DNA e longevità
Salute

DNA e longevità

18/12/2015
320 Visite

L’uomo vuol diventare sempre più longevo: vivere più di cento anni, e farlo restando vigile e in buona salute. Intende abbracciare, con la sua vita, un periodo il più possibile lungo.

Gli scienziati indagano, chiedendosi come e perché si invecchia: un domani, potrebbero essere in grado di incidere su questo fenomeno. La longevità ha meccanismi complessi.

La Stanford university e l’Università di Bologna hanno lavorato alle basi genetiche della longevità.

E’ apparso chiaro che i ‘loci genetici’ di recente scoperta sono associati con la capacità di sopravvivere a lungo.

In precedenti studi, erano state analizzate le abitudini dei centenari: è stato acclarato che non differiscono molto da quelle degli altri individui. Per questa ragione si è pensato a fattori importanti nel loro patrimonio genetico.

Per il momento, un solo gene singolo è stato identificato: Apoe, collegato all’Alzheimer. Nei centenari, ha una configurazione differente rispetto al resto della popolazione.

DNA e longevità, i risultati della nuova ricerca

Pubblica la nuova ricerca la rivista PLoS genetics: sulla base dei risultati, nell’ambito dei quali sono stati protagonisti anche ricercatori italiani, nei centenari possono essere assenti diverse varianti della malattia.

L’obiettivo era reperire i geni coinvolti: è stato determinato ​​un nuovo metodo statistico. Si chiama ‘informed Gwas’ o iGwas e, basandosi sulle conoscenze relative a 14 malattie, restringe la ricerca dei geni associati alla longevità. In questo modo si è giunti a isolare 5 loci, nei quali sono contenuti che indizi sui meccanismi fisiologici che si determinano in chi vive a lungo. Si tratta di loci coinvolti in diversi processi: senescenza cellulare, autoimmunità e segnalazione cellulare, nonché malattia di Alzheimer.

Immagine di copertina
Benessere
La routine di bellezza contro la cellulite
Con la bella stagione il corpo torna in primo piano. Ci si guarda allo specchio con…
DNA e longevità, la parola agli esperti

Così si sono espressi gli studiosi: “L’incidenza di quasi tutte le malattie aumenta con l’età, quindi comprendere i fattori genetici legati all’invecchiamento sano potrebbe avere un grande impatto sulla salute. Si potrà arrivare a una migliore comprensione di come questi geni promuovono la longevità e anche individuarne degli altri, estendendo la ricerca su più centenari“.

DNA e longevità, a chi giova?

Longevità indispensabile? Ecco quanto scriveva Guido Gozzano: “Vivere cinque ore?/Vivere cinque età?…/
Benedetto il sopore che m’addormenterà…/Ho goduto il risveglio/dell’anima leggiera:/meglio dormire, meglio/prima della mia sera./Poi che non ha ritorno/il riso mattutino./La bellezza del giorno/è tutta nel mattino”.

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.