
Dalla scienza le indicazioni per una longevità sana
Il 5° Congresso Internazionale “HEALTHY LIFESPAN – Positive nutrition, antiinflammation diet, physical activity and sport”, organizzato dalla Fondazione Paolo Sorbini, e promosso da Enervit e Technogym, si è tenuto a inizio ottobre a Palazzo Mezzanotte a Milano; durante le due giornate di evento, esperti di fama internazionale si sono confrontati sui principali aspetti legati al miglioramento della qualità della vita e alla promozione di una longevità sana.
L’importanza di un corretto stile di vita
“Il nostro stile di vita ha un impatto molto importante sul nostro sistema immunitario e devo dire che sono estremamente preoccupato perché l’Italia, in questo momento, è il secondo peggior Paese in Europa, dopo la Spagna, per numero di bambini in sovrappeso oppure obesi e detiene il record di bambini inattivi che non fanno attività fisica. Essere in sovrappeso vuol dire disorientare il sistema immunitario. Il sovrappeso è infatti un cancerogeno, riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della Sanità, che cambia la risposta ad alcune terapie, per esempio quelle immunologiche. Fare attività fisica, insieme ai vaccini, rappresenta una forma di allenamento del nostro sistema immunitario che è un’orchestra straordinaria, di cui non conosciamo tutti gli strumenti, gli orchestrali e gli spartiti”, spiega Alberto Mantovani, Professore Emerito Humanitas University e Direttore Scientifico IRCCS Istituto Clinico Humanitas.
Ci sono alcuni fattori modificabili che possono aiutare le persone a raggiungere l’obiettivo di vivere una vita sana il più a lungo possibile, tra cui l’esercizio fisico, un’alimentazione antinfiammatoria e una corretta integrazione.

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“Ho lavorato molto sulle abitudini di vita delle popolazioni che risiedono in quelle che vengono definite zone blu, luoghi in cui la possibilità di invecchiare senza ammalarsi e di ottenere una sana longevità sono molto più elevate rispetto ad altre zone del pianeta. Nonostante queste zone siano molto diverse e lontane geograficamente tra loro, si trovano infatti in Giappone, Costa Rica e Italia, ci sono degli aspetti che le accomunano”, afferma Giovanni Scapagnini, Professore Ordinario di Nutrizione Clinica presso l’Università del Molise e Vicepresidente della Società Italiana di Nutraceutica (SINUT).
“In particolare, da un punto di vista nutrizionale gli abitanti delle blue zone seguono una dieta povera di calorie ma ricca di sostanze nutrienti e micronutrienti, e soprattutto sostanze fitochimiche quali i polifenoli e nutrienti essenziali quali gli acidi grassi polinsaturi omega 3. Elementi che aiutano la nostra biologia a mantenere le sue funzioni nel tempo e a controllare infiammazione e stress ossidativo. Attività fisica e qualità delle relazioni sociali rappresentano gli altri pilastri fondamentali su cui si basa la capacità di gestire la salute durante l’invecchiamento e di aumentare le possibilità di evitare le malattie croniche associate all’età“, aggiunge Scapagnini.
Il ruolo dell’attività fisica
“L’attività fisica moderata ha un effetto di riduzione dell’infiammazione rispetto alla sedentarietà, diverso è
però il caso dell’esercizio di endurance ad alta intensità. Lo sport intenso, infatti, causa un incremento delle cellule e delle molecole dell’infiammazione nel sangue. I fattori che influenzano l’infiammazione nello sport di endurance sono principalmente la durata dell’attività e l’intensità, oltre che il recupero. I meccanismi associati all’infiammazione sono: il metabolismo energetico, l’adattamento muscolare e tissutale, il recupero post esercizio e anche dell’assorbimento del ferro. Ė estremamente importante adottare delle strategie che permettono di modulare questi processi“, ha dichiarato Stefano Righetti, Medico chirurgo presso la Fondazione IRCCS S. Gerardo di Monza.
Stefano Righetti ha messo in evidenza alcuni risultati particolarmente rilevanti, come una significativa riduzione dei livelli infiammatori negli atleti che hanno assunto la miscela di carboidrati di maltodestrine-fruttosio nel rapporto 2:1, un aumento transitorio degli Omega-3 nel sangue nelle ore successive all’attività, acidi grassi noti per le loro proprietà antinfiammatorie, e una riduzione del richiamo di Omega-6 a 24 ore dopo l’esercizio, spesso associati a processi infiammatori.
La chiave per una longevità sana
In conclusione, il raggiungimento di una longevità in salute non è solo una questione di genetica, ma dipende fortemente dalle nostre scelte quotidiane.
Alimentazione equilibrata, nutrienti come gli acidi grassi polinsaturi omega-3 e composti di origine vegetale, come i polifenoli presenti in frutta e verdura, aiutano il nostro organismo a mantenere le sue funzioni nel tempo, contribuendo a controllare infiammazione e stress ossidativo.
Oltre all’alimentazione, l’esercizio fisico regolare e una buona gestione dello stress, sono i pilastri per un invecchiamento sano e attivo. Adottare uno stile di vita che favorisca il benessere fisico e mentale può migliorare significativamente la qualità della nostra vita, riducendo il tempo trascorso in condizioni di malattia e permettendoci di invecchiare restando giovani e attivi.
Copertina Foto di Andrea Piacquadio: https://www.pexels.com/it-it/foto/due-donne-adulte-l-una-accanto-all-altra-3768114/
Foto di Yan Krukau: https://www.pexels.com/it-it/foto/salutare-uomo-coppia-persone-6815702/




