è innamorati nell’era post-romantica.

L’amore è cambiato perché la cultura terapeutica, l’istituto giuridico del divorzio, le lotte dei movimenti LGBTQIA+ hanno allargato la morfologia delle relazioni amorose. La relazione amorosa non è una sola. Non piú.

Realizzare un amore, cioè, non significa necessariamente sposarsi, avere dei figli, fare sesso o vivere sotto lo stesso tetto a lungo.

Ci sono altre possibilità. E queste possibilità sono tanto piú varie e concrete quanto piú siamo in grado di usare l’immaginazione.

Nadia Terranova,  Quello che so di te,  Guanda

C’è una donna in questa storia che, di fronte alla figlia appena nata, ha una sola certezza: da ora non potrà mai più permettersi di impazzire.

La follia nella sua famiglia non è solo un pensiero astratto ma ha un nome, e quel nome è Venera. Una bisnonna che ha sempre avuto un posto speciale nei suoi sogni.

Ma chi era Venera? Qual è stato l’evento che l’ha portata a varcare la soglia del Mandalari, il manicomio di Messina, in un giorno di marzo?

Per scoprirlo, è fondamentale interrogare la Mitologia Familiare, che però forse mente, forse sbaglia, trasfigura ogni episodio con dettagli inattendibili.

Non basta sognare il passato, bisogna andarselo a prendere. Ritornare a Messina, ritornare fra le mura dove Venera è stata internata e cercare un varco fra le memorie (o le bugie?) tramandate, fra l’invenzione e la realtà, fra i responsi della psichiatria e quelli dei racconti familiari.

 Un romanzo che ci interroga sul potere della memoria, individuale e collettiva, e sulla nostra capacità di attraversarla per immaginare chi siamo.

Benjamin Jacobs,  Il dentista di Auschwitz,  Bibliotheka

 Lo scaffale di gennaio 2025Il 5 maggio 1941 tre vecchi camion attraversano una strada sterrata polacca con a bordo centosettanta ebrei del villaggio di Dobra. Sono uomini di età compresa tra i sedici e i sessant’anni.

Tra loro anche Berek Jakubowicz e suo padre, autorizzati a portare con sé solo un piccolo fagotto ciascuno. Il ragazzo non sa che quei pochi strumenti odontoiatrici utilizzati nel primo anno di formazione universitaria gli salveranno la vita.

La sua storia viene narrata dai lui stesso nel libro firmato con il nuovo nome (Benjamin Jacobs) assunto negli Stati Uniti, dove emigrò dopo la liberazione.

Nei cinque anni di privazioni trascorsi nei campi di sterminio nazisti, tra cui Buchenwald, Dora-Mittelbau, e Auschwitz (dove entrò in contatto con il famigerato Josef Mengele, medico e criminale di guerra), ha visto morire il padre ed è stato costretto ad esercitare la professione dentistica su prigionieri e ufficiali e ad estrarre i denti d’oro dei cadaveri appena usciti dalle camere a gas.

Il libro indaga sulla proliferazione del male dalla prospettiva di chi ha vissuto a stretto contatto con un orrore assoluto e onnipervasivo.

Silvio Maresca, La civiltà delle cattive maniere. Il diritto all’odio e la fine del rispetto umano,  Armando editore

Con contributi di Virginia Ciaravolo, Stefano D’Errico, Fabio Gabrielli, Enrico Garlaschelli, Antonio Lo Iacono.

Le buone maniere non sono solo galateo, sono parte inscindibile di una cultura e di uno stile di vita, sono regolatrici di emozioni e istinti.

Nelle società contemporanee, segnate dalla dissoluzione di una Legge condivisa, del Super-Io, delle grandi narrazioni, cambia la struttura psichica e sociale, si moltiplicano le spinte narcisistiche, l’edonismo compulsivo, le ossessioni identitarie individuali e collettive. L’Altro diventa Amico, Nemico, Straniero, oppure scompare e diventa irrilevante.

E l’estraneità produce perturbamento, regressione, paranoia, ritorno del pensiero magico.

Il Web aggrava lo scenario: le piattaforme digitali sono potentissimi acceleratori di individualismo, narcisismo, tribalismo, e demolitrici di ogni forma di buone maniere.

Andrea Bajani,  L’anniversario,  Feltrinelli

 Lo scaffale di gennaio 2025Si possono abbandonare il proprio padre e la propria madre?  Mettere in discussione l’origine, sfuggire alla sua stretta?

Dopo dieci anni sottratti al logoramento di una violenza sottile e pervasiva tra le mura di casa, finalmente un figlio può voltarsi e narrare la sua disgraziata famiglia e il tabù di questa censura,  celebrando così un lacerante anniversario: senza accusare e senza salvare, con una voce “scandalosamente calma”, come scrive Emmanuel Carrère.

Il racconto che ne deriva è il ritratto struggente e lucidissimo di una donna a perdere, che ha rinunciato a tutto pur di essere qualcosa agli occhi del marito, mentre lui tiene lei e i figli dentro un regime in cui possesso e richiesta d’amore sono i lacci di un unico nodo.

L’isolamento stagno a cui li costringe viene infranto a tratti dagli squilli di un apparecchio telefonico mal tollerato, da qualche sporadico compagno di scuola, da un’amica della madre che viene presto bandita.

In questo microcosmo concentrazionario, a poco a poco si innesta nel figlio un desiderio insopprimibile di rinascita – essere sé stessi, vivere la propria vita, aprirsi agli altri senza il terrore delle ritorsioni. Con la certezza che, per mettersi in salvo, da lì niente può essere salvato.

Giuseppe Antonelli,  Il mago delle parole,  Einaudi

Lo scaffale di gennaio 2025Cosa succede se il nuovo insegnante d’italiano è uno strano tipo tutto azzimato che ogni giorno se ne inventa una nuova? Appende cartelli, disegna cartine, improvvisa quiz, apparecchia la cattedra con un servizio da tè. Spiega la grammatica come una partita a scacchi, scrive alla lavagna formule etimologiche e le risolve a mo’ di enigmi, trasforma le parole in racconti pieni di colpi di scena.

Le incrocia, le manipola, le inventa, le traduce in suoni e colori, sapori e profumi.

Insieme ai classici della letteratura, cita canzoni, fumetti, film e non smette mai di dialogare con tutti gli studenti: ascolta, commenta, ribatte, scherza, incoraggia.

Un imprevedibile prof che ogni tanto si mette qualcosa in equilibrio sulla testa e rimane immobile finché non ritorna il silenzio; non dà mai voti e in pagella scrive solo consigli in forma di sonetto.

Succede che imparare la lingua, le sue regole, la sua storia diventa un’avventura affascinante. La grammatica, in fondo, è solo l’arte di dire le cose nel modo giusto al momento giusto.

E allora ecco l’Accademia d’arte grammatica: una società segreta in cui ragazzi e ragazze s’incontrano fuori da scuola per divertirsi a giocare con la lingua italiana. Succede che un’esperienza cosí può cambiarti la vita.

Kim Ho-Yeon,  A Jeju nasce il vento,  Salani

Lo scaffale di gennaio 2025La storia di due uomini, tra loro completamente diversi, uniti dal legame con la stessa donna che hanno amato e perduto.

Minjung Go, un riservato editore, e Andy Kang, un energico personal trainer dalla corporatura robusta, si incontrano al funerale della scrittrice Jaeyeon, scoprendo solo in quel momento di aver condiviso con lei un passato sentimentale.

Entrambi convinti che la cerimonia funebre non rispecchi il carattere della donna che tanto avevano ammirato, decidono di agire d’impulso e rubare l’urna contenente le sue ceneri per poterle disperdere in un luogo speciale e più significativo.

Inizia così un viaggio rocambolesco attraverso la Corea, durante il quale i due uomini, inizialmente nemici e diffidenti l’uno verso l’altro, imparano a conoscersi e ad affrontare i ricordi che Jaeyeon ha lasciato in entrambi.

Ogni tappa del loro percorso offre l’opportunità di esplorare non solo i luoghi legati a Jaeyeon, ma anche le emozioni profonde e le fragilità che li uniscono. Il viaggio, oltre a essere un tributo alla donna che entrambi hanno amato, diventerà per loro un’occasione di riscatto e scoperta personale.

Barbara Frandino,  Tremi chi è innocente,  Einaudi

Quando il cadavere di un uomo viene ripescato nel fiume, Nico è certo di sapere di chi si tratta. Per una ragione molto semplice: è stato lui a ucciderlo. O almeno cosí crede.

Nel tentativo di ricostruire i fatti, per assolversi o condannarsi, si ritrova a scavare nelle bugie della sua famiglia e a cercare l’origine della loro infelicità, che come una malattia si è propagata e ha infettato ogni cosa. Persino i desideri.

Magari tutto è cominciato quando suo padre, un ingegnere in cerca della felicità termodinamica, ha iniziato a riempire la casa di oggetti che lui stesso avrebbe voluto inventare. O quando sua madre, con un diploma di laurea che prende polvere in un cassetto, ha sognato di perdersi dentro i libri che ama e sparire per sempre. Oppure nel momento preciso in cui Nico ha guardato suo zio e ha temuto di somigliargli.

O magari un motivo non c’è, succede e basta, che le vite precipitino.

La certezza diventa presto una sola: per quella morte tutti avrebbero un movente, perché tutti hanno qualcosa da nascondere.

Un noir familiare che si legge d’un fiato, un ordigno perfetto che ci lascia intravedere la distanza minima tra chi siamo e chi potremmo essere.

Bjorn Larsson, Filosofia minima del pendolare, Iperborea

Lo scaffale di gennaio 2025Björn Larsson ha alle spalle un’esistenza nomade e vagabonda a bordo di una barca, ma anche quarant’anni di sfiancante pendolarismo.

Pendolare incallito tra Danimarca, Svezia e Italia per lavoro e per amore, durante i suoi numerosi viaggi – in traghetto, treno, bus e qualche aereo – e migliaia di chilometri, ha osservato le abitudini e le nevrosi dei pendolari, incluso se stesso.

Il risultato è un libro divertente in cui episodi di vita vissuta sono occasioni di riflessione, e l’elegante lingua della letteratura si mescola al buffo chiacchiericcio quotidiano dei viaggiatori.

Con leggerezza e un’ironia che si fa aperta comicità, Larsson trasporta i suoi temi classici, come il viaggio, lo sradicamento e il bisogno di libertà, dal mondo romanzesco dei mari a quello quotidiano e urbano del trasporto pubblico, senza dimenticare considerazioni profonde sulla decadenza del linguaggio e le trasformazioni della società, con un occhio attento ai cambiamenti nel modo in cui viaggiamo.

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.