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E' Carnevale tra feste e sfilate: rito pagano che piace a bambini e adulti

E’ Carnevale tra feste e sfilate: rito pagano che piace a bambini e adulti

Per Carnevale ogni scherzo vale, recita uno dei più noti detti della saggezza popolare. Già, perchè Carnevale è innanzitutto festa di popolo e di libertà: mai come in questo periodo le differenze fra chi ha e chi non ha, fra chi conta e chi no, si attenuano fino quasi a scomparire, e mai come in questi giorni vengono vissuti la trasgressione, la ribellione all’ordine delle cose, gli eccessi talvolta sfrenati.

E’ giusto, quindi, far derivare il Carnevale dai Saturnali, ricorrenze celebrate nell’antica Roma, in onore del tempo lontano in cui tutti gli uomini erano uguali e felici e vivevano nell’abbondanza; durante queste feste ogni eccesso era consentito, in un clima di follia collettiva che accumunava schiavi e patrizi, una volta all’anno, senza distinzione alcuna.

Con l’affermarsi del cristianesimo questa festività finì per cambiare la sua collocazione, andando a posizionarsi alla vigilia della quaresima, periodo di rigore e di penitenza per la religione cattolica, ma non mutò affatto in questi suoi contenuti.

Caratteri che sono rimasti ancora oggi intatti in certi posti, sia in Italia che all’estero, dove pulsa il vero spirito del Carnevale: non quello consacrato nei grandi balli o negli splendenti cortei di carri allegorici, ma espresso dall’incontenibile voglia di divertimento della gente comune che, anche se per pochi giorni, vuole affermare il diritto ad essere protagonista della propria storia.

E' Carnevale tra feste e sfilate: rito pagano che piace a bambini e adultiE’ così ad Ivrea, in provincia di Torino, dove il Carnevale si carica di contenuti storici e leggendari insieme, per celebrare la vittoria del popolo, e quindi del bene, sul cattivo, e cioè del male; ogni anno si rievoca la sollevazione popolare contro il feudatario marchese di Biandrate, arrogante signorotto che avrebbe voluto avere per sé le grazie della bella mugnaia Violetta, appena andata in sposa al giovane Toniotto, ma la sua soldataglia fu assalita e sgominata e lui stesso fatto fuori.

Nei tre ultimi giorni di carnevale, cioè domenica, lunedì e martedì grasso, la contesa rivive attraverso gli attacchi che il popolo porta da terra ad un corteo di carri, su cui trovano posto figuranti che rappresentano i nobili, leali al marchese; i contendenti usano come armi solamente delle arance, tanto che ad ogni Carnevale se ne consumano, o meglio, se ne buttano, oltre cento tonnellate.

La battaglia imperversa senza esclusione di colpi e può interessare anche l’ignaro turista, se questi non ha l’avvertenza di indossare un singolare copricapo, che funge da visibile salvacondotto: il rosso berretto frigio che i popolani portavano all’epoca della rivoluzione francese. La battaglia terminerà sempre con la sconfitta del tiranno, che viene bruciato sul rogo, ovviamente in effige, giusto prima che scocchi la mezzanotte e abbia così inizio la quaresima.

Alla sovversione dei ruoli tradizionali, sia nella società che nella vita di tutti i giorni, si rifà il Carnevale di una città che parrebbe austera e compassata, come Colonia, in Germania.

Qui il Carnevale comincia presto, anzi, prestissimo, in barba ad ogni regola che lo vorrebbe circoscritto al periodo che segue l’Epifania, fino al giorno delle Ceneri. Invocando un’antica tradizione celtica, la festa ha inizio addirittura alle ore 11,11 di sera dell’11/11; l’ossessionante succedersi di questo numero è dovuto al fatto che, nella tradizione popolare, essa rappresenta il numero dei…matti.

E' Carnevale tra feste e sfilate: rito pagano che piace a bambini e adultiCon un’umoristica processione per le vie del centro, capeggiata nientemeno che dal Borgomastro in persona, equivalente del nostro sindaco, le chiavi della città vengono simbolicamente consegnate alle Compagnie dei Folli, allegre brigate di buontemponi che prendono in giro con spietata ferocia personaggi pubblici e privati, in assoluta libertà.

Ovviamente i festeggiamenti prendono quota col passare delle settimane e raggiungono l’apice negli ultimi giorni; punto di ritrovo di pazzi e trasgressori è la speciale fontana di Carnevale, stretta nel bel mezzo di una piazza all’inizio del secolo e tutti gli anni teatro di burle, lazzi ed anche di indesiderati bagni nelle sue fredde acque. In queste fredde giornate di goliardia ognuno può dire la sua, magari improvvisando discorsi assurdi e sconclusionati, salendo su una delle innumerevoli botti sparse per le strade del centro, che rappresentano i luoghi ove ha sede la sapienza popolare.

Quella del Carnevale è chiamata, dai tedeschi, la quinta stagione, a simboleggiare un breve, ma significativo periodo in cui tutto è permesso, anche che i ruoli e gli ordini sociali vengano ribaltati, coi “poveri” che, fin dal Cinquecento, hanno diritto a trattare da pari a pari i “ricchi”, senza che questi possano minimamente risentirsi.

La più grande rivincita spetta, però, alle donne, alle quali è riservata la giornata di giovedì grasso: già di primo mattino, infatti, si presentano mascherate negli uffici e nei luoghi di lavoro e qui hanno la libertà di prendersi tutte le licenze che vogliono nei confronti dei colleghi e dei superiori.

E' Carnevale tra feste e sfilate: rito pagano che piace a bambini e adultiUn cenno per ricordare i più noti Carnevali italiani: Venezia, con le sue meravigliose maschere, poi Viareggio, con i grandi carri allegorici, Busseto, Fano, Cento, gemellato con il grande Carnevalo di Rio, la Sardegna con i suoi “Mamuthones”; ogni paese ha la sua maschera, anche al sud, ed ovunque adulti e bambini aspettano questo momento per dare sfogo alla propria creatività e allegria contagiosa.

E' Carnevale tra feste e sfilate: rito pagano che piace a bambini e adultiAnche la Romagna, come nel resto d’Italia, non è immune da questa “follia collettiva”, con le centinaia di appuntamenti che per tutto febbraio, marzo e aprile, sforando tranquillamente ben oltre il periodo di quaresima, offrono a chi ne abbia voglia, l’occasione di divertirsi con sfilate di carri e feste goliardiche e rumorose che coinvolgono giovani, anziani, bambini, e dove anche la gola ha sempre il suo tornaconto, con le classiche “frappe o sfrappole”, le “castagnole“, le “tagliatelle caramellate“, i “tortelli di marmellata“, dolci tipici di questo momento spensierato e amato da tutti, alla faccia del colesterolo e dei trigliceridi.

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Massimo Tommasini
Massimo Tommasini, esperto in editoria aziendale e ambiente

2 comments

  1. Ravecca Massimo

    I carnevali in Italia (saturnali romani) e nel mondo sono molto antichi. Michelangelo potrebbe averne descritto uno nella Cappella Sistina. Dove potrebbe aver rappresentato la Passione del Signore, pur non esplicitamente rappresentata nei suoi affreschi della Volta e nel successivo Giudizio Universale, tramite l’identità del supplizio e nella somiglianza fisica tra Aman crocifisso precedentemente dipinto sulla Volta e il Gesù Giudice del Giudizio Universale. Michelangelo avrebbe così indicato tramite la somiglianza fisica, che allude a una somiglianza funzionale, e il medesimo supplizio, che Gesù sarebbe morto durante un carnevale ebraico, almeno per quanto riguarda la prima parte della Passione. Nel libro biblico di Ester, Aman primo ministro persiano scoperto che il suo rivale Mardocheo è ebreo, cerca di ucciderlo insieme con tutti i connazionali. Alla fine però sarà Mardocheo a far uccidere Aman sulla forca che preparò per lui. Gli ebrei nella festa religiosa carnevalesca di Purim ricordavano e ricordano tuttora, la salvezza degli ebrei e la morte del loro persecutore. Gesù sarebbe morto sulla croce interpretando (anche) il ruolo di Aman. Analoghe analogie con i saturnale sono presenti nella prima parte della Passione. Cfr. ebook/kindle. La Passione di Gesù negli affreschi di Michelangelo della Cappella Sistina.

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