Lo scaffale di novembre 2024
Libri

Lo scaffale di novembre 2024

02/11/2024
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Le castagne sono la pace del focolare. Cose d’altri tempi. Crepitare di vecchi legni, pellegrini smarriti. (Federico Garcia Lorca)

Novembre incalza e Lo scaffale di novembre 2024 arriva puntuale all’appuntamento.

Un mese che accoglie il buio e il freddo, identificato spesso dai poeti come il tempo delle cose destinate a morire.

Un tempo per la riflessione, accompagnata da buone letture.

Natalie Leon,  SHUN – L’arte giapponese di vivere ogni cosa,  Salani Editore

Lo scaffale di novembre 2024Il Giappone è un Paese estremamente affascinante che ha da sempre basato la sua ricerca e la sua riflessione sul concetto di armonia e di felicità.

E lo ha incarnato nella vita quotidiana: l’antico rituale di purificazione nell’acqua gelida delle foreste, l’arte tessile del boro boro, la contemplazione della bellezza effimera dei ciliegi in fiore durante l’hanami e i dolci decorati con cura prima della preparazione del tè.

Non esiste un altro posto al mondo come il Giappone.

È il luogo in cui coltivare le gioie quotidiane, un’arte che si apprende con pazienza, in cui ogni giorno dona l’opportunità per scoprire come condurre la propria esistenza con grazia e significato.

Attraversando con delicatezza i dodici concetti chiave della cultura nipponica  questo libro ci racconta di paesaggi dai colori pastello e tradizioni antiche quanto il tempo, racconti popolari, ricette, esperienze moderne e tradizionali, scandendo giorno per giorno ogni aspetto della vita giapponese.

E ci insegna a scoprire la grazia dei piccoli gesti, tutti i segreti di una cultura che invita a lasciarsi ispirare da un modo di vivere che trova nella semplicità la sua bellezza più autentica.

Laura Imai Messina,  Tutti gli indirizzi perduti,  Einaudi

C’è una piccola isola, nel mare interno di Seto, che ha la forma di un’elica e non più di centocinquanta abitanti.

Proprio lì, nell’ufficio postale di Awashima, vengono conservate tutte le lettere spedite a un destinatario irraggiungibile: un amore perduto eppure ancora presente, la ragazza che leggeva Kawabata su un autobus a Roma, l’inventore del fon, il giocattolo preferito d’infanzia, il primo bacio che tarda ad arrivare.

Come messaggi in bottiglia, sono parole lasciate andare alla deriva che non aspettano una risposta. Perché scrivere può curare, tenere compagnia, aiutarci a decifrare il mondo, o la nostra stessa anima. «Tutto il senso dello scrivere queste lettere è, precisamente, scriverle».

Ad Awashima Risa si è offerta di catalogare le tantissime lettere arrivate in dieci anni all’Ufficio postale alla deriva (è questo il suo nome).

Un lavoro enorme, quello che si è presa in carico Risa, come setacciare l’oceano, ma lei lo fa per ragioni di cuore, perché suo padre è un postino, e ha lavorato tutta la vita affinché neppure una lettera andasse perduta.

Dal padre ha imparato la dedizione e la tenacia con cui ci si può prendere cura delle cose e delle persone, sua madre le ha insegnato la poesia e la curiosità verso ciò che è estraneo, perché «è dall’incontro con gli sconosciuti che può nascere lo straordinario».

Diego De Silva,  I titoli di coda di una vita insieme,  Einaudi

Lo scaffale di novembre 2024«L’amore non è una storia, ma due». Per questo Fosco e Alice hanno affidato ai loro rispettivi avvocati le parole che non sanno dirsi, lasciandosi.

Alice aspira a una conclusione drammatica, come se un grande amore si misurasse dalle ferite, dal male che è possibile farsi. Vuole enfasi, conflitto, palcoscenico.

Fosco è piú morbido, quasi passivo, incline ad accettare qualsiasi condizione.

E alla fine, come in tutte le separazioni, le loro posizioni si tradurranno in documenti mortificanti, che nulla dicono perché nulla sanno di una vita insieme. Che riassumono il dolore, e anche la gioia, in parole povere.

Per riscrivere con una dignità diversa i titoli di coda della loro storia, decidono allora di ritirarsi in una casa amata, tra i fantasmi dal passato e di ciò che è stato tradito, che siano gli anni felici dell’infanzia, quel tempo bello in cui s’impara il mondo, gli amici di sempre o il loro stesso legame.

Trovarsi lí, in quella casa, significa anche cercare un fuoco comune: il loro fuoco. Significa attraversare in due i rimpianti fino a esaurire la sofferenza, estrarre dalle macerie del tempo ciò che rimane vivo e trovare la forza di andare addosso alle cose, persino quando fanno paura.

Luca Fassina,  Gusto/Disgusto. Il cibo diventa cult: dal Cinema alla tavola,  OLIGO EDITORE

Esistono innumerevoli film in cui si parla di cibo, spesso utilizzato in modo grottesco per suscitare forti emozioni, così che molte scene sono diventate i simboli di altrettante pellicole.

Da Alberto Sordi in “Un americano a Roma” a Paolo Villaggio con “Il secondo tragico Fantozzi”,  fino a Tom Hanks che ripete come fosse un ritornello «La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita» (Forrest Gump).

Il modo di mostrare il cibo nei film cambia a seconda dei contesti sociali e storici, ma alcuni tratti restano comuni in quanto universali.

Questo libro vuole incuriosire il lettore esplorando l’argomento da diversi punti di vista e riproponendo le ricette più famose apparse sul grande schermo.

Si parla di come il cibo sia un protagonista utile, se non necessario, alla narrazione cinematografica, fonte di gioia, estasi o rappresentazione del grottesco, tanto nell’abuso quanto nella sua mancanza. Il cinema ha utilizzato il cibo per coinvolgere lo spettatore nella narrazione, a volte sino a disgustarlo.

Valérie Perrin,  Tatà,  edizioni e/o

Lo scaffale di novembre 2024Agnès non crede alle sue orecchie quando viene a sapere del decesso della zia. Non è possibile, la zia Colette è morta tre anni prima, riposa al cimitero di Gueugnon, c’è il suo nome sulla lapide…

In quanto parente più prossima tocca ad Agnès andare a riconoscere il cadavere, e non c’è dubbio, si tratta proprio della zia Colette. Ma allora chi c’è nella sua tomba? E perché per tre anni Colette ha fatto credere a tutti di essere morta?

È l’inizio di un’indagine a ritroso nel tempo.

Grazie a vecchi amici, testimonianze inaspettate e una misteriosa valigia piena di audiocassette, Agnès ricostruisce la storia di una famiglia, la sua, in cui il destino dei componenti è legato in maniera indissolubile a un circo degli orrori, all’unica sopravvissuta di una famiglia ebrea deportata e sterminata dai nazisti, alle vicende di un celebre pianista e a quelle di un assassino senza scrupoli, alle subdole manovre di un insospettabile pedofilo e al tifo sfegatato per la locale squadra di calcio, il FC Gueugnon.

Andrea De Carlo,  La geografia del danno,  La nave di Teseo

Questa è la storia di un segreto di famiglia che ne contiene altri.

Di una traversata oceanica dall’Italia al Cile in cerca di fortuna. Di un’emigrazione dalla Sicilia alla Tunisia per le stesse ragioni. Di una ragazza cilena che arriva a Genova all’alba della prima guerra mondiale. Di un giovane ingegnere navale che perde la testa per un’attrice di teatro. Di una compagnia di commedianti sudamericani che cela talenti straordinari.

Di una coltellata che sfigura un uomo e distrugge una famiglia.

Andrea De Carlo parte da una rivelazione sconvolgente per inoltrarsi in un’indagine che lo porta ai primi decenni del secolo scorso e poi ancora più indietro, alla fine dell’Ottocento.

Poco alla volta, grazie a vecchie fotografie ritrovate, scritti, incontri e un ostinato lavoro di osservazione e deduzione, l’autore ricostruisce le vicende avventurose e drammatiche della sua famiglia. La geografia del danno è una storia vera raccontata come un romanzo, che pagina dopo pagina rivela quanto chi ci ha preceduti determini in parte chi siamo oggi.

AA. VV., The Christmas Book,  Marsilio Arte

Lo scaffale di novembre 2024Una straordinaria, originale e gioiosa celebrazione della ricorrenza culturale e religiosa del Natale ,osservata da miliardi di persone in tutto il mondo.

Una raccolta di oltre 200 potenti immagini tra dipinti, libri, stampe, sculture, tessuti, ceramiche, fotografie, pubblicità, accuratamente selezionate e accostate tra loro da un gruppo internazionale di esperti e appassionati.

Un viaggio visivo attraverso i sei continenti ed epoche diverse ci conduce tra l’Avvento e la Nascita di Gesù, l’albero di Natale e le decorazioni a tema, le tradizioni religiose, culturali e culinarie di tutto il mondo, i doni, i film classici sul Natale, le canzoni, i giocattoli, le opere d’arte antiche e moderne, le riviste.

Sally Rooney,  Intermezzo,  Einaudi

A parte il fatto di essere fratelli, Peter e Ivan Koubek sembrano avere poco in comune.

Peter è un avvocato di Dublino sui trent’anni – affermato, abile e apparentemente irreprensibile. Ma, ora che gli è morto il padre, prende farmaci per dormire e si barcamena con fatica fra due relazioni con donne molto diverse: il primo, imperituro amore, Sylvia, e Naomi, una studentessa universitaria per cui la vita è un’unica lunga barzelletta.

Ivan è un campione di scacchi ventiduenne. Si è sempre considerato uno sfigato, un paria, l’antitesi del suo disinvolto fratello maggiore. Ora, nelle prime settimane dopo la perdita del padre, incontra Margaret, una donna piú grande che esce da un passato turbolento, e rapidamente e intensamente le loro vite si intrecciano.

Per i due fratelli in lutto, e per le persone da loro amate, si apre un interludio, un periodo di desiderio, disperazione e nuove prospettive – l’opportunità di scoprire quante cose un’unica vita possa contenere senza per questo andare in pezzi.

Giuseppe Catozzella,  Il fiore delle illusioni,  Feltrinelli

Lo scaffale di novembre 2024È possibile inseguire il proprio sogno senza perdere la parte più autentica di sé stessi? Sfuggire a un destino già scritto senza che questo finisca per bruciarci?

Francesco cresce nella periferia di Milano, figlio di meridionali e con il sogno di scrivere: un ragazzo ai margini di un paese ai margini.

In estate torna con i genitori in Basilicata, dove la vita sembra più autentica. Lì le costrizioni della città si trasformano in libertà: ci sono i nonni – nonna Luisa, la rimediante del paese -, i campi, e soprattutto c’è Luciano, il cugino con cui mungere vacche, pascolare pecore, lavorare la terra e sfrecciare sulla Vespa rossa truccata.

Luciano considera sbagliato emigrare, come ha fatto il padre di Francesco: per lui contano solo la fedeltà alle origini e la solitudine della campagna.

E se al Sud c’è la libertà, la vita che esiste e basta, Francesco al Nord si imbatte in un duplice omicidio di mafia, vede morire dei passanti innocenti.

Ma il Nord è anche il luogo in cui scopre l’amore, dove fa i conti con un padre per il quale i sogni non sono che illusioni, dove incontra un professore-poeta che cambia il suo modo di guardare sé stesso e gli altri. Il luogo dove inizia a credere di poter davvero realizzare il suo sogno, che è la chiave, forse, con cui ricomporre la frattura dei due mondi che si porta dentro.

Un appassionante romanzo di formazione che è al contempo lucido romanzo sociale.

Il fiore delle illusioni è la storia del rapporto fra due cugini, fra due Italie, ma anche della resa dei conti con la parabola del sogno, con quella di un Paese: la promessa nella generazione dei nonni, la piena realizzazione materiale in quella dei padri, e quanto ora rimane ai figli. E la scoperta, dopo tutto, che vivere a metà non è vivere.

Lorenzo Marone,  La vita a volte capita,  Feltrinelli

Brontolone, cinico, pigro, bugiardo: è così che si potrebbe descrivere Cesare Annunziata.

Vedovo e ottantenne, con mille acciacchi e le giornate vuote, Cesare si trova ad affrontare un agosto in città.

Nel condominio al Vomero sono rimasti in pochi: c’è la dirimpettaia gattara, ossessionata dalla telecamera al pianterreno; l’amico di una vita con cui Cesare gioca la stessa partita di scacchi da anni; e Lady Blonde, un’adolescente che non si stacca mai dal cellulare. E soprattutto ci sono i ricordi, ricordi subdoli che si insinuano dappertutto.

Proprio lui che si è sempre dichiarato immune ai sensi di colpa, ora si trova a fare i conti con mille domande. E se nella vita fosse stato più risoluto, dolce e accogliente? Se avesse trovato il coraggio di lasciare la moglie? Se avesse passato più tempo con i figli? Se, in definitiva, avesse sbagliato tutto?

Finché un giorno, nel parco in cui è solito portare Batman, il cane affidatogli dalla figlia, Cesare nota una ragazza dai capelli corti spruzzati di viola.

Si chiama Iris e ha negli occhi qualcosa di fragile e familiare. È l’inizio di una goffa ma tenera amicizia, in cui Cesare trova inaspettatamente conforto. D’un tratto, ci sono persone di cui deve, e vuole, occuparsi, e questo lo fa sentire felice. D’un tratto, non c’è più da rimuginare, ma da agire, da aiutare.

Perché la vita a volte capita quando meno te lo aspetti, e bisogna trovare il coraggio di afferrarla al volo.

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.