
Bracciali anti nausea, funzionano? Li abbiamo provati per voi
Bracciali anti nausea: in modo generico, Il Font ha affrontato l’argomento in diverse occasioni, ma questa volta ci siamo fatti una domanda diretta: i bracciali nausea funzionano davvero?
Sembra una banalità, ma non lo è perché la nausea è un sintomo estremamente diffuso, infatti è correlata a una miriade di disturbi più o meno gravi. Basta pensare al mal d’auto che colpisce 6 milioni di italiani o alla nausea da emicrania, problema quest’ultimo, che solo in Italia affligge 7 milioni di individui. Per non parlare della nausea in gravidanza che, nei primi mesi, tormenta più o meno la totalità delle future mamme e quella legata all’utilizzo di farmaci o più in generale cure come la chemio o la radioterapia. E poi c’è il mare magnum della nausea post operatoria, nausea da stress, nausea da cattiva digestione e così via. Insomma, il problema della nausea è così diffuso che è d’obbligo cercare una soluzione efficace, possibilmente senza dover ricorrere all’uso dei farmaci.
Per il nostro test con i bracciali anti nausea ci siamo avvalsi della collaborazione di una ragazza con problemi di nausea ricorrente forse dovuta allo stress, ma anche a lievi intolleranze alimentari. Inoltre abbiamo fatto indossare i polsini anti nausea a una coppia di pensionati che soffrono di mal d’auto, e che hanno viaggiato in pullman da Milano a Imperia.
In una farmacia di Bergamo, abbiamo comparto 3 confezioni di bracciali anti nausea Sea Band: 16 euro circa la confezione che ne contiene due.
Bracciali anti nausea, il principio d’azione
Sicuramente i bracciali anti nausea sono privi di effetti collaterali perché non basano la loro azione sull’uso di sostanza attive, ma su di un principio meccanico e cioè la pressione che viene esercitata su di un punto di agopuntura o, per essere più precisi, di digitopressione.
Secondo la medicina cinese, i punti di agopuntura (ne sono stati individuati 365) si trovano lungo linee invisibili dette meridiani (i principali sono 12). All’interno dei meridiani scorre l’energia vitale che, quando siamo in perfetta salute l’energia è in perfetto equilibrio. Quando invece soffriamo di qualche disturbo significa che l’energia non scorre liberamente nei meridiani ma ristagna e, di conseguenza, un organo o un apparato sono in carenza o in eccesso di energia. Ed è qui che entrano in gioco i punti: stimolandoli con gli aghi infilati sotto cute o con la pressione (acupressione), si regolarizza il flusso energetico. In pratica i punti funzionano come interruttori delle luce. A seconda della stimolazione si può richiamare o disperdere energia.

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Ma come credere all’efficacia di una pratica che si basa sulla presunta esistenza di canali energetici invisibili? La risposta viene dalla scienza. Un esperimento compiuto da un gruppo di ricercatori americani ha confermato l’esistenza dei meridiani. Un gruppo di volontari sono stati sottoposti alla risonanza magnetica nucleare dopo aver iniettato un isotopo radioattivo (mezzo di contrasto) proprio in corrispondenza dei meridiani. Le immagini della R.M.N. hanno evidenziato che l’isotopo si distribuisce proprio lungo i canali che la medicina cinese indica come meridiani.
L’esperienza millenaria dei medici agopuntori dice che esiste un punto sugli avambracci, poco distante dalla linea di piegatura del polso che, se opportunamente stimolato, blocca la nausea. Questo punto si chiama P6.
I bracciali anti nausea: come si usano?
L’uso è semplice e intuitivo: i bracciali anti nausea sono in tessuto di maglia elasticizzato: vanno indossati contemporaneamente su entrambi i polsi facendo attenzione a posizionare la cupola del bottoncino all’interno, cioè a contatto con la cute, tra i 2 tendini flessori centrali. La cupola deve premere esattamente sul punto P6.
Per individuare il punto esatto su cui esercitare la pressione basta appoggiare le tre dita della mano (indice, medio, anulare) sull’interno del polso, facendo in modo che l’estremità dell’anulare sia sulla prima piega del polso e il bottoncino sotto l’estremità dell’indice.
Bracciali anti nausea, il nostro parere
La nostra tester più giovane ha 15 anni, si è quasi abituata a convivere con una nausea idiopatica, cioè apparentemente senza una causa che la disturba da un paio di anni. Stess? Intollerenze alimentari? Problemi digestivi? Forse un mix di tutto questo. Analisi di laboratorio e pareri di diversi specialisti non hanno chiarito la questione. Fatto sta che lei è stata particolarmente felice e di testare i bracciali anti nausea e speranzosa di aver trovato finalmente un modo per stare meglio.
Ha indossato i bracciali anti nausa ai primi segnali d’allarme: i sintomi si sono attenuati in pochi minuti per poi scomparire del tutto poco dopo.
Scettici sul funzionamento dei bracciali anti nausea, invece, i tester de Il Font che hanno viaggiato in pullman. Hanno accettato di indossarli proprio perché soffrono abitualmente di mal d’auto. Di solito combattono il sintomo con la pastiglietta (anticolinergici). Hanno indossato i bracciali circa 30 minuti prima di partire, il loro commento è stato: <Ma…non si sente niente…non serviranno a nulla, di sicuro>.
Risultato: viaggio trascorso senza problemi. Uno dei due passeggieri ha detto di non avere avuto nausea ma solo una strana sensazione, come se il mal d’auto stesse per arrivare, ma di fatto non è stato così.





