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Dieta anemia

La dieta che aiuta a combattere l’anemia

L’anemia è una condizione molto diffusa, soprattutto fra le donne. Non sempre si tratta di una malattia seria, ma non va trascurata perché può causare sintomi importanti, che possono peggiorare la qualità della vita, come stanchezza, pallore, difficoltà di concentrazione e di memoria. Per migliorare la situazione il primo passo consiste nel variare la propria alimentazione. Ecco come.

Che cos’è l’anemia

Anemia è un termine utilizzato per indicare la carenza nel sangue dei globuli rossi e di conseguenza dell’emoglobina (Hb), la molecola in essi contenuta che ha il compito di trasportare l’ossigeno a tutti gli organi. Sono considerati normali valori di emoglobina superiori a 13 grammi per decilitro (g/dl) per l’uomo e superiori a 12 g/dl per la donna. In presenza di anemia, organi e tessuti ricevono una quantità di ossigeno inferiore al normale. Il risultato è che l’organismo può subire un indebolimento generale. Non è un caso che i sintomi più comunemente avvertiti dalla persona siano: sensazione di stanchezza, pallore, mancanza di appetito, difficoltà di concentrazione e memoria, tachicardia, fragilità delle unghie, scarsa resistenza agli sforzi. Talvolta possono comparire anche svenimenti. Alcune forme di anemia sono associate, poi, a un ingrossamento della milza.

Può dipendere dalla mancanza di ferro

La forma più comune di anemia è quella da carenza di ferro, chiamata anche anemia sideropenica. Del resto, i globuli rossi e l’emoglobina vengono prodotti dal midollo osseo proprio a partire dal ferro: basti pensare che ogni molecola di emoglobina contiene quattro atomi di ferro. Ecco perché la carenza di questa sostanza comporta anche una riduzione di emoglobina. Non solo: sono proprio gli atomi di ferro a legare l’ossigeno a livello dei polmoni e a rilasciarlo a contatto con i tessuti. Se il ferro scarseggia, dunque, non solo viene sintetizzata una quantità minore di emoglobina, ma quella presente trasporta con scarsa efficienza l’ossigeno.

Alla base tante possibili cause

La carenza di ferro può derivare, a sua volta, da fattori diversi. Una delle cause principali è rappresentata da una scarsa introduzione di questa sostanza attraverso l’alimentazione. Anche perdite abbondanti di sangue e quindi di globuli rossi con le mestruazioni o per colpa di una emorragia continua (per esempio, legata ad altre malattie, come ulcera o neoplasie dell’intestino) possono determinare una scarsità di ferro, così come difficoltà croniche da parte dell’intestino ad assorbire le sostanze ingerite con i cibi. Non bisogna dimenticare, poi, che la carenza può essere il risultato di un aumento del fabbisogno del ferro durante determinati momenti della vita, come in gravidanza e in allattamento.

Consigli a tavola

In genere, se la persona soffre di anemia sideropenica, il medico, in associazione ai trattamenti mirati a risolvere la causa alla base, prescrive una cura con preparati farmaceutici a base di ferro (fiale o compresse da prendere per qualche settimana) e una dieta ricca di alimenti contenenti questa sostanza. L’alimentazione corretta, infatti, è fondamentale per prevenire e curare le forme di anemia dovute a carenza di ferro.

Fare il pieno di ferro

I cibi a più alto contenuto di ferro sono la frutta, i legumi, la carne, il pesce, il tuorlo dell’uovo. Tuttavia, occorre sapere che il ferro contenuto nei cibi di origine vegetale, detto ferro non eme, è meno assimilabile di quello di provenienza animale, detto ferro eme. Gli spinaci, contrariamente a quanto si pensa, non sono particolarmente benefici da questo punto di vista: è vero che contengono ferro, ma di un tipo difficilmente assorbibile dall’organismo.

Non dimenticare la vitamina C

Per favorire l’assorbimento del ferro contenuto nei cibi, è utile mangiare nello stesso pasto anche alimenti ricchi di vitamina C, come agrumi, kiwi, peperoni, pomodori, cavoli, broccoli, lattuga. Questa sostanza, infatti, aumenta la biodisponibilità del minerale. Un ottimo abbinamento, per esempio, è costituito da una bistecca di carne rossa o da un filetto di pesce ai ferri conditi con succo di limone oppure da pasta e broccoletti o, ancora, da macedonia con succo di limone o succo di arancia.

Via libera alle spezie

In generale, l’assorbimento del ferro è facilitato da tutti gli alimenti che, stimolando le secrezioni dello stomaco, contribuiscono a mantenere elevata l’acidità dell’apparato digestivo. Ecco perché chi soffre di anemia, per insaporire carne e pesce, potrebbe ricorrere alle erbe aromatiche, capaci di stimolare le secrezioni gastriche.

Serve anche l’acido folico

La dieta per l’anemia deve anche garantire un apporto sufficiente di acido folico o vitamina B9 e di cobalamina o vitamina B12, due sostanze indispensabili per la sintesi degli acidi nucleici cellulari, quindi anche dei globuli rossi. Le più ricche fonti alimentari di acido folico sono i vegetali a foglia verde (come spinaci, broccoli, lattuga), i legumi, i germogli di grano, il fegato, mentre la vitamina B12 si trova in abbondanza nei prodotti di origine animale (carne, uova e pesce).

Gli abbinamenti da evitare in caso di anemia

Ci sono anche abbinamenti negativi, che riducono l’assorbimento e l’utilizzo del ferro. In particolare, in presenza di anemia, è sconsigliato mangiare i cibi ricchi di ferro in associazione a:

  1. cibi che apportano fibre, come legumi e cereali integrali, perché impediscono all’organismo di sfruttare bene il minerale;
  2. alimenti che contengono tannini, come te, caffè, cioccolato, vino, in alcune erbe, per lo stesso motivo appena descritto;
  3. cibi ad alto contenuto di calcio e fosforo, come latte, latticini, formaggi. Infatti, i tre minerali entrano facilmente in competizione per l’assorbimento intestinale, e in genere la “spuntano” fosforo e calcio.

 

About Silvia Finazzi

Silvia Finazzi
Giornalista freelance dal 2001, giornalista professionista dal 2008, web writer e copywriter dal 2010, scrive principalmente di salute, medicina, attualità, benessere, tecniche naturali, alimentazione, psicologia e maternità. Attualmente, è caporedattore del free press Io Bimbo Magazine, collabora con il sito www.bimbisaniebelli.it, il magazine www.modaacolazione.com, il settimanale Viversani&belli e il mensile Come Stai. Inoltre, svolge attività di web writer, content editor e copywriter per diverse aziende. Ha scritto diversi libri e volumi e ha vinto quattro premi giornalistici.

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